venerdì, dicembre 22, 2006

Auguri digitali da Marketing Usabile 



E' stato un anno importante. Di cose digitali ne sono successe tante e ancora di più ne succederanno.

Un augurio sincero di Buone Feste e per uno strepitoso, scintillante, 2007.


Marketing Usabile si concede qualche giorno di ferie. A ben ritrovarci ben riposati e pieni di energia, con tante novità, l'anno prossimo.

L'abc del marketing virale 

giovedì, dicembre 21, 2006

Il corporate blog di Fiat 



Ho voluto aspettare e non fare subito un commento sul Corporate Blog di Fiat per l'auto Bravo .

I commenti in rete sono tutti molto positivi e si soffermano sul fatto che Fiat e l'agenzia che li ha seguiti, abbiano fatto le cose per bene ed io non posso che essere d'accordo, ma non ritengo questo l'elemento più importante.

Vorrei spiegare perchè Fiat, dal mio punto di vista, ha fatto un'operazione importante che va ben al di là di quanto magari essa stessa ritiene.

La Fiat ha una lunga storia, caratterizzata da momenti più o meno felici, ma ha sicuramente una caratteristica importante: ha qualcosa da raccontare.

Alla Fiat non si può rimproverare di aver comunicato male, ma in alcuni momenti difficili, di non averlo fatto abbastanza e non parlo di comunicazione di prodotto.

Il blog è uno strumento per chi ha qualcosa da dire e per chi ha la voglia di farlo. Questa iniziativa per quanto circoscritta secondo me identifica molto di più la voglia di cambiamento da parte del management Fiat di quella legata ai prodotti di abbigliamento lanciati per svecchiare l'immagine aziendale.

Il Blog di Fiat non è apprezzato perchè è stato realizzato bene, da Fiat questo lo si aspetta. L'azienda torinese ha lanciato un forte segnale di apertura e questo lo hanno notato tutti.

Non è solo un blog.

L'era della maionese 


Quelle che noi riteniamo essere contraddizioni, lo appaiono solo perchè il nostro pensiero dicotomico tende a ridurre tutto a vero o falso, quando la realtà è più complessa.

Chi si occupa di comunicazione dovrà fare i conti con logiche completamente contrastanti lavorando con i "Paid Media" e con gli "Earned Media" (chi proviene dal mondo delle pubbliche relazioni conosce bene questa differenza).

Esiste poi una differenza tra le logiche della Comunicazione e quelle dell'Informazione.

La Comunicazione si propone di indurre ad un'azione o di modificare la percezione o il comportamento del proprio interlocutore, mentre l'Informazione ha l'obiettivo di agire sul livello di conoscenza del proprio interlocutore, ne deriva che il comunicatore opera per conto dell'emittente del messaggio, mentre l'informatore lavora solitamente per conto del ricevente (questo da un punto di vista strettamente teorico).

In realtà il confine tra mondo e della Comunicazione e quello dell'Informazione è molto sottile. (Non parlo di distorsioni).

Le caratteristiche peculiari del processo di fruizione dei contenuti sui mezzi digitali, quando agiscono in modalità pull, ribaltano le logiche tradizionali, costringendo le aziende a ripensare le loro logiche di comunicazione.

In rete è l'utente che stabilisce i propri interessi anche rivolti a prodotti e servizi che desidera acquistare, in tale caso la comunicazione aziendale se ben progettata può anche avere valenze informative.

Mettere l'utente al centro, significa saper rinunciare all'istinto alla comunicazione autoreferenziale e sviluppare una sensibilità che non è sicuramente naturale per un uomo d'azienda.

Per queste ragioni, logiche di comunicazione selettiva, attrattiva e liquida, che sono fra loro completamente differenti, dovranno trovare spazio in una piano armonico di comunicazione.

Sempre di più un piano di comunicazione bilanciato assomiglierà alla preparazione della maionese, non sono tanto gli ingredienti che contano o non solo quelli, ma la capacità di dosarli in modo equilibrato.

Disclaimer: non ci sono rapporti con i produttori della maionese raffigurata nell'immagine.

mercoledì, dicembre 20, 2006

Me TooTube 


Sembra che non sia l'unico a pensare che il 2007 sarà caratterizzato da progetti editoriali me too.

Che cosa faranno le società editoriali italiane per soddisfare la "voglia di audiovisivi di rete"? Cercheranno di replicare modelli già noti o troveranno strade ancora non percorse?

Sul fronte editoriale sto lavorando su schemi di contenuti tematici e sull'integrazione cross mediale. In particolare mi sto occupando di modelli di advertising contestuale e non contestuale che necessitano di essere testati.

Anni fa mi sono imbattuto in una ricerca dell'Online Pubblisher Association, che ha indagava l'importanza del contesto nelle strategie di comunicazione, un concetto già noto. Ciò significa che accanto all'effetto della creatività, quello del placement e del messaggio, l'autorevolezza del medium può contribuire tramite l'effetto endorsement ad aumentare l'efficacia di una campagna di comunicazione pubblicitaria.

Pianificare una campagna ad esempio sul Wall Street Journal, sul Financial Times o sul Sole 24 Ore ha sicuramente un effetto sul brand che investe, legato all'autorevolezza di queste testate.

Qual'è il premium price, legato all'effetto endorsement?

Nonostante abbia cercato molto, non sono ancora riuscito a trovare una metodologia in grado di misurare l'effetto contesto.

Ad un livello intuitivo sono convinto che esista un effetto contesto anche per quanto concerne le affissioni. Chissà se qualche centro media si è già posto il problema e se ha già trovato qualche metrica che abbia senso.

Intanto segnalo un vecchio studio, ma sempre interessante dell'Online Publisher Association che risale a marzo 2006 sui comportamenti di fruizione degli audiovisivi di rete ed uno studio etnografico sull'analisi dei consumi dei media, chiedendomi perchè questo tipo di analisi scarseggiano in Italia?

Abbiamo un mondo da esplorare, abbiamo tanti talenti qui in Italia, mancano editori coraggiosi.

Ripensare gli investimenti per la visibilità on line 

Le aziende utilizzano la rete per una serie di finalità: dalla comunicazione, alla vendita, dalla relazione, all'ascolto attivo dei loro pubblici o al customer care.

Il marketing digitale impone di rompere le suddivisioni "a compartimenti stagni" tra offline ed on line, tra funzioni aziendali e tra obiettivi (branding, direct response, active profiling ecc).

Le aziende con cui lavoro attualmente hanno modificato il loro approccio al problema della visibilità in rete.

Rispetto al passato:
  • utilizzano un numero maggiore di strumenti di comunicazione e promozione
  • hanno un approccio più strutturato alla visibilità, che considerano un punto di partenza e non di arrivo
  • fanno uso di strumenti specifici come i motori di ricerca in modo più maturo, consapevoli che certe keyword sono fuori portata e che un'attenzione ad aspetti finora considerati minori come il persuasive copywriting associato al search engine marketing può essere l'elemento differenziale in una strategia (questo grazie anche all'apporto di agenzie molto sofisticate di SEM)
Stanno cambiando le strategie ed i modelli di pianificazione che sempre di più cercano di integrare modelli attrattivi (search engine marketing) con modelli diffusivi (newsletter e dem), con modelli pervasivi, tipici della comunicazione commerciale non pubblicitaria (diffusione di branded contents anche multimediali).

I criteri di segmentazione stanno diventando sempre più sofisticati, così come l'architettura dei contenuti di siti e di landing pages. Su questi aspetti ho lavorato intensamente nel corso del 2006.

Si sperimentano più creatività e si fanno più test che in passato. (Non abbastanza)

Le aziende con cui sono in contatto non sono certamente rappresentative del panorama italiano, perchè hanno una più che discreta conoscenza dei singoli strumenti di comunicazione on line. Si pongono ora il problema dell'integrazione degli strumenti per le specifiche campagne che oramai hanno obiettivi multipli.

Nell'integrazione, si pongono in modo evidente le problematiche legate alla misurazione dell'efficacia, poichè man mano che ci si sposta dai modelli attrattivi, ai modelli pervasivi, passando attraverso i modelli diffusivi diventa sempre più difficile definire metriche confrontabili, rendendo più difficile la valutazione del ROI.

Assistiamo pertanto ad un apparente conflitto: da una parte una frammentazione degli obiettivi anche all'interno della stessa campagna di comunicazione e dall'altra un tentativo di integrazione delle diverse azioni in un piano generale armonico e bilanciato.

Nel 2007 aumenteranno i budget per la comunicazione on line, ma credo anche il livello di sofisticazione delle campagne, questo richiederà delle competenze sempre più specifiche ma anche multidimensionali.

Credits per l'immagine: members lotterypost

BarCamp Roma gennaio 2007: un evento importante 


Dopo l'efferscenza del BarCamp di Torino, il BarCamp di Roma si preannuncia come un evento di grande interesse anche per i temi che verranno affrontati.

Verranno abbandonati temi più leggeri come il blogroll a vantaggio di argomenti di più ampio respiro.

Da segnalare tra quelli già annunciati :
I business model del web 2.0 di Fabio Masetti
Cittadini Digitali 2.0 di Marco Camisani Calzolari
La Blogcattedra di Stefano Epifani
Un po' d'ordine sul significato di blog di Simone Morgagni
Web 2.0 e accessibilità di Diego La Monica
Vivere di blog di Fabio Moretti Progettare il web per la P.A di Luca Alagna
Net Tv di Tommaso Tessarolo

Forse dal BarCamp di Roma, usciranno nuovi protagonisti della blogosfera, che rispetto a quelli della prima generazione, contribuiranno non solo a diffondere l'innovazione, ma forse come auspico da diverso tempo a creare progetti volti ad aprire la blogosfera e dare un contributo concreto alla società civile, oltre al gusto di ritrovarsi insieme, (che non guasta.)

Alcuni obiettivi che vorrei che BarCamp Roma perseguisse:
  1. dimostrare che esistono dei talenti anche in Italia in grado di produrre idee e tecnologie esportabili
  2. far circolare le idee, mettere insieme le persone, incanalare le potenzialità in progetti concreti
  3. proporre e confrontare i temi su cui è opportuno riflettere nei campi della tecnologia, nelle relazioni sociali, nella politica e nell'informazione.
Per queste ragioni mi sembra di intuire che il BarCamp di Roma sarà ancora più importante di quelli precedenti.

E' un salto di qualità? Lo diranno i partecipanti, intanto buon lavoro ragazzi.

martedì, dicembre 19, 2006

Autoscatto 

L'immagine di Peneli

Annegare nello spam 


Fonte: eMarketer

Un passo avanti 

La blogosfera soprattutto quella italiana è molto autoreferenziale, ama incontrarsi in luoghi non troppo aperti, apre quasi esclusivamente per cooptazione, non ama molto le new entries, se non quelle che accettano le regole del "sistema".

La blogosfera italiana, assomiglia così tanto al salotto buono della finanza italiana. Ne ha preso tutte le caratteristiche.

Riconoscerlo è il primo passo. Grazie Vittorio, grazie di cuore.

Aprire, aprire, aprire, sono felice che il sasso lanciato al BarCamp, sia stato raccolto.

Adesso se nascerà un nuovo progetto collaborativo tra blogger in cui le singole identità rimarranno dietro le quinte per privilegiare il progetto collaborativo, sarà divertente capire chi ne farà parte e chi ne resterà fuori.

Ne vedremo delle belle.

lunedì, dicembre 18, 2006

Sorry I'm blogging 



Mentre in Italia qualche blogger si è dato come mission quella di convincere le aziende ad aprire i corporate blog, altrove non si va più in giro in azienda con tanti fogli in mano per apparire occupati.

Mi sento ringiovanire di dieci anni, come ai bei tempi della new economy, chissà come mai Hollywood non ha ancora prodotto nulla sul mondo dei blogger. La Gueststar sarebbe...... ops, trovatela voi ;)

Darwinismo televisivo 

Citizen Marketer: questione di feeling 

Master in web television 

Dopo aver terminato le mie lezioni al Master della televisione digitale, che è tuttora in corso, stiamo già lavorando per la progettazione dei contenuti per il prossimo.

Il nuovo Master in Web Tv: Convergenza Tv Digitale Internet ha aperto le iscrizioni oggi e avrà inizio il 28 febbraio 2007

Questa è la struttura generale del Master.

L'argomento di cui mi occuperò è il marketing dei media interattivi.

Marketing agile 

Born4shop è il primo progetto che ha lanciato il concetto di club outlet.

Il mercato sta crescendo così velocemente che entro il primo trimestre 2007 entreranno sul mercato almeno due competitor, il che è sicuramente un ottimo segnale, significa che la business idea è solida.

C'è chi si preoccupa della concorrenza, io invece mi preoccupo dell'assenza di concorrrenza, perchè se un mercato si sviluppa, cresce per tutti mentre se sei il monopolista di un mercato che stenta a decollare, questa è sicuramente una posizione di poco interesse.

E' bello lavorare in un mercato nuovo e dinamico, devi reagire in fretta e devi innovare costantemente, essere molto agile.

Update: ne parlano anche su MyMarketing

domenica, dicembre 17, 2006

E-commerce ad invito 

I progetti di Born4shop e Born4sports, nonostante la difficoltà di accesso, (perchè sono club chiusi), stanno crescendo in questi giorni a ritmi davvero impressionanti.

CartaSi, uno dei principali partner, ci crede moltissimo e ha linkato Born4shop sul suo sito.
Per tutti quelli che mi hanno chiesto un invito, un'alternativa rapida è accedere a Born4shop a partire da qui.

Una volta effettuata la registrazione si potrà utilizzare la stessa id e pw per Born4sports, ma si dovrà entrare per attivare l'iscrizione.

Sta aumentando anche il numero di persone che invitano i propri amici ai due siti, segno che l'offerta commerciale non è poi così male.

Stay Tuned.

venerdì, dicembre 15, 2006

Ribaltare ogni logica 





Gli altri promuovono il loro sito di e-commerce cercando di attirare i potenziali clienti.
Al loro sito puoi entrare solo se sei invitato

Gli altri vendono un'ampia gamma di prodotti
Loro vendono un solo prodotto alla volta, al massimo due

Gli altri sono abbastanza convenienti
Loro vendono prodotti di grandi marche a prezzi super convenienti fino al 70% di sconto

Gli altri fanno commercio elettronico
Loro sono il primo club outlet lanciato in Italia

Gli altri comunicano molto
Loro costruiscono il progetto, lavorando a testa bassa, ma vendono come dannati

Degli altri si parla molto
Loro saranno il fenomeno italiano degli acquisti on line nel 2007

I loro numeri:
lancio a novembre 2006
entro un mese si sono iscritte oltre 50.000 persone
entro dicembre 2006 raggiungeranno 100.000 iscritti ai loro due siti
Il fatturato generato non è stato comunicato (è comunque interessante)

Il loro progetti
www.born4shop.com - club outlet generalista
www.born4sports.com club outlet verticale
- target sportivo


Si entra solo ad inviti, se vi serve un invito scrivetemi o andate nei siti partner segnalati

Stay tuned

update: per correttezza devo scrivere che sto collaborando al progetto.

giovedì, dicembre 14, 2006

La rappresentazione della blogosfera 


Ho comprato oggi Nòva e ho visto lo straordinario lavoro di Ludo, guarda a caso mi trovavo con Luca De Biase e altri operatori internazionali che hanno molto apprezzato il lavoro (really impressive work).

Ero in pieno centro eppure ho faticato a trovare una copia del Sole 24 Ore, che solitamente il giovedì vende sempre molto bene. (complimenti)

Ho suggerito a Luca di pensare ad una copia plastificata della mappa, essendo assolutamente sicuro che i blogger la potrebbero apprezzare.

I commenti mi sembrano tutti molto positivi. Non ho letto grandi analisi in rete, prevale invece il compiacimento di essere stati inclusi.

Sono certo che questa mappa sarà il punto di partenza per ulteriori studi. Non sono un particolare amante delle classifiche, ma fin dall'inizio ho intravisto nel lavoro di Ludo & C. potenzialità enormi, per questo l'ho seguito con regolarità.

Sono convinto che il gruppo di lavoro stia accumulando un know how davvero molto specifico ed importante. Si aprono terreni di ricerca ancora inesplorati. Intanto sarà interessante esaminare dinamicamente gli spostamenti dei diversi blog sulla mappa.

Intanto posso solo dire, ragazzi avete fatto un bel lavoro.

I blog sulle punta delle dita 

I blog costituiscono a mio giudizio una fonte molto interessante di informazione, anche per i professionisti.

Quando i blog da seguire sono numerosi l'uso di un aggregatore ne facilità notevolmente la fruizione, anche se per i miei blog preferiti, preferisco leggerli direttamente sul web, digitandone l'url sul browser.

Quando si utilizza un aggregatore diventa molto importante il criterio con cui i diversi blog vengono aggregati. Ognuno li classifica secondo i criteri che considera per lui rilevanti che possono essere diversi:
  • classificazione tematica (blog di tecnologia, comunicazione, politica)
  • classificazione degli autori (giornalisti, concorrenti, opinion leader)
  • classificazione di importanza (gli indispensabili, gli importanti, gli altri)
  • sotto classificazione di stile (notizie e news, approfondimenti, riflessioni)
Io non ho ancora trovato un criterio che mi soddisfi, voi avete qualche idea?

La foto è di Botulinux.net

mercoledì, dicembre 13, 2006

Suonare veramente insieme 

Desideri evoluti 

Un'altra esilarante vignetta di Doug Savage

Revisione della Direttiva Tv Senza Frontiere 

Non voglio commentare l'iter di approvazione della Direttiva Senza Frontiere, è meglio farlo a bocce ferme, perchè i giochi non sono certamente ancora fatti.

Oggi ho lasciato un messaggio sul blog del Ministro Gentiloni, per invitarlo ad illustrarci il suo punto di vista sulla Direttiva, perchè sembra che all'interno dello schieramento dell'attuale maggioranza le opinioni siano nettamente discordanti.

Nella foto: Viviane Reding

La comunicazione efficace 




Di questa presentazione di Forrester mi hanno colpito le due slides che qui riporto, non tanto per i concetti, ma per il rapido decadimento delle percentuali relative alla fiducia nell'advertising.

Non oso pensare ad una rilevazione nel 2010.

Vogliamo pensarci o va bene così?

Web 2.0 in tv (non in Italia) 

martedì, dicembre 12, 2006

Generation Cash 

Si è parlato tanto di web 2.0 e di una nuova era della partecipazione. Dai blog a YouTube, la voglia di produrre contenuti è tanta e crescerà ancora.

Aumenta il numero di persone che decide di monetizzare le proprie attività in rete. Se ieri qualcuno ha chiuso il proprio negozio per vendere e comprare su eBay e qualcun'altro ha trovato un suo spazio sul web che gli consente di guadagnare discretamente con la propria attività editoriale su internet, oggi aumentano le iniziative volte alla promozione dello "user generated business".

Marco ha iniziato a testare seriamente il nuovo servizio di Feedburner che permette di raccogliere pubblicità mirata sui propri feed o sul proprio sito e ogni giorno nascono nuovi servizi che propongono nuove forme di intermediazione per attività portate avanti dagli utenti o che comunque prevedono la loro collaborazione attiva.

E' una tendenza in forte crescita che l'ultimo report di Trendwatching ha documentato. Una parte della Generation C(ontent) sta generando la Generation C(ash).

Se controllate, su Google troverete ancora poche correlazioni digitando le keywords "user generated business". Fra soli tre mesi, la situazione sarà sicuramente molto diversa.

Credo che il dibattito in corso sia ancora agli inizi

Stay Tuned.

lunedì, dicembre 11, 2006

Creatività ed innovazione 

La diffusione dell'innovazione 

L'immagine è di mscaprikell

Trends e Rumors 2007 

Dire che il 2007 sarà l'anno dell'internet tv è fin troppo facile, molto più divertente seguire i rumors che riguardano i soliti noti.

Tivo e Apple - nuovo accordo in vista?

Nuove acquisizioni e nuovi progetti di Sky sul web entro marzo 2007?

Nuovo prodotto Apple entro giugno magari nell'area giochi?

Prima Beta di Google nell'area web radio entro luglio? Update (non avevo visto che ne aveva già parlato Lele )

Dopo l'accordo con Tiscali, Blinkx Tv verrà finalmente acquisita entro settembre 2007?

Nuovi progetti video YouTube like con contenuti tematici (verticali) da parte di Broadcaster U.S e U.K entro ottobre 2007 ?(anche se forse al Miptv si dirà qualcosa).

Io mi sono divertito con i rumors. Qualcosa di grosso succederà molto presto.

Stay Tuned.

domenica, dicembre 10, 2006

Riequilibri negli investimenti pubblicitari 


15 link non si negano a nessuno 


La gente cerca popolarità in rete? Ci potete scommettere.

Chi non fa ogni giorno egosurfing?
Guardate in modo ossessivo le classifiche del vostro blog su Technorati et similia?
Vorreste avere più commenti sul blog?
Vi piacerebbe avere amici tosti sul vostro spazio su Myspace?


Sono tanti i servizi veri e finti che speculano su questa voglia di popolarità.

Mi ha molto divertito la proposta di Fake your Space, che per pochi dollari consente di avere commenti sul proprio blog o amici superfighi sul proprio spazio su Myspace.



Questa è la cart delle donne, mentre questa quella degli uomini.

Vedrete che a breve nasceranno servizi b2b che venderanno liste di fake customers

How popular do you want to be? ; - )

Advertising trends - il 2007, l'anno della verità 

Ho continuato a bacchettare le agenzie pubblicitarie ed i centri media, ma anche i broadcaster per tutto il 2006 perché ritengo il loro ruolo fondamentale per un Sistema Paese.

I primi trend che leggo per il 2007, non sono favorevoli per la pubblicità, solo i media online cresceranno ancora molto, ma non solo per loro merito, gli investimenti sono ancora troppo squilibrati a favore della pubblicità televisiva ed un riequilibrio appare del tutto ragionevole.

Come si diceva, allo IAB FORUM 2006, Assocomunicazione ha previsto una crescita zero per il 2007 per gli investimenti in televisione. Non so, se queste previsioni saranno corrette, certo possiamo dire che il 2007 sarà l'anno della verità per molti operatori.

Nel 2007, broadcaster e giornali italiani saranno costretti ad innovare molto, mentre le agenzie pubblicitarie dovranno fornire delle risposte concrete alle aziende che quando richiederanno progetti interattivi sul web e sulle televisioni digitali non si accontenteranno certo di quanto è stato offerto loro nel 2006.

Voglio elencare nuovamente alcune sfide su cui le agenzie di comunicazione ed i centri media si dovranno cimentare nel 2007
  1. i nuovi modelli di pubblicità interattiva in televisione
  2. la comunicazione evoluta sul web
  3. la nuova comunicazione digitale sul punto vendita
  4. la comunicazione commerciale non pubblicitaria
  5. l'ambient advertising
  6. i progetti di comunicazione cross mediale
  7. i nuovi criteri di misurazione dell'efficacia del messaggio pubblicitario
  8. la diminuzione dei costi di progettazione delle creatività pubblicitarie e non
  9. i nuovi micro e macroformati pubblicitari
Chi saranno i perdenti ed i vincitori nel 2007? Questo non è possibile prevederlo, probabilmente qualcuno stapperà le bottiglie e qualcun'altro dovrà fare una grande scorta di medicinali per il mal di testa.

Chi è stato lungimirante verrà premiato, mentre i miopi, verranno ampiamente penalizzati nel 2007. Sono sicuro che nel 2007 ci saranno molti passaggi di budget da una struttura all'altra, ma per vedere se avrò avuto ragione, sarà necessario aspettare almeno fino a luglio.

Si accettano scommesse.

La foto è di Gammablog

sabato, dicembre 09, 2006

Quando gli stereotipi offendono 

Hanno ragione i ciociari ad offendersi . Non sono loro ad avere poco spirito. E' una parte del mondo pubblicitario e di quello delle aziende che continua ad insistere a voler comunicare utilizzando linguaggi che non funzionano più.

Lo capiranno che non esistono più quegli stereotipi? E' evidente lo stereotipo è una semplificazione, lo si usa quando mancano le idee o quando il committente non vuole rischiare.

Andiamo, sicuri che non si può fare di meglio?

Metafore 

Mi sono accorto che alcuni non apprezzano le metafore che utilizzo come se ci fosse una contrapposizione tra mondo analogico e mondo digitale. Oramai non esistono più metafore efficaci per tutti.

Nicholas Negroponte ha utilizzato per tanti anni la contrapposizione ideale tra bit e atomi, le mie intenzioni sono molto più modeste e cercano di offrire delle suggestioni ai pochi lettori del mio blog.

Il mio blog è uno spazio caotico, dove analisi, vignette, canzoni e pensieri in libertà si materializzano. Non esiste apparentemente alcuna logica nella rappresentazione dei miei pensieri. Per me c'è.

E' ovvio lo stesso quadro può evocare sensazioni diverse a persone diverse, può piacere o risultare orribile alla vista. L'arte non è una scienza esatta. Non lo è nemmeno il pensiero in libertà, sono libere espressioni della mente.

Che cosa è digitale e che cosa analogico per un artista? Mi piacerebbe tanto saperlo. Quando diciamo che i mercati sono conversazioni, cosa intendiamo realmente per conversazioni?

Siamo così sicuri di conoscere il significato delle parole?

Che cosa è l'arte?

Seguendo un cammino con il cuore e non con la testa, vedo che dal termine ars, derivano quelli di artificiale, artefatto, mi danno la sensazione di un tentativo di rappresentare la realtà.

Nell'antico ebraico, arte si dice omanut e ha la stessa origine di emunà ovvero fede. L'arte orientale e quella occidentale mi appaiono come un viaggio nel tentativo di scoprire la verità, che partono da presupposti diversi.

Sto cercando di comprendere il significato della parola arte nel pensiero buddista. E' incredibile quanto poco io sappia dell'arte.

Ma vogliamo sempre razionalizzare i sogni ed i pensieri? Non voglio convincere nessuno, voglio solo condividere alcune mie suggestioni, utilizzando metafore che hanno raggiunto subito alcuni cuori, mentre non sono minimamente arrivate ai cervelli di altri. E' la vita, è il mio blog, vi troverete solo i miei pensieri che posso aprire a chi è interessato.

Per me esiste un pensiero digitale ed è veloce. Ma esiste anche un pensiero analogico, che per me è lento. Non esiste contrapposizione perchè velocità e lentezza sono due aspetti della vita. E' su questo che sto riflettendo da tempo, sto meditando sull'inutilità delle contrapposizioni.

Ars e omanut, pensiero analogico e digitale, cultura occidentale e orientale, attivi e passivi, produttori e consumatori, non sono solo schemi, ma trappole concettuali da cui fatichiamo ad uscire. Anche io sono pieno di schemi mentali e pregiudizi, ma vorrei tanto liberarmene. Ecco perchè amo tanto la rete, ma sto vivendo con apprensione e al contempo con entusiasmo la transizione al digitale che stiamo vivendo. Forse siamo tutti troppo coinvolti per comprendere la portata del cambiamento.

La bella immagine l'ho reperita qui.

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venerdì, dicembre 08, 2006

Positive Energy - effetti prolungati 

L'immagine è di p...kin...e

Smart Consumer 

Sono semplificazioni, prendetele sempre con le pinze. Non esiste un pensiero digitale contrapposto ad uno analogico. Certi concetti servono solo a stimolare il dibattito.

Non esiste nemmeno un consumatore digitale. Lo hanno spiegato molto bene Yoram Wind e Vijay Mahajan, quando hanno introdotto nel libro Convergence Marketing il concetto di consumatore centauro, una sorta di consumatore "ibrido" che si trova a suo agio in rete, ma che non ha smesso di utilizzare anche i media ed i canali tradizionali per informarsi ed acquistare.

Se il consumatore digitale non esiste, certi atteggiamenti appresi in rete, inevitabilmente si ripercuotono anche nei comportamenti fuori rete.

I "navigatori pesanti" sono spesso intolleranti alle code e al cattivo servizio, molto più degli altri ed in molti casi si dimostrano anche poco permeabili alla pubblicità tradizionale.

Facendo tanti corsi sono in costante contatto con tanti studenti che in misura sempre crescente mi dicono di fare uso di strumenti come i comparatori di prezzo e di fidarsi di più dei giudizi di altri consumatori che della pubblicità, quando devono fare un acquisto di qualunque genere, anche offline.

Qualche azienda old style deve essersene accorta, ma i furbi in rete vengono spesso "sgamati".

In un mio corso di marketing digitale turistico, abbiamo parlato di Tripadvisor e dell'importanza della reputazione nella scelta ad esempio di un albergo. E' incredibile, la maggioranza degli studenti che ho avuto a lezione quest'anno conosce il sito e lo utilizza. Non mi era successo solo un anno fa.

In particolare una studentessa mi ha raccontato di tenere in considerazione le raccomandazioni di altri viaggiatori, ma di pesarle con grande attenzione. A supporto della sua affermazione cita un episodio. Succede che un prestigioso hotel di Jesolo abbia delle raccomandazioni molto buone su Tripadvisor, ma una di queste sembra avere qualcosa di distonico. Un viaggiatore tedesco in una sua valutazione dell'hotel mostra delle foto scattate nell'albergo con il suo cellulare, ma le foto appaiono per la studentessa troppo perfette, come fatte da un professionista. Da un'indagine più approfondita lei "ritrova" queste foto (o almeno questo è quello che crede) in diversi cataloghi distribuiti da agenzie viaggio. In casi come quello descritto, indipendentemente dalla responsabilità dell'albergo (che può anche non c'entrare nulla), la studentessa diventa diffidente.

Il punto non è se questo sospetto sia vero oppure no, ma il fatto che le raccomandazioni ed i giudizi costituiscono uno degli elementi più importanti nella valutazione di un prodotto o di un servizio proposti in rete, ma che questi elementi vengono sempre ponderati.

Le aziende che si avvicinano alla rete in modo furbo quando non disonesto, se ne pentono amaramente. I casi di incidenti in rete come, questo, questo, questo o questo lo dimostrano.

Posso anche sbagliarmi, infatti non ho nessun modo di dimostrarlo, ma sono convinto che l'esposizione alla rete cambi l'atteggiamento delle persone alla comunicazione, per questo ritengo che alcune metafore e stili utilizzati in pubblicità, abbiano perso per alcuni utenti ogni valore. Personalmente ritengo che la rete eserciti la sua influenza anche al di fuori della rete. E' vero, gli utonti sono ancora tanti, ma crescono moltissimo anche i consumatori smart.

Update: ho tolto la figura dello smart consumer che era fuorviante. Il mio post non si riferiva al libro riportato nella figura.

La citazione di Marketing Usabile 

"Niente è giusto o sbagliato ma è il pensiero che lo rende tale."

William Shakespeare

giovedì, dicembre 07, 2006

Blogstars: the show 

Blogstar collection 


Le immagini sono reperite in rete (Flickr)

You can be hero, just for one link ;) 

L'immagine è di My funny things

Anche io sono una blogstar 

L'immagine è di Mawty 37

martedì, dicembre 05, 2006

The wisdom of the crowds 

Chiamatela come volete, intelligenza collettiva, connettiva, o saggezza delle folle, ma quando il pensiero viaggia sulla rete, si arricchisce, si trasforma, viene elaborato, nascono e si sviluppano le idee più importanti.

Questo lo sa molto bene David Armano, uno dei creativi più apprezzati a livello internazionale e blogger influente.

David ha chiesto ad amici e colleghi e ai frequentatori del suo blog, di raccontare gli eventi ed i trend più importanti per il marketing e per la comunicazione che hanno avuto luogo durante il 2006.

Ne è nato un documento di cui David è co-creatore ed io partecipante.

David non avrebbe potuto trovare tutte queste ispirazioni da solo, io nemmeno. La blogosfera ha lavorato insieme.

Forse è anche un po' questo il mio richiamo a fare delle cose insieme. Quando si lavora insieme vengono fuori dei progetti straordinari.

Giudicate voi.




lunedì, dicembre 04, 2006

Peer to Peer marketing 


Quello del marketing fra pari è un concetto molto importante, ma sicuramente non intuitivo per molte aziende.

Per farla breve, questo articolo di Cherkoff e Moore mi piace davvero molto .

Quale marketing sostenibile? 

Quest'anno avevo fatto troppi corsi di specializzazione all'università, ai master, ai corsi di specializzazione e partecipando a steering comitee di società molto avanzate. Anche i progetti su cui ho lavorato quest'anno erano molto sofisticati e alla portata di poche realtà. (Di alcuni progetti, purtroppo non ne posso parlare, per motivi di riservatezza.)

Lavorare su progetti molto avanzati è entusiasmante, ma ti fa anche perdere il senso della realtà.

Solo recentemente sono tornato ad organizzare progetti di formazione per le piccole e medie imprese, che avevo abbandonato, da quando ho iniziato circa quattro anni fa ad occuparmi di progetti legati all'interattività in televisione.

L'Italia è fatta soprattutto di piccole e medie imprese che hanno bisogno di supporto per la loro comunicazione digitale, per questo ora sto scrivendo da un Hotel di Padova, dove domani e dopodomani terrò un seminario, mentre stamattina ero a Verona per tenere un corso tematico. Prossimamente mi sposterò nuovamente su Roma e infine a Milano per altri corsi.

Questo tipo di progetti di formazione non sono certamente remunerativi sul piano economico, ma li porto avanti con passione ed impegno, come fanno tanti altri miei colleghi, perchè la soddisfazione professionale non è solo legata al successo economico, ma anche all'utilità dei progetti a cui si lavora. Ne sono assolutamente convinto e cerco di mettere questo principio in pratica.

Ho lungamente riflettuto sulle reazioni alla mia presentazione al BarCamp e a quella di Marco sulle libertà digitali, nessuna osservazione sui contenuti, ma solo sulla forma, la cosa mi ha francamente un po' stupito. Ho provato a lanciare pacamente un segnale, cercando di capire se i blogger siano in Italia un movimento e se un qualsiasi progetto possa partire dalla blogosfera.

Esiste un reale problema di inadeguatezza dell'attuale classe dirigente, nella politica, nel mondo delle imprese, nelle aule dei tribunali e tra chi ha il compito di legiferare sui temi legati al digitale, mi sono dunque chiesto: cosa possiamo fare insieme? C'è qualcosa che si può portare avanti concretamente, affinchè il BarCamp sia non solo uno spazio di discussione ma che possa dar vita a progetti anche se piccoli e circoscritti?

E' possibile che lo spirito, l'energia, la vitalità, l'entusiasmo, le intelligenze dei partecipanti al BarCamp si debba esaurire in rete? Non si può portare qualcosa fuori?

Non so se le mie conclusioni sono esatte, ma mi sono convinto che la blogosfera italiana sia un insieme di individui e non un movimento. Ne prendo atto, per carità non c'è nulla di male. Ognuno nel suo piccolo contribuisce come può secondo capacità ed impegno, ma mi sembra non ci sia spazio per progetti collettivi, almeno non ora. Forse perchè ci sono troppe teste pensanti con idee diverse, forse perchè prevale l'ego, non lo so perchè. O forse perchè i tempi non sono ancora maturi.

La domanda corretta, non è "e tu cosa fai", ma "noi cosa potremo fare delle nostre potenzialità?

Non posso e non voglio cambiare il mondo, la mia missione è piccola e forse irrilevante.

Voglio rendere il marketing più usabile. Voglio poter dimostrare alle aziende che business ed etica non sono antitetici e che la comunicazione sui mezzi digitali rende questi problemi più attuali che mai, perchè quando si dice che i mercati sono conversazioni, non è un modo di dire. E' realmente così.

Sento un forte disagio, come uomo di marketing so che stiamo andando nella direzione sbagliata. Abbiamo bisogno di lavorare su un concetto di sviluppo economico e su una comunicazione sostenibile. I nostri pensieri determinano le nostre azioni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

L'idea del "pensiero digitale", non la troveremo nei libri, è solo una metafora e nemmeno particolarmente efficace. Sono spaventato dal ritmo dello sviluppo tecnologico e da un'assoluta mancanza di riflessione sulle conseguenze della diffusione del digitale nella nostra vita di tutti i giorni. (Come stiamo affrontando questa transizione al digitale?)

Ci ho pensato bene e farò qualche progetto come ho già fatto in passato, non so ancora cosa e non so nemmeno quali effetti avrà. Ne parlerò qui sul blog, sicuramente non sarà una presentazione in powerpoint.

domenica, dicembre 03, 2006

Contenuti efficaci 


Questo schema creato da Livaditi, Vassilopoulou e Chorianopolous mi serve a lezione al Master della Tv Digitale per spiegare l'importanza della differenziazione dell'approccio nella progettazione dei contenuti e dei servizi interattivi in funzione dei differenti bisogni dei diversi pubblici.

Allo stesso modo un programmatore televisivo, un progettista di servizi interattivi o un comunicatore cercherà di produrre i suoi contenuti in funzione degli obiettivi che si è posto per quel determinato segmento di pubblico.

Per valutare l'efficacia di un contenuto o di un servizio occorre valutare se esiste una corrispondenza tra obiettivi e bisogni dei pubblici nella fruizione di quel determinato contenuto o servizio in quel determinato contesto.

Valutare la qualità del contenuto di un sms o di una chat dimenticandosi che il "consumo di quel contenuto è ritualizzato o il testo di un sito senza conoscere gli obiettivi oltre che le percezioni degli utenti potrebbe essere fuorviante

Lo stesso vale per le presentazioni in pubblico.

Quale era l'obiettivo di una determinata presentazione: formare, informare, vendere, provocare, far discutere?

Solo dopo avere fatto questo esercizio, si può passare alla forma, chiedendoci se quella scelta dal comunicatore sia stata quella più efficace. Perchè forma e sostanza sono strettamente legate.

Spot pubblicitari molto gradevoli nella loro fruizione che si "dimenticano" di vendere non sono efficaci.

Una presentazione che vuole provocare e far discutere, verrà concepita in modo differente da una utilizzata a fini didattici.

L'equilibrio tra forma e sostanza è davvero la cosa più difficile nella progettazione di qualsiasi contenuto.

I primi commenti sulla mia presentazione al BarCamp 

Io sono un provocatore, oramai lo sanno tutti. Ho deciso al BarCamp a Torino di fare una presentazione diversa dal solito, cercando di recitare delle immagine che ritenevo evocative.

Evidentemente non ci devo essere riuscito, leggendo il parere di Gaspar e di Roberto Dadda, e PatBateman nei loro commenti.

Io credo invece di aver raggiunto il mio scopo, perchè la presentazione è stata notata e ora forse si dovrà riflettere sui suoi contenuti, anche se mi sta benissimo che si possa non essere d'accordo con il mio pensiero.

La mia contrapposizione analogico versus digitale è una provocazione, la mia presentazione non aveva alcunchè di scientifico caro Roberto, non deve essere contestata su quel piano, semplicemente non vi appartiene.

Sono felice che abbia scatenato un dibattito.

Organizzare una mostra d'arte con foto tratte da Flickr, creare un progetto per il digitale sostenibile, sono alcune idee che sono emerse.

Io faccio per lavoro presentazioni tutti i giorni, ma al BarCamp non dovevo fare formazione (non avevo nulla da insegnare ai presenti) e nemmeno illustrare un progetto innovativo ad investitori (non avevo nulla da vendere).

Chissà se Gaspar che anche io leggo con grande piacere sarà meno talebano nel suo rapporto con la rete, chissà se insieme riusciremo a fare qualcosa anche nel mondo reale per ridurre questo terribile divide.

Sono oltre dieci anni che professionalmente mi dicono che sono molto avanti. Ma cosa mi serve?

Io voglio tornare indietro, essere criticato per i miei progetti, perchè prima non succedeva mai, ma solo perchè molti non capivano che cosa io stessi realmente facendo.

Non va bene. Oramai l'ho compreso. Occorre uscire, aprire, creare nuovi spazi e nuovi mercati.

sabato, dicembre 02, 2006

BarCamp Torino 2006 - Il pensiero digitale 

BarCamp Torino 2006 - impressioni a caldo 

E' stato un evento interessante, i miei complimenti a Vittorio & C.

200 persone, 50 interventi, pubblico molto partecipativo, insomma good vibrations.

Ho rivisto vecchi amici e ho potuto associare dei volti a nomi che conoscevo. Scriverò un post più approfondito, con le mie impressioni (a freddo).

Per chi non c'era, il mio intervento dal titolo "Pensiero Digitale" è stato un invito al mondo dei blogger a scendere dai piedistalli e contribuire alla riduzione del digital divide, estendendo nel mondo "reale", il loro impegno. Chissà se la provocazione è stata colta. Vedremo le reazioni in rete.

Intanto renderò disponibile la mia presentazione su Slideshare e qui sul blog.

Mi piacerebbe che la discussione continuasse.

venerdì, dicembre 01, 2006

BarCamp Torino 2006 


Ci vediamo li?

Enterprise Collaboration 2.0 

Riflessioni sugli UGC 


Vorrei capire se gli User Generated Content sono una modalità per offrire la possibilità agli utenti di esprimersi oppure un'alternativa economica per sfruttare contenuti altrui a costo zero o quasi.

Vogliamo scommettere che entro sei mesi saremo innondati di nuovi CorporateTube?

L'immagine è di Cheap Designs

La moda di internet 

Scusate se insisto, ma internet è ancora percepita come una serie di mode che si susseguono.

Ci sono professionisti, che da dieci anni si stanno impegnando quotidianamente per diffondere la cultura del marketing conversazionale, cercano di razionalizzare i processi di comunicazione digitale delle aziende, si propongono di accompagnarle in questo difficile viaggio verso la transizione al digitale.

Ci sono poi soggetti che non fanno bene allo sviluppo del mercato, regolarmente creano e alimentano ogni genere di hype, predicano l'uso delle tecnologie in quel momento più in voga senza indagare con sufficiente approfondimento per verificare le reali necessità delle aziende, che regolarmente vengono abbagliate poi deluse.

Insisto ancora nel dire che la moda deve essere lasciata agli stilisti. Sono troppi i blog di professionisti o aziende che sono stati aperti per moda e che non vengono aggiornati. Comprendo perfettamente le esigenze quotidiane del lavoro, ma il blog è sicuramente un impegno, gli utenti forse si aspettano qualcosa di più di un post ogni 40 giorni. Non sarebbe più onesto avere il coraggio di ammettere che non si riesce a mantenere l'impegno e chiudere il blog? Ci sono tanti altri strumenti che possono essere utilizzati con altrettanta efficacia. Perchè tutti devono avere un blog?

Quando l'anno scorso proponevo alle aziende di utilizzare gli audiovisivi di rete come strumento di marketing, fornendo modelli, sistemi di misurazione, format originali, processi produttivi innovativi che garantivano costi estremamente favorevoli, il grande interesse non era poi seguito dalla volonta di concretizzare le idee in progetti concreti.

Oggi ci sono agenzie pubblicitarie che propongono come innovativo la progettazione di repliche "branded" di YouTube. Questa non è innovazione, ce ne renderemo conto quando vedremo online la quattordicesima replica di piattaforme ("sponsorizzate") per l'upload dei contenuti generati dagli utenti.

Quello che manca è il coraggio di credere nelle idee e nei progetti e assumersi qualche rischio. Siamo in un momento di transizione, non esistono modelli di riferimento. Oggi è il tempo di creare.

Care aziende se proprio vi piace la moda, createne una. Farà molto bene al vostro brand.
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