sabato, dicembre 02, 2006

BarCamp Torino 2006 - Il pensiero digitale 

4 Comments:

Blogger PatBateman said...

Ma per dire a Mantellini di tirarsela di meno,
ti servivano davvero 74 slide?

3/12/06 01:01  
Blogger Roberto Dadda said...

Bella presentazione, ma francamente non capisco l'uso che fai della parola digitale e della contrapposizione analogico-digitale.

Credo che sostituendo la parola digitale con la parola rete le cose girerebbero molto meglio.

Quello che tu dici si applica in larga parte alla rete o forse meglio allo web, non al digitale: prima della rete come la conosciamo adesso ci sono cinquanta anni di informatica rigorosamente digitale che aveva tutte le caratteristiche che tu attribuisci all'analogico.

Digitale veloce, analogico lento? Guarda che è l'esatto contrario di quanto succede nella realta': se voglio fare qualche cosa di particolarmente veloce il digitale non è per nulla adatto.

La reputazione è analogica? Cosa vuole dire? Il pensiero è analogico? La logica segue schemi digitali, spesso alberi binari!

Una grandezza può essere espressa con la stessa precisione e con le stesse sfumature sia in forma analogica che in forma digitale, basta prendere abbastanza bit...

O no?

bob

3/12/06 05:56  
Blogger Maurizio Goetz said...

La mia presentazione non ha nulla di scientifico non dovrebbe essere giudicata sul quel piano.

Se il mio obiettivo fosse una sola critica ai blogger sarebbe bastata una citazione, ma per un invito all'azione ci vuole di più.

La mia presentazione non è stata il frutto di un errore, è venuta come io la volevo.

E' interessante notare perchè a diverse persone non sia piaciuta, ma alla fine il BarCamp è servito perchè evidentemente persone che prima non mi commentavano hanno iniziato a farlo e mi stanno regalando molto valore.

Grazie per questo.

3/12/06 07:42  
Anonymous roberta said...

Io ho trovato molto suggestiva la tua presentazione.
La nostra generazione non sarà mai pienamente digitale ma non può tornare ad essere analogica. E' destinata a vivere in una "terra di mezzo". In questa terra di mezzo sentirci connessi con tante persone che non avremmo mai incontrato se non in rete ci da un brivido di soddisfazione ma a volte ci fa paura. Io sono ancora profondamente analogica ed ho bisogno di toccarle le persone, di cofificare i loro silenzi e i loro ammiccamenti. Non mi basta sapere cosa dicono, cosa pensano ho bisogno di capire "come" lo pensano e "perchè". In fondo mi piace così.

4/12/06 23:46  

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