venerdì, aprile 27, 2007

Mi correggo 



Mi sono trovato spesso in giro per conferenze con diversi colleghi che hanno un blog a parlare di conversazioni, di marketing relazionale e di ascolto. Abbiamo più volte ripetuto che dovremo prestare maggiore attenzione ai nostri clienti ed ascoltarli.

In più occasioni sono rimasto completamente spiazzato, quando i miei interlocutori mi hanno detto di ascoltare già i loro clienti, attraverso le ricerche di mercato.

Per questo mi correggo e dico che dovremmo "avere più cura" dei clienti, ascoltarli non basta.

Relazioni e reputazioni 

Questo mese ho ricevuto ben due richieste da parte di miei clienti, per attività di cui non mi occupo specificamente e non essendo io un tuttologo, mi sono preso la briga in qualità di advisor, di fare un lavoro di indirizzamento verso altri professionisti a me complementari.

In ambedue i casi la mia scelta è ricaduta verso professionisti i cui blog seguo con regolarità. So con chi lavorano, so quali progetti hanno seguito e come ragionano. Il blog serve per aumentare la credibilità? Per quanto concerne la mia esperienza, posso dire di si. Ho conosciuto tanti colleghi in rete attraverso i loro blog, mi fido di loro e sto cominciando a lavorare con loro, creando ogni giorno nuovi nodi.

Se riesco a gestire progetti complessi, trovare nuovi talenti e creare nuove opportunità lo devo alla rete.

Credits per l'immagine: Kimota Blog

Ritorno al passato 



La tendenza futura è di tornare al passato.

giovedì, aprile 26, 2007

Fenomeni mediatici 

Adesso che il tasso di crescita dei blog non è più a due cifre e sembra che si stia stabilizzando, i blog non sono più un fenomeno mediatico. Quale sarà la prossima moda?

Cari amici giornalisti non parlate di bolle, quando siete voi i primi ad alimentarle. Sarebbe più utile se le analisi tornassero ad essere più equilibrate senza hype. O no?

Sintesi 


Semplicemente Gapingvoid

La memoria del futuro 



In questa profonda fase di transizione che stiamo vivendo, nell'abbracciare il nuovo, un brand non dovrebbe mai dimenticarsi chi è, da dove viene e quali sono i suoi valori.

"Reinvention keeps your brand healthy, but so do strong core values. "

Solo chi ha memoria del passato, può vivere bene nel presente e progettare il futuro.

Scegli la pillola 


Sarebbe profondamente ingiusto affermare che da parte delle imprese italiane non esista una forte consapevolezza della necessità di dover cambiare i propri approcci di mercato, ne ho avuto evidenza negli ultimi corsi in cui sono stato docente.

La scelta metaforica tra la pillola blu e quella rossa è solo il primo passo, ma poi le imprese hanno la necessità di essere supportate nelle loro scelte. I problemi sono tanti:
  • A fronte di alcuni modelli teorici, tra l'altro disponibili gratuitamente in rete, mancano modelli applicativi che possano essere utilizzati dalle differenti imprese per far fronte all'evoluzione in atto. Non basta delineare un cambiamento, ci vogliono anche gli strumenti. Le Università, i corsi di formazione devono rispondere maggiormente alle esigenze delle imprese, fornendo strumenti operativi e non solo modelli teorici.
  • Non esistono soluzioni valide per tutte le stagioni, ci vuole una nuova letteratura di marketing si deve cominciare ad approfondire i temi, occorre differenziare le best practices, fornire modelli replicabili per evitare il sorgere di nuove bolle che creano il fondamento sul nulla
  • L'industria dell'offerta di servizi di marketing deve essere la prima a cambiare, agenzie di pubblicità, consulenti, centri media non possono seguire il mercato, lo devono anticipare
  • L'innovazione costa, qualcuno deve cominciare a mettere mano al portafoglio, perchè è bello dire che le aziende devono conversare, ma occorre fare in modo che le conversazioni non rimangano solo chiacchiere. Sono necessari nuovi format, nuovi prototipi, nuovi modelli di misurazione da utilizzare subito.
La pillola rappresenta la consapevolezza, ma per "guarire" ci vuole una diagnosi ed una cura. Abbiamo pertanto bisogno di unire una cultura della "visione" ad un sano pragmatismo, altrimenti finiremo con il continuare a parlarci addosso.

Pillola rossa o pillola blu? 



Ho ricevuto il libro "Marketing Reloaded" di Andrea Boaretto, Giuliano Noci e Fabrizio Maria Pini che gentilmente Giuliano mi ha inviato e ho iniziato a leggerlo con grande interesse.

Il testo cerca di delineare le recenti evoluzioni del marketing alla luce dei profondi cambiamenti in atto.

Il messaggio più forte del libro è la necessità di cambiare per chi oggi si occupa di marketing. Questo è uno dei passaggi a mio parere più significativi:

"Anche chi fa marketing in impresa ora si trova davanti a questo bivio: scegliere la pillola blu significa continuare a fare marketing come ha sempre fatto: proporre prodotti indifferenziati e perdere moltissime giornate in riunioni internet a chiedersi come mai il prodotto non ha successo; continuare a fare pianificazioni media sui canali tradizionali e lamentarsi del loro elevato costo; mandare email al proprio database di contatti e chiedersi come mai i tassi di risposta sono così bassi; affidarsi ad agenzie di comunicazione e pr e discutere con loro se la creatività prodotta piace o meno al marketing manager.

Scegliere la pillola rossa significa, invece "restare nel paese delle meraviglie", prendere coscienza che il mondo là fuori è diverso e sta cambiando, è interconnesso, multimediale, multicanale e fortemente complesso, ma soprattutto che è possibile fare marketing in maniera diversa, instaurando un dialogo costruttivi con i clienti interconnessi in un sistema fluido di comunità e nodi singoli.

Pillola rossa o pillola blu?

mercoledì, aprile 25, 2007

Skype Prime 

Qualche mio collega ha introdotto sul suo blog la pubblicità. Come ho già avuto modo di scrivere, non sono pregiudizialmente contrario, anche se ho deciso fino ad esso di non ospitare pubblicità su questo blog per non aumentare l'overload di messaggi promozionali presenti in rete.

Più per esperimento che per reali opportunità di business, ho deciso di provare il servizio Skype Prime, per offrire servizi di consulenza a distanza per progetti brevi o per le fasi preliminari di un progetto.

Sono sicuro che Skype Prime permetterà a tanti professionisti di sviluppare nuovi servizi e che se ne sentirà parlare molto.

Il futuro del video download 






BBC iPlayer on Vimeo

Ashley Highfield, direttore dei future media e della tecnologia di BBC ha presentato al Miptv l'iPlayer, un on line media player che consentirà agli utenti (che navigano negli Uk), di scaricare i contenuti televisivi della BBC che sono stati trasmessi la settimana precedente.

Sara possibile scaricare programmi televisivi da otto canali della BBC e guardarli sul proprio pc e presto anche sui device mobili. I contenuti si cancelleranno automaticamente dopo il periodo previsto, per evitare tutti quei problemi legati ai diritti.

E' un esperimento che sicuramente cambierà il modo di distribuire contenuti di tipo televisivo.

Questo è il video che Ashley ha presentato in anteprima durante il suo keynote, (ho cercato di riprenderlo con una macchina fotografica digitale, mi scuso per la scarsa qualità) e che mostra tutte le potenzialità del nuovo player.

Contaminazioni 

Riflessioni disordinate sull'advertising 


Nel corso del Miptv sono stato sottoposto ad un bombardamento di stimoli e nuove idee. Ho conversato con i più rappresentativi esponenti dell'industria dei media e dell'advertising e ora che sono rientrato ho bisogno di una lunga fase per digerire, elaborare, ripensare, riordinare, gli imput sulle tendenze in atto nell'advertising.

Non voglio aspettare di esser pronto con i nuovi modelli, preferisco riflettere qui, anche se in modo disordinato ed incompleto su una serie di conclusioni a cui sono giunto:
  • I nuovi modelli di advertising sulle televisioni digitali interattive avranno vita breve, perchè di transizione tra vecchi e nuovi paradigmi: servono per creare nuove esperienze
  • I modelli dell'attenzione e quelli dell'engagement non sono fra loro in contrapposizione, se è vero che non è possibile avere engagement senza attenzione è altrettanto vero che non sempre è necessario il coinvolgimento attivo dei pubblici
  • Esistono differenti modi per intendere l'impatto in comunicazione
  1. Stiamo vivendo un periodo di grandi transizioni per quanto concerne l'universo dei media e della comunicazione di impresa; sappiamo che molti modelli del passato sono in crisi, ma non dobbiamo fare l'errore di cercare il nuovo gettando il vecchio. Dobbiamo essere consapevoli che tra il vecchio ed il nuovo c'è sempre un periodo di assestamento. Possiamo essere assolutamente certi che quelli che sono definiti nuovi modelli di advertising ad esempio per le tv digitali o per il web, sono modelli di transizione, parziali ed incompleti che saranno destinati molto presto ad essere sostituiti.
  2. Abbiamo la necessità di abbandonare presto gli schemi dicotomici, che possono essere utili sono nelle prime fasi del cambiamento, ma che poi si rivelano trappole mentali da cui è difficile uscire. Io stesso ho lavorato per molto tempo al passaggio da modelli interstiziali di pubblicità basati sull'attenzione a modelli contestuali incentrati sul coinvolgimento (quello che molti autori hanno definito l'engagement marketing, per accorgermi che non si tratta di modelli tra loro in contrapposizione. Alcune teorie sviluppate sul marketing esperienziale e sulle teorie del coinvolgimento sono estremamente importanti, ma dobbiamo scordarci di potere avere nel futuro modelli che possano validi per tutte le stagioni. Non sono certo ad esempio che alcuni principi dell'engagement siano adatti per la comunicazione Business to Business. Possiamo quindi aspettarci una serie di modelli differenti da utilizzare in momenti differenti di una strategia di comunicazione e rivolti a destinatari differenti.
  3. Il modello di advertising basato sull'attenzione non è sicuramente morto, ma ottenere attenzione diventa sempre più dificoltoso e richiederà nel futuro budget sempre maggiori oppure un'innovazione creativa costante. E' inutile parlare di reputazione, quando chi comunica non è conosciuto. Il modello dell'attenzione si basa sull'impatto della comunicazione. Esistono oggi almeno due forme di impatto (e forse anche di più): un impatto verticale, che distoglie lo sguardo da ciò che si sta facendo, a causa della natura dirompente del messaggio (un video, una mega affissione, un'inserzione pubblicitaria su una rivista....) che ha la forza di una bomba, un'impatto orizzontale e distribuito, legato alla pervasività di un messaggio che si diffonde con la forza di uno sciame d'api, che volano compatte nella stessa direzione.
I social media stanno trasformando i linguaggi, le dinamiche di fruizione dei contenuti e il modo di intendere la comunicazione di impresa.

Osservando il lavoro che sta portando avanti la BBC, ci accorgiamo che le divisioni ideali tra visione lineare e non lineare di contenuti televisivi, tra tv di flusso e di library o tra mainstream media e social media molto presto saranno estremamente difficili da fare, per questo anche il mondo della comunicazione di impresa si deve adeguare e smettere di ragionare a compartimenti stagni, pena il rimanere imprigionato in un mondo che si è costruito e che oggi totalmente anacronistico.

Advertising is useful 



Quando un'intera industria sente la necessità di dover giustificare il proprio operato, è giunto il momento di fare un'autoanalisi e cominciare a cambiare. Per cambiare, ci vuole la volontà di volerlo fare, tutto il resto arriva di conseguenza.

martedì, aprile 24, 2007

Il vero gap nelle agenzie di pubblicità 


Durante l'ultima conferenza annuale dell'American Association of Advertising Agencies, Howard Draft ha affermato:

"non è il gap tra agenzie di pubblicità e i clienti, quello più importante da colmare, ma quello tra creatività e misurabilità."

Qui si possono trovare i passaggi video più significativi.

Inquinamento informativo 


Dell'articolo pubblicato da G.A (Andy) Marken su Marketing Profs, mi è rimasto impresso questo passaggio:

"News outlets, businesses, and individuals generate more than 1.5 exabytes of data and content each year. Soon, we will be sending 10 trillion bits over a single Internet optical fiber every second."

Ragione di più per pensarci molto bene, prima di mandare fuori un comunicato stampa o progettare una newsletter aziendale.

3D Tv Experience 






Sono solo esperimenti, ma sono destinati a cambiare radicalmente la nostra esperienza televisiva.

Nuove esperienze televisive (annunciate al Miptv) 


Dimentichiamoci per un momento i film di fantascienza come Minority Report. I nuovi programmi televisivi che sono stati presentati recentemente al Miptv di Cannes non sono poi così futuribili. Sono invece pensati per un pubblico che già oggi dispone di schermi al plasma, personal video recorder, una connessione in banda larga ed uno smart phone o una consolle di giochi in grado di ricevere programmi televisivi.

Se da una parte le preoccupazioni sul digital right management, sulla mancanza di interoperabilità tra piattaforme e sulla poca certezza sui modelli di business continua ad assillare gli operatori televisivi, dall'altra la grande corsa all'innovazione è cominciata e non si fermerà.

Da qui ai prossimi tre mesi, verranno annunciati nuovi accordi con i nuovi protagonisti della rete (YouTube, Joost, Babelgum). La CBS sta lavorando con la società SlingMedia che attraverso il suo SlingBox permette di vedere programmi tv pay sul pc e sui device mobili, mentre MTV sta lavorando con Joost per lo sviluppo di nuovi contenuti.

La News Corp, di Rupert Murdoch sta consolidando l'alleanza tra MySpace, Time Warner, MSN, Aol e Yahoo per ridimensionare il fenomeno YouTube e presto offrirà nuovi programmi televisivi specifici per la rete.

BBC Vision, il braccio strategico di BBC, sta progettando nuove esperienze televisive creando nuovi palinsesti che uniranno televisione di flusso, televisione on demand e contenuti user generated da fruire sul nuovo iPlayer. che permetterà di scaricare programmi televisivi entro una settimana dopo la loro messa in onda.

Endemol ha annunciato che lancerà una serie di format specifici per i device mobili (incluso un reality show con celebrità) e una serie di cartoni animati per il web e per la mobile television.

Questi nuovi programmi richederanno nuove forme di advertising. La domanda è chi le progetterà?

lunedì, aprile 23, 2007

Elezioni 2.0: YouChoose 


Mentre in Italia la maggior parte dei politici non ha la più pallida idea di cosa stia succedendo in rete (tranne rare eccezioni), negli Stati Uniti per le prossime elezioni verranno testati tutti gli strumenti di comunicazione che è possibile trovare.

Chiacchierando a proposito di YouTube 



D: La maggior parte dei video user generated sono visti al massimo da qualche decina di persone. La maggior parte dei contenuti user generated è fuffa.

R: Si, questo è assolutamente innegabile, come è innegabile che il video più popolare, sia stato visto oltre 47 milioni di volte.

Vecchi e nuovi protagonisti della comunicazione di impresa 

Nel 1997 è stata lanciata a Vigevano la rivista Web Marketing Tools nel corso della prima edizione di Internet Expo (entrambe le iniziative non esistono più). In quella manifestazione ebbi modo di organizzare la prima conferenza sull'Internet Advertising, dopo averne organizzata una sull'Internet Marketing, l'anno precedente.

Tra gli anni 1997 e 1998, molti nuovi soggetti si sono proposti sul mercato della comunicazione, intravvedendo nuove opportunità di business legate ad un medium che cresceva esponenzialmente: internet. Tra i diversi soggetti, la web agency è quella che meglio ha saputo cogliere i cambiamenti allora in atto e approfittare dell'assouto immobilismo delle agenzie di pubblicità che hanno oggi perso quasi l'intero mercato della comunicazione interattiva.

A distanza di dieci anni, la nuova fase evolutiva di internet sta riequilibrando gli assetti del mercato e vecchi e nuovi protagonisti stanno ripensando le loro strategie, solo che oggi internet non è più "cosa da pochi", in quanto tutti i business, anche quelli della televisione, sono oramai impattati pesantemente dalla "grande rete delle reti". Molte cose sono cambiate ed i giochi sono sicuramente ancora aperti, la domanda è come stanno reagendo i diversi protagonisti?
  • Users - ci sono sempre stati, anche nella prima fase di internet erano protagonisti, in quanto sceglievano i contenuti, decidevano se cliccare sulle pubblicità e se fare acquisti on line. Oggi fanno molto di più. Creano i propri palinsesti, i propri contenuti, partecipano alla vita delle "marche", influenzandole, esercitano un ruolo sempre più importante perchè sono un "concorrente in termini di produzione dell'attenzione".
  • Le agenzie di pubblicità - oggi come ieri, sono assenti, propongono ancora schemi vecchi, fanno fatica ad adattarsi anche se sono molto più preoccupate di ieri. I loro clienti stanno cominciando a spostare i budget e questo comincia a farsi sentire.
  • Le grandi web agencies - la maggior parte di queste non è ancora attrezzata per l'evoluzione di internet. Sono cresciute molte, si sono burocratizzate e non rappresentano più l'innovazione
  • Le nuove agenzie - si stanno presentando sul mercato nuove agenzie molto specializzate e snelle che propongono marketing virale, produzioni audio e video, progetti di web 2.0 e stanno avendo un discreto successo, anche se manca loro una visione strategica di insieme
  • Le concessionarie di pubblicità - sono quelle che hanno più da perdere e per questo si stanno attrezzando per rivedere completamente la loro offerta sul mercato. Se si muoveranno bene ed in fretta potrebbero avere un ruolo ancora maggiore sul mercato. Da venditori di spazi pubblicitari, potrebbero trasformarsi in marketing provider.
  • Centri media - sono quelli che hanno ancora i budget in mano, se avessero il coraggio di cambiare, potrebbero divenire i protagonisti incontrastati della comunicazione, ma devono rivedere completamente la loro visione, abbattere gli steccati e cominciare a lavorare anche sugli aspetti creativi
  • Broadcaster - non hanno alcuna scelta, sono quelli che subiscono le maggiori pressioni al cambiamento, se stanno immobili sono perduti, per questo dovranno cambiare comunque, per la sopravvivenza e non solo per il loro sviluppo.
  • Società di produzione tradizionale - oggi sono abituate a ragionare per il mondo della pubblicità e i loro processi produttivi sono tarati in quella direzione, produrre ad esempio audiovisivi di rete, richiede altre logiche. Oggi non lavorano in rete, ma se il mercato dovesse crescere, come si ipotizza, sapranno reagire ai cambiamenti?
  • Nuove società di produzione - sono piccole e flessibili, lavorano per i nuovi device e su tutte le piattaforme digitali - il loro destino è segnato - o crescono autonomamente o verranno acquisite, in ogni caso buone notizie.
  • Le società di ricerche - sono sotto pressione, perchè tutto è in profonda evoluzione, dovranno rivedere completamente la loro riproposizione, perchè ci sono nuovi soggetti che stanno entrando sul mercato, con nuove metodologie e i clienti oggi sono molto più attenti
  • I grossi operatori della rete - Si dovranno misurare comunque con la grande G e quindi si metteranno insieme, anche se non è dato di sapere come.
  • I clienti pubblicitari - alcuni continuano a fare le stesse cose di sempre anche se tendono a funzionare sempre meno, altri stanno sperimentando e hanno cominciato a produrre i propri contenuti oggi i blog, alcuni podcast e domani chissà. Sono comunque tutti molto attenti ai budget e si fanno infinocchiare sempre meno, anche se gli operatori senza scrupoli un pollo da spennare lo trovano sempre.
Ci sono anche altri protagonisti, che qui non sono stati citati, ma il concetto di fondo è il seguente: i giochi sono evidentemente ancora aperti, ma la finestra temporale per il cambiamento si chiuderà presto, questo significa che non c'è un minuto da perdere.

Nell'immagine, un'opera di Mattjin

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Sloganifici 

Un'altra esilarante vignetta di Doug Savage

domenica, aprile 22, 2007

A little less conversation 

Web Tv: modelli a confronto 



Gli operatori internazionali non stanno osservando con attenzione soltanto Joost e Babelgum, ma anche modelli alternativi di Web Tv come Jalipo.

La società gestita da Chris Deering ex presidente di Sony Europe, ha un business model diverso rispetto ai suoi competitor tra cui si può citare Vuze (di cui parlo, fra poche righe) e BitTorrent, ma si differenzia anche per la scelta di non utilizzare una piattaforma peer to peer. Jalipo, infatti utilizza le tecnologie di due provider come Limelight Networks e Akami e non offre un servizio gratuito al pubblico.

Il business model assomiglia a quello di una società telefonica tradizionale, nella misura in cui i contenuti vengono fatturati a tempo, attraverso una piattaforma di billing proprietaria.

Jalipo ha scelto di proporre un'offerta che ritiene che possa essere di interesse per un pubblico potenzialmente disponibile a pagare contenuti video, come eventi live, news, sport, ma anche film.

Vuze è invece una società che si propone come la più grande library di video in alta definizione, utilizzando una piattaforma peer to peer. Si distingue dai suoi competitori diretti Joost e Babelgum perchè non offre contenuti in streaming peer to peer, ma in downloading, ciò significa che i vari contenuti scaricati potranno essere visti anche in assenza di una connessione in banda larga. Il modello di business è un misto tra contenuti premium e pubblicità, con un focus specifico sui contenuti in alta definizione.

Ci troviamo quindi di fronte a tecnologie e business model differenti e diversi approcci alla creazione di palinsesti. Il mercato avrà quindi modo di valutare le diverse proposte.

Sono questi gli apripista di un nuovo mercato che i grandi operatori osservano con grande interesse e il mercato felice di tanta nuova offerta ringrazia. Esultano un po' meno i grandi broadcaster che stanno perdendo terreno a 360 gradi.

Provando Joost 



Qualcuno dice che le piattaforme come Joost e Babelgum non offrano nulla di nuovo, proprio perchè si propongono di replicare l'esperienza della televisione su internet.

Parlando al Miptv con i maggiori content provider americani, ho avuto la conferma che Joost sarà utilizzata specialmente per testare nuovi contenuti e quindi ridurne i costi di ricerca e sviluppo.

Per questo io ne osservo lo sviluppo con grandissimo interesse.

Boom per il video on line 



Come era prevedibile la fruizione di video on line sta crescendo a ritmi esponenziali e si sta rivelando uno strumento di marketing estremamente efficace specialmente tra i teens e tra la generazione Y.

Ho parlato al Miptv con diversi imprenditori che mi hanno detto di essere molto interessati ad utilizzare i video per le loro campagne su internet ma che le loro agenzie di comunicazione, abituate ai prezzi della televisione, non sono per nulla competitive su questo fronte.

Ci si chiede se le agenzie di pubblicità perderanno nuovamente questo "treno", dopo aver perso quello del web circa dieci anni fa. Nuovi soggetti stanno entrando sul mercato, pronti a coprire le nuove esigenze del mercato. Ne avevo già scritto alcuni mesi fa, ma sembra non sia cambiato nulla da parte del conservativo mondo delle agenzie.

Update: nella tabella ci sono i dati del 2006 relativi all'attuale mercato potenziale del video su internet negli Stati Uniti, alcuni dati del 2007 verranno resi noti entro una ventina di giorni (da cui si può desumere la grande crescita rispetto al 2006)

Segnali dagli StatiUniti: cadono le prime teste 

Si dice che dagli Stati Uniti provengano sempre segnali decisivi per le tendenze del marketing.

Da tempo i più grossi investitori pubblicitari come American Express, P&G e via discorrendo hanno iniziato a spostare una consistente fetta dei propri budget dalla televisione a mezzi più indirizzabili. A ruota molte imprese hanno seguito l'esempio, visto che gli investimenti su internet sono tornati a crescere in modo molto importante.

La rapida evoluzione nel panorama dei media sta costringendo le imprese a rivedere le loro scelte di marketing e comunicazione, ma non tutti i marketing manager sono preparati adeguatamente. (CMO - Chief Marketing Officer)

Sta facendo molto discutere l'enorme ondata di licenziamenti di marketing manager non ritenuti più adatti ai cambiamenti in atto. Ne scrive la rivista Adweek che riporta una survey del CMO Council Survey.

CMOs are failing at a high rate because they lack the skill sets, credibility and authority to fulfill their often ill-defined jobs. So concluded a CMO Council survey to be released next week that examines the health of contemporary U.S. CMOs, diagnoses the cause of corporate discontent and recommends remedies.

Tra gli ambienti bene informati, si dice che a breve le società multinazionali (imprese, ma anche agenzie pubblicitarie), cominceranno a stare con il fiato sul collo sui manager d'oltreoceano, soprattutto su quelli resistenti al cambiamento.

Se assisteremo nel corso del 2008 a qualche "cambiamento di poltrona" tra i manager, non potremo sorprenderci più di tanto.

Quei manager che hanno più volte dichiarato che per il cambiamento c'è tempo, cominciano a dormire sonni poco tranquilli.

venerdì, aprile 20, 2007

A proposito di impatto 


Alcuni anni fa, distinguevo tra mezzi come la televisione che definivo di impatto e internet che definivo un ambiente relazionale.

Molti miei colleghi erano d'accordo con me nell'affermare che internet non avrebbe mai potuto avere lo stesso impatto della televisione, ma che a differenza di questa offriva ad esempio l'interattività, l'indirizzabilità, la misurabilità.

A distanza di tempo, mi sono soffermato a riflettere sul fatto che quelle caratteristiche di internet siano rimaste le stesse, ma che l'evoluzione dei social media, non mi permette più di parlare di assenza di impatto.

Stiamo oggi parlando di due forme di impatto completamente diverse. La televisione, il cinema, le grandi affissioni offrono un impatto dirompente come una bomba atomica. I social media invece possono creare un impatto differente, ma altrettanto dirompente che assomiglia ad uno stormo. Vi ricordate il film di Hitchcock?

User generated marketing 

Si parla sempre più spesso dello user generated marketing. Alla conferenza a cui ho partecipato quest'oggi come relatore ho avuto modo di ascoltare Enrico Noseda, che ha raccontato come la community di Skype sia coesa e motivata tale da prendersi in carico la gran parte delle traduzioni per il client e per il sito.

Skype, pubblica le proprie API, offre un servizio gratuito, ha un approccio trasparente ed aperto e la comunità ricambia generosamente.

Ho invece delle riserve per quelli che considerano lo user generated marketing, da qualcuno definito anche citizen marketing, come una forma di outsourcing a costo zero. Lo fanno gli editori quando reclutano i blogger in cambio di un po' di visibilità, lo fanno gli organizzatori di eventi con i relatori, lo fanno anche certe imprese quando chiedono ai propri clienti di sostituirsi alla propria agenzia di comunicazione.

Questo non è user generated marketing, ma semplicemente fare un po' i furbi. Tra Economia del dono e web 2.0, qualcuno ci marcia, diventa pertanto importante saper distinguere la collaborazione dallo sfruttamento.

giovedì, aprile 19, 2007

Joost v/s Babelgum 



Per chi non lo avesse già visto, questo è lo spot di presentazione di Joost.

Si preannuncia una competizione molto serrata tra i due nuovi protagonisti della rete.

Spike Lee al Miptv 2007 



Spike Lee spiega le ragioni della sua collaborazione con Babelgum

Il marketing collaborativo 


Sono appena rientrato dal Miptv, di cui scriverò ancora nei prossimi giorni, vista l'enorme quantità di stimoli che ho raccolto.

Mi preparo a concludere la settimana tenendo due interventi al Wiki Marketing, un seminario in cui si affronteranno i temi del marketing collaborativo, che sto approfondendo da diverso tempo.

Nel week end dovrò scrivere l'articolo per Pubblicità Italia, da lunedì, esami all'università, ultimi ritocchi ai miei corsi e al mio laboratorio che stanno per partire in Bicocca e avvio del progetto di ricerca sui nuovi linguaggi del marketing digitale che dovrò presentare a Londra.

Tra una cosa e l'altra devo anche concludere i progetti di consulenza aperti.

Insomma è un periodo un po' pieno.

Speciale Miptv 2007: La comunicazione di impresa vista da Cannes 


In questi giorni qui al Miptv vengono presentate diverse piattaforme innovative per distribuire contenuti per il broadband, per il mobile e per la televisione partecipativa e per facilitare le "conversazioni".

Si e' parlato molto di long tail e di nuovi contenuti. I nuovi format non mancano, ne ho visti diversi davvero interessanti, ma come si finanziano? Se tra le risposte si considera anche la pubblicita, occorre considerare una serie di problemi da superare:
  1. solo poche imprese sono pronte a modificare i propri processi di comunicazione. Non è solo un problema di consapevolezza, ma soprattutto di volontà di cedere il controllo all'utente. La maggior parte delle aziende, come è stato ripetuto più volte nell'arco di diverse conferenze, non sanno gestire i feedback soprattutto quelli negativi e non sanno conversare. La tendenza è quella di superare la logica interstiziale dello spot e progettare un sistema articolato di messaggi in funzione dei target e dei contesti. Le aziende devono imparare a bilanciare, informazione, comunicazione e conversazione per creare valore per i loro pubblici. C'è una grande spinta all'innovazione da parte di molte imprese, ma anche una grande resistenza. Wianda Hoogakker direttore Innovation & Intelligence Director di American Express Uk ha infatti detto a tale proposito "brands have to learn to let go and view negative feedback as an opportunity"
  2. progettare contenuti anche pubblicitari per il long tail e aiutare le imprese a conversare, richiede nuove competenze da parte delle agenzie creative e delle agenzie di pr. Queste non sono diffuse, anche perchè le agenzie creative non investono nella ricerca e sviluppo. Sarebbe ora di cambiare. La creatività deve essere oggi supportata da una nuova cultura dei mezzi emergenti e da una ricerca sui nuovi linguaggi che comprenda anche una profonda analisi sui nuovi modelli di fruizione dei contenuti, sui limiti delle diverse piattaforme e su nuovi approcci della comunicazione. Joseph Jaffe, ha riassunto questo pensiero dicendo "your consumer is fragmenting, fragment with them"
  3. Gli attuali processi produttivi delle creatività, ad esempio video sono tarati per la televisione. Vanno radicalmente rivisti quando non si ragiona in termini di uno spot, ma di centinaia di creatività molto targetizzate. Non è ancora stato compiuto un lavoro di reingegnerizzazione dei processi, di revisione delle metodologie di progettazione, di montaggio ed encoding e di distribuzione dei contenuti di marketing.
  4. I centri media ragionano ancora prevalentemente in termini di pianificazione pubblicitaria e non sono mentalmente strutturati per comunicare sui social media. Wianda Hoogaker, ne è convinta e dice: "join the conversation don't control it"
C'è un evidente problema a livello di sistema. Ho parlato con molti operatori italiani con cui ci siamo confrontati su come ridurre l'enorme divario culturale che ci divide dai Paesi più avanzati sulla cultura della comunicazione di impresa.

Si dovrebbero creare momenti di formazione, di sensibilizzazione, favorire la sperimentazione, far crescere i nuovi talenti, creare conoscenza condivisa, creare modelli replicabili.

La domanda è chi finanzia tutto questo, visto che i broadcaster, le agenzie creative, le case di produzione, i clienti pubblicitari non sono disposti a farlo?

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mercoledì, aprile 18, 2007

Speciale Miptv 2007: Focus Babelgum 


Mi ero ripromesso di fare una cronaca dal Miptv, ma ho la necessità di metabolizzare l'enorme quantità di imput che devono sedimentare. Al mio rientro da Cannes, quando avrò riordinato le idee e messo insieme i diversi spunti, scriverò qualche riflessione sulle principali tendenze emerse.

Senza ombra di dubbio, tra gli eventi più importanti che stanno caratterizzando questa edizione del Miptv, c'è il lancio internazionale di Babelgum, un progetto visionario che insieme a quello di Joost, rappresenta la migliore commistione tra il mondo tradizionale della televisione e quello innovativo di internet.

I due progetti che hanno molti punti in comune, si propongono di creare un mainframe tecnologico che permetta di unire l'esperienza di fruzione e l'impatto della televisione tradizionale con le possibilità di elimimare le ridigità dei palinsesti sfruttando tutte le opportunità di targetizzazione offerte da internet.
Joost e Babelgum utilizzano entrambe una piattaforma peer to peer che permette un'efficiente distribuzione dei contenuti anche su larga scala.

Silvio Scaglia nel corso della cena che ha organizzato per illustrare la strategia di Babelgum ha confermato il suo posizionamento come abilitatore tecnologico volto a permettere a content provider di poter distribuire i propri contenuti a livello internazionale in una piattaforma aperta, flessibile ma al contempo sicura.

Il peer to peer streaming è concettualmente diverso dal peer to peer downloading, infatti tutti i contenuti su Babelgum non possono essere scaricati.

Punto di forza del progetto è la possibilità da parte degli utenti di creare palinsesti personalizzati, playlist, inserire commenti, mentre per i content provider si crea un nuovo possibile mercato per potere distribuire le proprie libraries o contenuti troppo vecchi, troppo nuovi o che hanno un target troppo limitato per trovare una distribuzione nei mercati tradizionali.

La piattaforma consente ai content provider di fare un upload diretto dei propri contenuti. Babelgum non intende esercitare un controllo editoriale, ma si riserva il diritto di eliminare tutti quei contenuti che si dovesero rivelare non adatti ad un pubblico generalista.

I modelli di business di Babelgum non sono ancora chiaramente definiti, la priorità è quella di acquisire un numero sufficiente di contenuti da rendere il progetto appettibile e al contempo di testare la piattaforma.
Ai content provider viene offerto attualmente un minimo garantito, mentre veri e propri accordi di revenue sharing e l'inserimento di advertising funded contents, verranno presi in esame a partire dai primi mesi del 2008.

Babelgum ha aperto il suo quartiere generale a Dublino e ha attualmente uffici in Inghilterra, in Italia, in Francia e negli Stati Uniti. I 30 dipendenti attuali passeranno a 150 già alla fine del 2007.

Durante la cena, Spike Lee ha presentato un suo cortometraggio che gli era stato commissionato dall'Unicef e di cui lui ha riacquistato i diritti di distribuzione. L'accordo di collaborazione con Babelgum prevede la distribuzione per tre mesi di una serie di contenuti prodotti dal regista americano. Il senso della presenza di Spike Lee come mi ha spiegato Erik Lumer, CEO di Babelgum è quello di testimoniare come Babelgum possa veicolare contenuti di autore e di interesse per grandi segmenti di pubblico oggi non disponibili.

Babelgum ospiterà due tipologie di contenuti, quelli cosidetti professionali e quelli user generated content.

Un tale modello di distribuzione ha la necessità di essere supportato da nuove forme di advertising ed è questo dal mio punto di vista il lato dolente, perchè la maggior parte delle agenzie di comunicazione non sono pronte e sicuramente brand innovativi come Apple, Nike, Benetton, Coca Cola, non saranno in grado di garantire una raccolta pubblicitaria sostenibile per il progetto.

Silvio Scaglia, nuovamente scommette sul futuro, così come aveva fatto con Fastweb e assieme a Fredrik de Wahl è destinato a contribuire a modificare l'assetto del panorama mediale.

E' l'inizio di una nuova era.

lunedì, aprile 16, 2007

Speciale Miptv 2007: riflettori su internet 


Appena arrivato al Miptv, gia' si respira aria di concretezza, da parte degli operatori internazionali dei contenuti, dei media e della pubblicità.

I partecipanti a questa edizione del Miptv possono essere classificati in due tipologie: quelli che hanno qualcosa di innovativo da mostrare e che da diversi anni cavalcano l'onda dell'innovazione e quelli (soprattutto grandi broadcaster) che stanno perdendo audience e fatturati e che si trovano di fronte a mercati in forte evoluzione che stanno imponendo loro di dover cambiare radicalmente il loro approccio.

Nel primo keynote dal titolo "capturing digital opportunities", Gerhard Zeiler, chief executive di RTL il primo Broadcasting Group europeo, ha dovuto riconoscere che il processo di frammentazione delle audience in atto e' una realta' e che occorre raccoglierne le sfide perche' non e' il momento di stare immobili, dal cambiamento potranno arrivare interessanti opportunita'.
La ricetta di Zeiler per i grandi gruppi televisivi si riassume in due punti: frammentazione nella progettazione ma secondo un approccio olistico, quello che ha definito "family approach" e multicanalita' (VOD, IPTV e via discorrendo). Insomma un keynote di propositi che non ha rivelato l'esistenza di una strategia ancora chiara di sviluppo.

Antonio Campo Dall'Orto, CEO di Telecom Italia Media, nel suo intervento ha detto in poche parole che il mercato televisivo italiano e' completamente ingessato e che l'unica possibilita' di sviluppo per il suo gruppo e' di lavorare sull'innovazione. Campo Dall'Orto ritiene che RAI e Mediaset stiano cercando di proteggere i loro business cercando di ostacolare l'innovazione e che si dovrebbe fare molto di piu' in termini di legislazione per stimolare gli investimenti. Anche il discorso di Campo Dall'Orto e' stato piu' di principi che di sostanza.

Appare del tutto evidente che l'innovazione non proviene dai broadcaster tradizionali ma dai nuovi operatori che operano su internet.

Oggi c'e' una grandissima attesa per un confronto molto interessante tra due visioni differenti, quella di Joost e quella di Babelgum.

Frederik de Wahl di Joost illustrera' la sua visione di creare un ecosistema sostenibile per i contenuti distribuiti in modalita' peer to peer, mentre Silvio Scaglia, ci raccontera' di come intenda esplorare nuovi modelli di fruizione di contenuti neotelevisivi attivi/passivi.

Qui in sala stampa i miei colleghi dicono: dimenticate la tv, oggi e' internet ad essere nuovamente in auge, ma tutto questo dipendera' da quando sostenibili saranno i modelli di business.

domenica, aprile 15, 2007

Per una comunicazione realmente trasparente 

La foto è di MicheleM

Lezioni di curriculum vitae 



E' risaputo che in Italia c'è la tendenza ad esagerare un po' quando si compila un curriculum vitae, un inglese scolastico si trasforma in fluente, una limitata esperienza lavorativa diventa vasta. Quelli che esercitano la fine arte del maquillage sul loro profilo, dovrebbero vedere questo video.

sabato, aprile 14, 2007

On line video 



Anche David Hallerman, analista di eMarketer prevede un grande successo per i video on line, ma ci mette in guardia e invita a trovare nuovi formati e modelli, perchè è più complesso che "distribuire" uno spot sul web.

venerdì, aprile 13, 2007

Quale futuro per la pubblicità televisiva e per gli audiovisivi di rete? 


Oggi molti grandi inserzionisti pubblicitari stanno riflettendo sulla logica che sottende la costruzione dell'advertising mix.

Qualcuno sta pensando di togliere una consistente parte del budget, oggi destinato alla televisione e riversarlo su mezzi più indirizzabili come Internet. In particolare gli investimenti sugli audiovisivi di rete e sulla pubblicità online in formato video sono destinati a crescere esponenzialmente nei prossimi anni.

"Il vero problema non è quello di progettare nuove creatività video da distribuire ad esempio su YouTube, ma di costruire modelli che siano scalabili e duraturi nel tempo." Questo è il pensiero, che condivido, di Ed Erhard, president consumer marketing and sales di ESPN, che riassume il suo intervento all'interno di un panel di esperti organizzato da Advertising Age.


"YouTube's not the answer "The big concern for video creators, which is what networks are, is this video-advertising-environment challenge. ... We have to figure out the video-advertising environment," said Ed Erhardt, president-customer marketing and sales at ESPN. Without that, he said, convergence "will not happen at the pace everybody thinks."

L'intervento completo anche in formato video, si può trovare qui.

E' evidente che alla luce della posizione ricoperta, Ed Erhard, tenda a portare acqua al suo mulino, ma il problema che pone è assolutamente reale.

Non si tratta di creare una o più campagne creative che possano funzionare, ma di definire quello che Erhard definisce "nuovi ambienti di comunicazione" (video advertising environment), affinchè le attività di distribuzione di contenuti audio video possano avere una valenza strategica e non la risultante di uno sforzo creativo che può avere effetti di breve periodo.

E' una grossa sfida per i grandi network e più in generale per i broadcaster che si sentono sicuramente minacciati da operatori come YouTube, ma anche per le imprese e per le agenzie che devono adattare i propri modelli progettuali ad una realtà in continuo mutamento.

Broadcaster e agenzie di comunicazione, che fino ad ora non hanno voluto investire nella ricerca e sviluppo di nuovi modelli e formati, saranno prossimamente costretti a farlo.

L'immagine è di Piper Report

Anteprima Miptv 2007: quale futuro per i format televisivi? 


Non spiegate ai content provider internazionali l'importanza della cross-medialità, stanno lavorando molto intensamente verso quella direzione.

Quali sono le nuove strategie di colossi come Freemantle Media e Endemol? Qual'è l'evoluzione dei format televisivi? Come vive un produttore di format la sfida della rete? Quali sono i nuovi generi televisivi per una televisione che diventa digitale? In che modo saranno influenzati i nuovi format televisivi dalla cultura di internet e dai nuovi linguaggi della rete?

Qualche anticipazione verrà data al Miptv.

Molto attesa è la press launch che Endemol ha organizzato per il 16 aprile all'Hotel Carlton.

Nell'invito si legge "the company behind the Big Brother is about to enveil another bold step forward Tv and digital entertainment".

Ci sono grosse novità o è la solita brillante operazione di pr? Lo sapremo presto, anche se è già risaputo che l'interesse di Endemol per internet, non è certo un mistero, ma le strategie potrebbero cambiare in funzione dei nuovi vertici in caso di acquisizione.

Di nuovi format si parlerà specificamente durante il panel di lunedì 16 aprile, in cui verranno delineate le principali tendenze per i contenuti televisivi di prossima generazione, ma anche nel keynote su "convergence e lifestyle media.

L'attuale revisione della Direttiva Senza Frontiere sta operando una distinzione tra televisione lineare e quella non lineare. Credo che presto non sarà più possibile farlo in modo così netto, se i format televisivi di prossima generazione verranno concepiti e progettati per la multicanalità e per la multimodalità.

Sono convinto che questa edizione del Miptv ci costringerà a rivedere molte definizioni che riguardano la/le televisione/i

Il mondo di internet osserva la televisione che a sua volta osserva il mondo di internet. Si influenzeranno reciprocamente anche se entrambi gli universi manterranno le proprie caratteristiche distintive.

Una cosa è certa, bisogna smettere di pensare al futuro, se questo significa evitare di occuparsi del presente. Al Miptv vedremo i cambiamenti che stanno avendo luogo oggi.

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giovedì, aprile 12, 2007

Anteprima Miptv 2007: riflettori sull'Italia 

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Ogni anno il Miptv organizza un imponente numero di conferenze suddivise per temi e per piattaforme.

Quest'anno il focus è sul mercato italiano.

L'opening party organizzato all' Hotel Martinez costituirà una grande occasione per presentare l'offerta italiana nel campo della televisione, del multimedia e delle produzioni audio e video, ma anche di permettere agli operatori di conversare informalmente per trovare nuove forme di collaborazione. Alcuni amici d'oltreoceano mi hanno detto che verranno anche perchè sicuramente avranno modo di apprezzare il ricco buffet che prevede piatti dalle diverse regioni di Italia.

C'è una grandissima attesa per il lancio internazionale di Babelgum (la prima presentazione ha avuto luogo a Londra). Silvio Scaglia ed Erik Lumer hanno fatto le cose in grande, organizzando un grande evento all'Hotel Carlton, che prevede come ospite speciale Spike Lee, che ha girato un video per l'occasione.

Gli operatori del mercato internazionale considerano Fastweb un'azienda di successo e seguono con molto interesse la nuova impresa di Silvio Scaglia; la curiosità per gli sviluppi di Babelgum è percettibilmente molto alta. I primi commenti sono molto favorevoli. Per chi non l'avesse vista, la presentazione del progetto alla business community è disponibile qui.
Dopo l'aperitivo e la presentazione, seguirà una cena a cui parteciperanno operatori e giornalisti.

Anche l'Agenzia di Sviluppo del Lazio organizzerà un cocktail martedì 17 all'Hotel Hilton, per presentare il RomaFictionFest.

Spero che l'edizione 2007 del Miptv possa creare delle buone occasioni per gli operatori italiani, ma occorre dire che nel nostro Paese, manca una visione di insieme, una strategia globale per affrontare i mercati esteri, una politica per valorizzare le competenze che ci sono in Italia e per favorire l'internazionalizzazione delle imprese italiane che producono tecnologia e contenuti, perchè tutti continuano a guardare al loro orticello invece di lavorare insieme.

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mercoledì, aprile 11, 2007

Preparando il Miptv 2007 

Anche quest'anno, come di consueto mi appresto a partire per il Miptv di Cannes, mercato internazionale dei contenuti digitali e dell'audiovisivo.

Quest'anno sarà un anno cruciale per il comparto dei media e per gli operatori dell'entertainment, perchè secondo indiscrezioni di alcuni amici inglesi e americani, le novità non mancherannno. Verranno presentate le nuove strategie di alcuni importanti broadcaster e di grandi player della televisione e del multimedia che sono destinate a cambiare gli assetti del mercato.

Ho già fissato da tempo una serie di appuntamenti con diversi operatori del mondo televisivo, ma cercherò di non mancare ai keynote e alle conferenze più importanti.

Il tema centrale quest'anno è la relazione tra web 2.0 e il mondo televisivo. Gli operatori internazionali non si perdono nelle quisquilie che caratterizzano il dibattito che ha luogo tra i blog nostrani, ovvero non si chiedono se e cosa sia il web 2.o, ma concretamente stanno lanciando nuovi prodotti e nuovi formati che vedremo da qui ai prossimi 12 mesi, che vanno in quella direzione.

Tra i relatori più attesi, figurano:
  • Jana Bennett, brillante direttore di BBC Vision, che con Ashley Highfield, direttore di Future Media and Technology di BBC, rappresentano la punta più avanzata della BBC. I due speaker racconteranno i loro progetti futuri e di come intendano portare avanti la nuova vision di BBC sulla creazione di formati televisivi multipiattaforma, ma soprattutto di quali siano i le fasi più cruciali che BBC sta affrontando nel profondo processo di innovazione per i prossimi cinque anni. Verranno rivelati anche i dettagli degli accordi con YouTube. (Jana e Ashley hanno già partecipato come relari alle edizioni passate e la loro visione sul futuro delle televisioni è stata molto apprezzata dal pubblico del Miptv)
  • Philip Rosedal, CEO di Linden Lab, che parlerà anche di un'economia generata su Second Life di oltre 5 milioni di dollari al mese.
  • Gerhard Zeiler, CEO di RTL Group uno dei broadcaster più innovativi in Europa, rivelerà le prossime strategie del gruppo, con un keynote dal titolo: "Capturing digital opportunities"
  • Joseph Jaffe, che finalmente avrò modo di incontrare, parlerà delle prossime sfide per il mercato della pubblicità
Verranno presentate le case histories più interessanti, i contenuti più innovativi, per l'Iptv, Webtv e per i device mobili in un dibattito che si preannuncia di grandissimo interesse dal titolo "Tv 2.0 meets Web 2.0".

Non ho difficolta ad affermare che quest'anno il programma di conferenze è tra i più ricchi ed interessanti degli ultimi anni.

Le conferenze del Miptv si caratterizzano per il pragmatismo e per la profondità con cui i diversi temi vengono affrontati. Negli stand e nelle visioni private avrò invece modo di farmi un'idea sullo stato dell'arte dei contenuti digitali, per questo la partecipazione alla manifestazione richiede una meticolosa preparazione.

Non mancheranno momenti di relax, come la classica cena da Chez Astouz, con gli amici.

Osservando la lista dei partecipanti si può notare la scarsa presenza (facendo un confronto con altri Paesi) di professionisti italiani della comunicazione e del mondo del web.

Cercherò di documentare le tendenze più significative, attraverso una serie di post e con un articolo di approfondimento che verrà pubblicato sulla rivista Pubblicità Italia.

Un resoconto molto dettagliato della manifestazione sarà anche disponibile sul blog di Marco Camisani Calzolari, intanto il programma delle conferenze lo si può trovare qui.

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martedì, aprile 10, 2007

A proposito di diritti d'autore 



Di chi è questo brano? A chi si devono pagare i diritti d'autore per trasmetterlo in un luogo pubblico?

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Il codice di condotta di Marketing Usabile 

Ho sempre ritenuto un blog un luogo "personale" anche se "aperto al pubblico", tuttavia ritengo che chi si rivolge ad un pubblico, grande o piccolo che sia, per qualsiasi ragione lo faccia, dovrebbe dichiarare le sue motivazioni, in modo tale da non creare fraintendimenti tra chi scrive e chi partecipa attraverso i commenti.

Qualcuno si è spinto ancora più in la e ha ritenuto importante dichiarare il proprio codice di condotta, con l'obiettivo di creare le condizioni affinchè le conversazioni abbiano luogo nel modo più civile possibile.

Qualche blogger italiano ha già aderito o comunque sta riflettendo sulla proposta di Tim O' Reilly e Jimmy Wales, rendendo pubblico il proprie codice etico. Altri invece sono molto scettici, altri infine hanno ritenuto sufficiente creare un colophon.

I frequentatori di questo blog, sanno molto bene che la proposta di un codice etico, verrà qui accolta in modo molto positivo e senza dilungarmi ulteriormente vado ad illustrare il codice di condotta di Marketing Usabile.

  1. Linea editoriale - Marketing Usabile non ha una linea editoriale precisa. Vengono trattati temi legati alla mia personale visione del marketing e della comunicazione. Trovano spazio in questo blog anche esperienze personali di natura professionale, brani musicali, immagini e vignette, se ritenuti più eloquenti di un post e hanno lo scopo di evocare sensazioni (non sempre ci riescono) e di sdrammatizzare un po' (ecchecavolo)
  2. Obiettivi - Questo non è un blog informativo, avendo natura relazionale, come si può evincere dal mio profilo personale, tuttavia non vengono promossi direttamente prodotti o servizi di qualsivoglia natura.
  3. Filosofia - Qui si crede che business e temi legati all'etica e alla comunicazione ecologica possano e debbano convivere. Il pensiero dicotomico qui non è di casa.
  4. Contenuti - Non tutti i contenuti hanno la stessa natura, alcuni sono frutto di analisi e ricerche, altri frutto di opinioni, altri ancora sono visioni allo stato embrionale (non si può litigare con un sogno), vi prego non obbligatemi a spiegare una vignetta.
  5. Citazioni - Qui si cerca sempre di dichiarare le fonti dirette, quando non è possibile almeno quelle indirette
  6. Utilizzo delle immagini - Marketing Usabile fa largo uso di immagini e video reperite sul web e cita sempre gli autori. Se per errore qualcuno riscontrasse un uso improprio delle proprie immagini, è invitato a scrivere affinchè l'immagine venga subito eliminata dal blog.
  7. Licenze - tutti i post possono essere ripresi, salvo la citazione della fonte, se chi lo fa non ha fini di lucro.
  8. Critica - Lo scopo di questo blog è di offrire un contributo propositivo alla discussione sui temi legati al marketing e alla comunicazione. Agenzie di pubblicità, imprenditori, responsabili marketing, sappiate che ogni critica è solo a fin di bene, non prendetele alla lettera, un marketing più usabile, una comunicazione più responsabile è a vantaggio di tutti.
  9. Commenti - I commenti vengono moderati e solitamente vengono pubblicati "quasi" tutti, tranne quelli esplicitamente offensivi o che ledono la dignità di qualcuno. Non viene tollerata alcuna forma di discriminazione o di attacco a qualsivoglia persona
  10. Errori - Errare è umano, riconoscere l'errore segno di civiltà, si può tuttavia essere in disaccordo con le opinioni prevalenti in quel caso si insiste (capita)
  11. Conflitti di interesse - Viene sempre dichiarato quando in un post si parla di un'azienda o di un'organizzazione con cui ho rapporti di collaborazione.
  12. Pubblicità - Marketing Usabile, al momento non ospita pubblicità, ma non è pregiudizialmente contrario alla possibilità di farlo
  13. Privacy e riservatezza - Tutti i fatti o le esperienze professionali che riguardano aziende, istituzioni o persone con cui collaboro vengono riportati solo ed esclusivamente con loro consenso esplicito.
  14. Rettifica - Marketing Usabile è solo un blog, non deve essere in nessun modo equiparato ad una testata giornalistica (non ne ha nemmeno la pretesa), tuttavia se qualcuno ritiene che qualche post contenga informazioni incomplete o errate su qualsivoglia argomento, potrà commentare liberamente. Se il commento è ritenuto di interesse generale, sarà oggetto di un post specifico.
  15. Contatto - sapete come contattarmi e anche che non amo gli spammer
  16. Consapevolezza - Non si può piacere a tutti.

Riflettendo sul divario digitale 

Il divario digitale, è un problema estremamente importante su cui occorre confrontarsi, ma è indispensabile farlo in modo non superficiale o approssimativo.

E' uno di quei problemi che non verrà mai risolto se non con un approccio olistico.
  • Non serve dire che esiste
  • Non serve demonizzare chi è indietro
  • Non serve celebrare chi è avanti
Pensare che la riduzione del divario digitale sia solo un problema di accesso alle tecnologie digitali sarebbe ingenuo e fuorviante.

Credo che non esista un divario digitale, ma tanti divari digitali:
  • tra nord e sud del mondo
  • tra generazioni
  • tra persone diversamente abili
  • tra governatori e governati
  • tra amministratori e amministrati
  • tra docenti e discenti
  • tra produttori e consumatori
  • tra vertici aziendali e dipendenti
  • tra tecnoentusiasti e tecnoscettici
  • .......
Non esiste una ricetta magica per la riduzione di questi divari, ma alcuni ingredienti non possono mancare:
  • riconoscimento del problema
  • disponibilità al cambiamento a tutti i livelli
  • progettazione e impiego di strumenti di sensilizzazione, informazione, formazione differenziati
  • incentivazione alla nascita di laboratori e piattaforme di sperimentazione
  • sostenimento e facilitazione dei momenti di scambio e creazione di occasioni di progetto
Il "digital divide" continuerà e si accentuerà fintanto che tutte le persone coinvolte non smetteranno di essere parte del problema e comincieranno ad essere parte della soluzione.

Non è sufficiente portare competenze e conoscenze a chi non le ha, occorre soprattutto rimuovere le barriere al cambiamento, ma per fare questo ci vuole il coraggio di sapersi mettere in discussione.

Chi ha paura del lupo digitale?

lunedì, aprile 09, 2007

Le nuove frontiere della mente 

Io lo so perchè Andrea Granelli, mi ha mandato una copia della sua ultima opera dal titolo "Immagini e linguaggi del digitale: le nuove frontiere della mente", sapeva che l'avrei apprezzata.

Sto leggendo avidamente il libro e trovandomi a metà non mi è possibile darne ancora un giudizio, ma posso dire che il percorso è estremamente affascinante e stimolante.

Gli autori, Andrea Granelli e Lucio Sarno, si propongono di descrivere come la "banda larga" non costituisca unicamente la porta di ingresso ad una pluralità di servizi e contenuti, ma sarà utilizzata soprattutto per comunicare, esprimersi, apprendere e condividere conoscenze ed emozioni. Si stanno quindi aprendo nuove frontiere per innovative forme espressive attraverso le ibridazioni dei linguaggi del cinema, dei fumetti, dei videogiochi, della videoart, della realtà virtuale.....

Attraverso un percorso articolato e molto documentato tra ricerca etnografica, analisi sociologica, antropologia culturale e una visione creativa e rigorosamente umanistica dell'evoluzione tecnologica, viene descritto un nuovo rinascimento in cui arte e tecnologia si incontrano per dare vita a nuove immagini e linguaggi del digitale che costituiscono un nuovo universo simbolico.

Sto maturando la convinzione che proprio attraverso le potenzialità offerte dalla banda larga e dalla diffusione della creatività, è proprio da internet che verranno nuove ispirazioni per i nuovi linguaggi della pubblicità, anche se con ogni probabilità ci vorrà ancora molto tempo affinchè l'influenza di internet sui linguaggi della comunicazione visiva si manifesti in modo profondo.

Credo che il libro di Andrea Granelli e di Lucio Sarno sia una lettura indispensabile per chi è interessato ai temi della comunicazione che cambia.
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