giovedì, aprile 05, 2007

Gli snodi di RitaliaCamp 

Molti blog hanno analizzato, valutato, commentato l'evento RitaliaCamp, la maggior parte ha offerto utilissimi spunti di riflessione approfondendo l'analisi sulle opportunità ma anche sui limiti della formula del BarCamp per un progetto che va oltre la condivisione delle idee ma che ha finalità progettuali.

Roberta Milano si è spinta oltre, costruendo addirittura una Swot Analysis dell'evento.

Quando si organizza un evento "partecipativo", le critiche e i suggerimenti sono fondamentali per comprendere quali dinamiche di interazione hanno funzionato e quali invece sono da migliorare e rivedere.

Occorre tuttavia far notare come giustamente puntalizza Roberto Dadda, che "Ritalia non ha nessun incarico e di fatto nessun contatto con il commitente" e per tanto non può e non vuole suggerire come rifare il progetto Italia.it. Quello che invece può fare è costruire un manifesto in cui Ritalia esprime la sua visione ideale di un progetto per la valorizzazione dell'Italia come meta turistica.

Per costruire un manifesto collettivo è stato necessario organizzare un evento collettivo e questo è stato RitaliaCamp. Un momento in cui far confluire delle idee da elaborare in un passo successivo. Il vero errore è stato non spiegare adeguatamente la differenza tra RitaliaCamp ed il progetto Ritalia.

Non bisogna dimenticare che a prescindere dagli obiettivi specifici di RitaliaCamp, l'evento è stato anche una palestra di apprendimento per chi è interessato a nuovi modelli organizzativi, tanto che sono stato contattato da molti organizzatori di eventi pubblici e privati e da ricercatori universitari che hanno richiesto informazioni di approfondimento sull'evento, non sul progetto.

Ho anche ricevuto diversi messaggi da parte di persone che si sono fortemente irritate di alcune critiche sarcastiche e fini a se stesse da parte di alcuni blog che hanno deciso di utilizzare il dileggio come forma per ottenere visibilità. Sarebbe utopistico pensare ai blog come ad un mondo ideale diverso da quello reale, in cui diversi atteggiamenti, modelli di pensiero, ideali, convivono.

Chiuso l'evento RitaliaCamp i riflettori sono passati ad illuminare il progetto Ritalia. Come è stato più volte fatto notare, l'obiettivo è quello di creare un manifesto, un documento collettivo di linee guida e di raccomandazioni.

Questo passaggio dall'evento al progetto è soprattutto un salto di paradigma. Scrive sempre Roberta Milano ad un commento ad un post di Roberto Dadda: "per principio difendo sempre chi, comunque, bene o male, fa qualcosa. Persino su italia.it sono stata tra le più "morbide". Figuriamoci su RitaliaCamp. Detto questo, e proprio per amore dell'iniziativa, penso che se non limitiamo e circoscriviamo l'obiettivo non riusciremo a produrre nulla ma verranno disperse tante energie in rivoli paralleli."

Roberta scrive qualcosa di molto importante che può riassumersi in questi elementi:
  1. limitare e circoscrivere l'obiettivo
  2. produrre documenti non solo di visione, ma di possibile implementazione delle idee
  3. l'utilizzo della forma noi

Il salto di paradigma dalla partecipazione alla collaborazione risulta molto evidente. In questa fase chiunque abbia delle critiche, dei suggerimenti o delle indicazioni da fare può aprire la sua pagina personale sul wiki ed esprimere la propria visione.

E' molto importante tenere a mente che la qualità di un manifesto collettivo è la risultante del lavoro dei singoli. In questa fase non ci sono alibi per chi punta il dito, se ha qualche idea ha la possibilità di presentarla, se non lo fa, non è legittimato a criticare, proprio perchè il manifesto non ha velleità di rappresentare tutti, ma unicamente quelli che vi hanno partecipato. E' evidente che si può non essere d'accordo, fa parte delle regole del gioco.

Sono assolutamente convinto che RitaliaCamp, pur con tutti i suoi limiti sia riuscito a coagulare le energie creative e progettuali che ora stanno prendendo un po' le distanze da un modo di fare blog, (chiedo scusa per l'espressione) populista e distruttivo. Progettare vuol dire costruire, ma anche fare errori e gli errori servono per quelli che verranno, perchè costituiscono un'indicazione al negativo di cosa non fare.

Esiste una blogosfera che vuole costruire e vuole rimboccarsi le maniche. Lo fa in modo volontario e spontaneo e non chiede agli altri di partecipare se non desiderano farlo, ma che almeno non siano di ostacolo.

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mercoledì, aprile 04, 2007

Lezioni apprese dal RitaliaCamp 

Ho passato ore a leggere i commenti costruttivi su cosa abbia funzionato e cosa no al RitaliaCamp. Su alcune analisi sto ancora riflettendo perchè dense e colme di stimoli.

Sembra che il dibattito su come stimolare la collaborazione sia più attuale che mai.

Sull'argomento le opinioni sono estremamente differenziate come si può vedere da questa interessante presentazione.

Abbiamo ancora tutti molto da imparare perchè la collaborazione è un concetto molto più complesso dell'interattività.



Da RitaliaCamp ho tratto un grande insegnamento, il brainstorming è una fase a se e non è possibile cercare di bruciare i tempi se non si vuole rischiare di far morire la creatività.

E' veramente difficile gestire dinamiche di collaborazione quando i partecipanti sono numerosi, provengono da ambienti differenti e hanno anche aspettative diverse.

Oramai sembra assodato che il BarCamp non sia la formula giusta quando si vuole passare dal confronto alla progettazione.

La scelta di una location è un elemento fondamentale e può contribuire in larghissima parte al successo o all'insuccesso di un evento collaborativo.

La partecipazione ad un evento o ad un progetto collaborativo richiede strumenti differenti.

Una mancata condivisione degli obiettivi porta inevitabilmente ad una creazione di aspettative che non potranno trovare soddisfazione, per evitare ogni malinteso è fondamentale semplificare i processi di comunicazione e identificare con estrema precisione gli obiettivi e le modalità in cui vengono comunicati.

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domenica, aprile 01, 2007

Dietro le quinte di RItaliaCamp 


A freddo si possono esprimere i primi giudizi sull’evento. Lo faranno tutte le persone che vi hanno partecipato e che esprimeranno le loro valutazioni e le loro critiche e che così facendo ci aiuteranno ad andare avanti.

Noi possiamo intanto raccontare qualche elemento in più per offrire un’altro punto di vista.

RItaliaCamp non è un BarCamp tradizionale, non solo per i suoi contenuti, ma per le motivazioni che lo hanno originato. E’ nato sull’onda di forti proteste, ma si è focalizzato fin da subito per la sua natura progettuale e propositiva.

Per dare una valutazione obiettiva sul progetto forse sarebbe opportuno, distinguere tre aspetti tra loro distinti anche se tra loro correlati:

  1. la validità del progetto e delle idee che lo sostengono
  2. l’evento
  3. il risultato del processo (per essere più espliciti, la trasformazione delle idee in un progetto concreto)

Per quanto riguarda la valutazione del progetto e delle idee che ne stanno alla base, l’interesse che ha generato, l’impatto mediale che ha avuto, la grande partecipazione, inducono a pensare che la direzione che si è voluta seguire: la filosofia della collaborazione, della condivisione delle idee per il cambiamento, sia di un certo interesse. Non è un caso che molti esperti di comunicazione e la stessa Università Bicocca che ha ospitato l’evento hanno osservato il “processo con grandissima attenzione”.

Non occorre aspettare il giudizio dei partecipanti per essere consapevoli che l’evento ha avuto delle oggettive difficoltà di tipo organizzativo, ma questo era in un certo modo inevitabile. Fin dal primo momento il gruppo di lavoro si è posto il problema di quando organizzare l’evento. C’era chi ha proposto la data del 31 marzo, molto vicina, anche troppo, per potere sfruttare il “momentum”, altri invece ritenevano che il tempo non sarebbe stato sufficiente per organizzare l’evento nel migliore dei modi.

Si è scelto di optare per la prima opzione e dal quel momento si è messa in moto una macchina organizzativa, che ha gestito gli aspetti organizzativi e di comunicazione per l’evento. Si può trasparentemente dire che i problemi organizzativi sono stati diversi: la rete, la mancanza di “gestione” delle sessioni che ha provocato un ritardo nell’inizio ed uno sforamento di molte presentazioni. Molti blogger lo hanno giustamente fatto notare.

Il terzo aspetto riguarda i contenuti. Da questo punto di vista si può dire che il momento creativo, il feeling tra le persone, la condivisione delle idee hanno portato ad una generazione estremamente importante di nuove idee. Queste idee verranno presto raccolte, riorganizzate e e con grandi probabilità porteranno a nuove iniziative da parte di persone che hanno già dichiarato che per loro quest’esperienza è stata importante.

Sottolineare che il processo è importante quanto il “prodotto” non deve tuttavia costituire da alibi per fermarsi. RItaliaCamp ha creato delle grandi aspettative che non devono andare deluse. Non continuare non solo sarebbe un’occasione perduta, ma soprattutto una grave mancanza nei confronti di tutte le persone che hanno creduto nel progetto e che vi hanno dedicato risorse e il loro tempo.

Occorre essere consapevoli che l’output dipenderà in larga parte dal numero di persone che decideranno di contribuire, per questo l’evento ha avuto necessariamente la funzione di autopromozione in vista di un obiettivo più grande. Matteo Balocco, ha giustamente scritto, che RItaliaCamp serve soprattutto per capire se serve.

Da parte nostra riteniamo che il giudizio sul progetto complessivo debba essere sospeso e siamo consapevoli che la trasformazione da un confronto di idee a progetto sia un passaggio davvero cruciale per la blogosfera italiana.

L’evento del 31 marzo è stato solo il volere gettare un seme. Se il progetto alla fine avrà realmente successo, dipenderà da tutti noi. Non possiamo saperlo, ma faremo di tutto affinchè si possa dire che ne è veramente valsa la pena.

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domenica, marzo 25, 2007

La forza propulsiva della comunicazione liquida 


Oramai nessuno si aspetta che al prossimo RItaliaCamp si rifaccia il portale di italia.it, ma il 31 marzo avrà luogo comunque un importante dibattito che andrà ben oltre il tema del giorno.

Si parlerà di coinvolgimento, di impegno civile, di trasparenza e della forza propulsiva della comunicazione liquida.

Se fosse solo per il gruppo di volonterosi organizzatori, RItaliaCamp non avrebbe avuto una simile amplificazione mediatica.

Sono le centinaia di api della comunicazione a costituire uno sciame che sta rendendo importante l'evento a prescindere dai suoi contenuti.

Un tempo si usava dire: "non sottovalutare il consumatore, il consumatore è tua moglie".

Oggi mi sento di dire di "non sottovalutare la gente che sta in rete, perchè fa parte di un'opinione pubblica che vuole esprimere le proprie idee e partecipare attivamente a quel cambiamento che non si accontenta più di auspicare.

E' stato un blog il propulsore della raccolta di firme per abolire il costo di ricarica dei telefoni cellulari.

E' oggi un wiki ad ospitare il manifesto di RItaliaCamp ed una chat il "luogo" in cui gli organizzatori si riuniscono a discutere sul progetto.

Se l'elemento comunicazionale di questo progetto è così importante ed innovativo perchè si sono iscritti così pochi pubblicitari, pochi esperti di pubbliche relazioni, ancora meno docenti che insegnano comunicazione all'Universita?

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giovedì, marzo 22, 2007

Partecipando a RItaliaCamp 


Partecipando a RItaliaCamp ci si accorge subito che uno dei principi espressi dal gruppo è verissimo. E’ un progetto in cui il processo rappresenta uno degli obiettivi.

RItaliaCamp è certamente focalizzato sulla valorizzazione del patrimonio turistico italiano, attraverso un utilizzo innovativo e consapevole degli strumenti open della rete, ma i partecipanti offrono la loro disponibilità intellettuale, organizzativa, relazionale, le loro competenze, per un progetto comune, secondo i principi dell’economia del dono, ricevendo in cambio qualcosa di estremamente prezioso.

Possiamo chiamarlo apprendimento dinamico, serendipity, o in qualunque altro modo perchè è difficile definirlo. E’ la difficile capacità di apprendere ad apprendere, di imparare ad innovare, perchè quello che caratterizza RItaliaCamp non è solo l’utilizzo sperimentale di strumenti come il blog, il wiki, lo skypecasting, ma soprattutto la grande opportunità di sviluppare nuove forme di brainstorm continuo, di risolvere problemi complessi, di progettare il nuovo e di modellare il proprio talento creativo.

Non è un caso che si stanno avvicinando al progetto RItaliaCamp non solo tutte quelle persone che hanno a cuore il destino della comunicazione digitale del turismo del nostro Paese, ma anche ricercatori, studenti, professionisti, creativi che sono estremamente interessati al processo di creazione e di implementazione di nuove idee.

Partecipando a RItaliaCamp ci si accorge che il termine serendipity, è una costante nel progetto. Chi si è accostato al progetto per impegno civile, perché ha qualcosa da raccontare, per vivere un’esperienza, per cambiare qualcosa, potrebbe anche trovare qualcosa che non aveva cercato in modo diretto, nuovi strumenti di sviluppo e progettazione, ma anche ed è forse la cosa più importante, nuovi amici.

Partecipando a RItaliaCamp si può avere la dimostrazione che non è vero che non cambia mai nulla e che siamo noi i principali agenti del cambiamento.

Partecipando a RItaliaCamp ci si accorge che ci sono sempre tante cose da fare, perchè qualcuno inevitabilmente rilancia nuove idee crea nuove opportunità, sviluppa nuove relazioni e porta a nuovi progetti.

Partecipando a RItaliaCamp non si sa come andrà a finire, ed è quindi molto meglio che guardare un programma televisivo e molto più stimolante della scrittura sul proprio blog, perché è un evento che si aggiorna come un blog, ma che offre un’esperienza indimenticabile.

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mercoledì, marzo 14, 2007

rItalia Camp: conto alla rovescia 


rItaliaCamp è più vicino. E' iniziato il conto alla rovescia per l'evento che avrà luogo il giorno 31 marzo.

Abbiamo avuto le aule in Bicocca, che ha dimostrato concretamente di essere un'università lungimirante ed aperta all'innovazione.

Il gruppo di lavoro di rItalia sta lavorando freneticamente.

Appuntamento in Bicocca all'U7, per gli aggiornamenti c'è anche un blog

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