sabato, dicembre 09, 2006

Metafore 

Mi sono accorto che alcuni non apprezzano le metafore che utilizzo come se ci fosse una contrapposizione tra mondo analogico e mondo digitale. Oramai non esistono più metafore efficaci per tutti.

Nicholas Negroponte ha utilizzato per tanti anni la contrapposizione ideale tra bit e atomi, le mie intenzioni sono molto più modeste e cercano di offrire delle suggestioni ai pochi lettori del mio blog.

Il mio blog è uno spazio caotico, dove analisi, vignette, canzoni e pensieri in libertà si materializzano. Non esiste apparentemente alcuna logica nella rappresentazione dei miei pensieri. Per me c'è.

E' ovvio lo stesso quadro può evocare sensazioni diverse a persone diverse, può piacere o risultare orribile alla vista. L'arte non è una scienza esatta. Non lo è nemmeno il pensiero in libertà, sono libere espressioni della mente.

Che cosa è digitale e che cosa analogico per un artista? Mi piacerebbe tanto saperlo. Quando diciamo che i mercati sono conversazioni, cosa intendiamo realmente per conversazioni?

Siamo così sicuri di conoscere il significato delle parole?

Che cosa è l'arte?

Seguendo un cammino con il cuore e non con la testa, vedo che dal termine ars, derivano quelli di artificiale, artefatto, mi danno la sensazione di un tentativo di rappresentare la realtà.

Nell'antico ebraico, arte si dice omanut e ha la stessa origine di emunà ovvero fede. L'arte orientale e quella occidentale mi appaiono come un viaggio nel tentativo di scoprire la verità, che partono da presupposti diversi.

Sto cercando di comprendere il significato della parola arte nel pensiero buddista. E' incredibile quanto poco io sappia dell'arte.

Ma vogliamo sempre razionalizzare i sogni ed i pensieri? Non voglio convincere nessuno, voglio solo condividere alcune mie suggestioni, utilizzando metafore che hanno raggiunto subito alcuni cuori, mentre non sono minimamente arrivate ai cervelli di altri. E' la vita, è il mio blog, vi troverete solo i miei pensieri che posso aprire a chi è interessato.

Per me esiste un pensiero digitale ed è veloce. Ma esiste anche un pensiero analogico, che per me è lento. Non esiste contrapposizione perchè velocità e lentezza sono due aspetti della vita. E' su questo che sto riflettendo da tempo, sto meditando sull'inutilità delle contrapposizioni.

Ars e omanut, pensiero analogico e digitale, cultura occidentale e orientale, attivi e passivi, produttori e consumatori, non sono solo schemi, ma trappole concettuali da cui fatichiamo ad uscire. Anche io sono pieno di schemi mentali e pregiudizi, ma vorrei tanto liberarmene. Ecco perchè amo tanto la rete, ma sto vivendo con apprensione e al contempo con entusiasmo la transizione al digitale che stiamo vivendo. Forse siamo tutti troppo coinvolti per comprendere la portata del cambiamento.

La bella immagine l'ho reperita qui.

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3 Comments:

Blogger Roberto Dadda said...

Maurizio capisco le tue considerazioni anche se alcune non le condivido, ma questo è assolutamente normale.
Il mio tentativo di portare le parole al loro uso corretto è forse una mania da vecchio professore, ma è una cosa che mi è sempre stata a cuore.
Vivo la rete dagli oramai lontani anni settanta ed è entrata sempre più nella mia vita. Ho visto nascere parole nuove, le ho usate davanti a platee che mi prendevano per pazzo, ma sono sempre stato contrario all'uso improprio delle parole perchè sono l'unico strumento che abbiamo per capirci e per farci capire e farci capire è l'unico strumento che abbiamo per veicolare le nostre idee.
Vedi le parole evolvono con la lingua che le ospita, ma si tratta di evoluzioni lente. Prendere di punto in bianco una parola ed usarla con un significato che le è assolutamente alieno è,per quanto mi riguarda, sbagliato.
Quando Negroponte contrappone atomi a bit usa le parole in modo corretto, io tendo più a chiamere l'atomo mondo fisico ed il bit mondo digitale, ma la analogia calza.
La parola analogico HA un significato preciso, preciso per noi, per gli artisti, per i tranvieri e per gli astronauti: il significato che trovi sul vocabolario.
Probabilmente qualcuno che aveva nella testa i convertitori analogico-digitali ha pensato di porre analogico in alternativa a digitale ed è nata una metafora estremamente fuorviante.
Il mondo che tu chiami analogico è in realtà un mix complesso di grandezze analogiche e di grandezze digitali: pensa per esempio ai libri ed ai giornali, cosa c'é di più digitale della scrittura che con una manciata di simboli rappresenta tutto l'universo?
Intendiamoci questo è solo un parere, ma d'altronde siamo quio proprio per scambiarci pareri... o no?

9/12/06 16:57  
Blogger Maurizio Goetz said...

Roberto, grazie di partecipare alla discussione. Ok lasciamo da parte questa metafora e vogliamo parlare delle sostanza delle cose?
Esiste una transizione al digitale che l'altro ieri riguardava solo poche persone e oggi più persone e domani sempre di più. Adesso che anche la tv diventa digitale, non è più problema di pochi geek. Questa transizione, sta creando nuove opportunità per tutti, ma anche molti problemi. Il tema centrale del mio blog riguarda una nuova comuniazione più centrata sulle persone, un nuovo modo di pensare il business che non sia basato sul sopruso, il superamento della dicotomia tra etica ed affari. Ma voglio anche riflettere sulla tecnologia senza umanità. Ed è su questo che vorrei discutere. Se poi le mie metafore non sono chiare, aiutami a trovarne di nuove. Perchè le metafore servono.

9/12/06 17:11  
Blogger Roberto Dadda said...

Maurizio se pensassi che il lavoro che tu fai qui non offre spunti interessanti non perderei tempo a leggerti e a scrivere qui.
Per esempio l'impatto della tv digitale, alla quale io credo fermamente, sarà probabilmente pressoché nullo perché la stragrande maggioranza degli utenti è probabile che non utilizzi l'interattività che per comperare film e partite, cosa che faceva prima anche con il satellite.

9/12/06 18:17  

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