mercoledì, marzo 26, 2008

Dialoghi esperienziali 


Lei: scusami, toglimi una curiosita, si fa un gran parlare di engagement, di marketing esperienziale, ma di cosa si tratta?

Lui: basta che vai su wikipedia e trovi una serie di definizioni relative al "nuovo marketing" prendi ad esempio il termine "Enterperience" è un portmanteau di origine giapponese, nato dalla fusione di "entertainment" (per alcuni "entertaining") ed "experience", usato principalmente nel marketing moderno per indicare contesti comunitari, virtuali e non, in cui i due elementi si fondono in un elemento superiore alla somma delle parti. Capisci?

Lei: senti, definizioni a parte, come si fa parlare di esperienze con la testa e non il cuore, ti sei mai chiesto cosa significa emozionare? Pensa ad una esperienza che ti ha lasciato un ricordo vivo, che cosa è successo, che cosa rammenti? Hai fatto una cosa per la prima volta, hai conosciuto qualcuno, hai imparato, hai vissuto intensamente, c'è stato un processo di crescita, di trasformazione. Cosa c'entra tutto questo con il portmanteau?

Lui: Non è possibile dare una definizione che possa andare bene per tutti, l'esperienza dipende dalle nostre attese, dal nostro vissuto, da tante cose, come facciamo a generalizzare?

Lei: Esattamente hai colto nel segno, per questo dobbiamo lasciare stare le definizioni. Per qualcuno esperienza significa teatralizzare il marketing, non è questo, almeno non solo. Proviamo a immedesimarci nel cliente, rendiamo le relazioni più autentiche, costruiamo dei luoghi accoglienti dove la gente desideri andare, progettiamo degli spazi di ascolto,non è forse anche questa l'esperienza?

Lui: Si tu hai anche ragione, ma da qualche parte bisogna pur incominciare, come facciamo a sintetizzare il concetto di coinvolgimento, come rendere la nostra comunicazione più calda ed emozionale?

Lei: Che ne dici se abbandonassimo gli stereotipi? potremmo tornare ad essere spontanei, anche se abbiamo un prodotto da vendere. Se proprio vuoi una tagline come amano fare i pubblicitari direi: Smile like you mean it.

L'immagine è di Pestaola

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