venerdì, marzo 21, 2008

10 modi per usare un tumblelog 


Non ho un mio tumblelog attivo (o meglio ne ho aperti diversi che però non ho seguito e che ho abbandonato al loro destino), ma ho avuto modo di sperimentarlo per la didattica con grande soddisfazione

Sto seguendo con interesse la discussione animata, scatenatasi da un post dal blog di Orientalia4All, a cui ho partecipato, cercando di dare il mio contributo.

A mio parere il blog e il tlog, sono due strumenti nettamente diversi, anche se presentano dei punti di similarità.

Che cosa è un tumblelog?

Wikipedia ne da questa definizione:

A tumblelog (or tlog) is a variation of a blog that favors short-form, mixed-media posts over the longer editorial posts frequently associated with blogging. Common post formats found on tumblelogs include links, photos, quotes, dialogues, and video. Unlike blogs, tumblelogs are frequently used to share the author's creations, discoveries, or experiences while providing little or no commentary.

The term "tumblelog" was coined by Why the lucky stiff in a blog post on April 12, 2005, while describing Chris Neukirchen's Anarchaia.

Blogging has mutated into simpler forms (specifically, link- and mob- and aud- and vid- variant), but I don’t think I’ve seen a blog like Chris Neukirchen’s Anarchaia, which fudges together a bunch of disparate forms of citation (links, quotes, flickrings) into a very long and narrow and distracted tumblelog.

A cosa serve un tumblelog?

Il tlog, non nasce come strumento di conversazione, ma come una sorta di repository di idee, citazioni, pensieri non strutturati, archivio, per questo non dovrebbe appartenere alla stessa categoria dei blog.

Come è noto, tumblr è la piattaforma di tlogging più utilizzata, ma anche piattaforme come Soup, stanno riscontrando grande successo.

Alcuni blogger utilizzano un tlog come "discarica di pensieri e citazioni" che non trovano spazio sul proprio blog, ma ci sono tanti utilizzi interessanti di un tlog:
  1. nella didattica a supporto di un progetto collaborativo per ospitare gli elaborati (io uso l'abbinata wiki + tumblr)
  2. come riferimento per ospitare un'estensione del proprio curriculum vitae
  3. un book per una fotomodella
  4. un diario di viaggio
  5. un'estensione del progetto di una tesi di laurea per una linkografia viva (riscontra molte diffidenze, ma io lo appoggio)
  6. una raccolta di gallery fotografiche di un'artista, alternate da post testuali
  7. un'ulteriore strumento a supporto di un fan's club
  8. un'alternativa ad un linklog (es. linkwalla)
  9. una moleskine digitale
  10. un raccoglitore di altri tumblr (come ulteriore strumento di aggregazione sociale)
Sono solo alcuni esempi, perché l'unico limite di utilizzo è la propria fantasia.

Sono profondamente in disaccordo con l'analisi di Roberto Dadda, perchè ritengo metodologicamente scorretto paragonare i tumbleblog ai blog, per questo ritengo che sia opportuno che blog e tumblelog vengano classificati separatamente (classifiche, directories....).

E' uno strumento che non abbiamo ancora imparato ad utilizzare per le sue potenzialità, per questo dovremmo pensarci due volte prima di fare paragoni; è vero che il tlog è nato come versione semplificata di un blog, ma mi sembra che oggi questa piattaforma sia utilizzata in modo ad esso complementare.

L'immagine è di SeyDoggy

10 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Se ho ben capito...è una specie di agenda in cui riporre pensieri, informazioni, materiale, appunti...oppure ho capito male?

21/3/08 16:54  
Blogger Maurizio Goetz said...

Si anche, io ho proposto solo alcuni possibili utilizzi tra i tanti possibili.

21/3/08 16:59  
Anonymous Anonimo said...

interessante, non ci avrei mai pensato a usare un Tumblr per l'insegnamento, ma in effetti è vero! Duttile e veloce.

21/3/08 17:28  
Blogger [m]m said...

credo che ci siano due modi di uso del tumblr, molto distinti: l'uso alla blog (e allora lo strumento diventa nient'altro che una versione semplificata) e l'uso alla dashboard, cioè in cui segui lo stream dei tpost dei tuoi following - io lo uso cosi', alcuni tumblr sono delle rassegne stampe fantastiche, e l'elemento 'sociale' (attraverso il following e il retumbling) è molto piu' accentuato.
Sulla storia delle classifiche, mio dio, basta...

21/3/08 22:29  
Blogger Maurizio Goetz said...

giusto, mi sembrava di aver dimenticato qualcosa, le rassegne stampa - thanks. Per il resto come osservatore io assorbo tutto, il bene e il male i vizi e e virtù del nostro "condominio digitale". ;)

22/3/08 06:44  
Blogger gigicogo said...

Solo una piccola considerazione, visto che ti eri dilungato, in precedenti post, sull' analisi della blogopalla italica.

Non ti sembra che veder campeggiare su blogbabel una discussione: "tumbl si o tumb no" sia alquanto deprimente?

Abbiamo più volte evidenziato come blogbabel sia in grado di aggregare solo i MEME derivati da notizie dei giornali generalisti come corriere e repubblica.

La prima volta riesce a sviluppare una conversazione (dal basso) lo fa sul nulla. Ovvero su un argomento che, nel caso fosse letto da un "surfer" qualsiasi, lo allontanerebbe subito dalla blogopalla.

Il difetto dell'algoritmo del MEME è tutto qui. E' un contatore. Punto e basta.

Insomma non siamo capaci di sviluppare conversazioni su contenuti in qualche modo? Anche quella sui tumbl, alla fine, mi sembra fatta ad arte per attirare link. IMHO!

Troppo poco, troppo poco per far decollare la blogopalla come aggregatore di news e commenti alternativi ai media tradizionali.


I blogger italiani sono impegnati tutto il giorno ad attirare link, non a sviluppare conversazioni.

Non lamentiamoci se i surfer scelgono il "porno". Noi, generalmente, siamo anche peggio. Parliamo solo di noi: "IO IO IO IO". Come gli asini!

Poco includente. Sarà un mio pallino e sarò sempre isolato.
E' giusto, giustissimo. Ognuno viva la sua libertà, faccia qullo che vuole ma, IMHO, la blogopalla deve aprirsi, non chiudersi. Così facendo, invece, si chiude e non contribuisce a nessuna crescita culturale.

Ciao

22/3/08 08:45  
Blogger Maurizio Goetz said...

Accidenti Gigi, tante questioni in un commento solo. Vedo di risponderti se ci riesco.

>Non ti sembra che veder campeggiare su blogbabel una discussione: "tumbl si o tumb no" sia alquanto deprimente?

Per me non è deprimente, anzi molto istruttivo, ma credo lo sia solo per me. Sono molto interessato all'analisi degli strumenti, tra l'altro tengo un corso anche su questo

>Abbiamo più volte evidenziato come blogbabel sia in grado di aggregare solo i MEME derivati da notizie dei giornali generalisti come corriere e repubblica.

I blog raramente riescono a stabilire un'agenda, tranne per argomenti molto settoriali e verticali, oramai sono diversi gli studi che dimostrano che sono "amplificatori" di contenuti mainstream, ma sarà così per sempre?

>La prima volta riesce a sviluppare una conversazione (dal basso) lo fa sul nulla. Ovvero su un argomento che, nel caso fosse letto da un "surfer" qualsiasi, lo allontanerebbe subito dalla blogopalla.

Hai ragione su questo la blogosfera italiana è ancora acerba. Io la studio e spesso intervengo per verificare le reazioni.

>Il difetto dell'algoritmo del MEME è tutto qui. E' un contatore. Punto e basta.

Non sono d'accordo su questo, c'è meme e meme. Ne ho progettato uno sulla pubblicità che sto usando anche all'Università, una sorta di metodo Delphi de noantri. Occorre distinguere a mio avviso

>Insomma non siamo capaci di sviluppare conversazioni su contenuti in qualche modo? Anche quella sui tumbl, alla fine, mi sembra fatta ad arte per attirare link.

Forse hai ragione, ti ripeto, mi interessa la discussione, perchè sul tubmblelog non ho ancora chiarito bene le idee

>Troppo poco, troppo poco per far decollare la blogopalla come aggregatore di news e commenti alternativi ai media tradizionali.

Sono ancora d'accordo, ma credo tu abbia scelto il thread sbagliato.
Ce ne sono tanti altri che potrei suggerirti :-)

>I blogger italiani sono impegnati tutto il giorno ad attirare link, non a sviluppare conversazioni.

Sono molto d'accordo è questo che io rimprovero, ma è anche vero che viviamo in una comunità ed isolarsi non fa bene. Non sono tutti snob come Mantellini, giusto per non fare nomi.

>Non lamentiamoci se i surfer scelgono il "porno". Noi, generalmente, siamo anche peggio. Parliamo solo di noi: "IO IO IO IO". Come gli asini!

Non sarei così disfattista, i blog che seguo con regolarità, propongono dei contenuti interessanti.

>Poco includente. Sarà un mio pallino e sarò sempre isolato.
E' giusto, giustissimo. Ognuno viva la sua libertà, faccia qullo che vuole ma, IMHO, la blogopalla deve aprirsi, non chiudersi. Così facendo, invece, si chiude e non contribuisce a nessuna crescita culturale.

Ti inviterei a rileggerti il mio intervento al BarCamp di Torino che diceva proprio questo. Invece di obiettare sui contenuti, Gaspar Torriero mi rimproverava di leggere le slide, giudica un po' tu.

Noi non possiamo cambiare gli altri, ma solo noi stessi. A tal proposito ho scritto l'intervento sulla blogosfera produttiva, "la grande palestra".

22/3/08 10:22  
Anonymous Anonimo said...

Strumenti per attivare discussioni concrete e scambio contenuti.
Nel B2B manifatturiero è quanto si cerca, il personalismo ben venga se aggiunge valore al network in ottica condivisione non solo per meri fini personali.

22/3/08 11:41  
Blogger gigicogo said...

maurizio, ho scoperto il tuo blog da poco, e l'ho aggregato proprio perchè mi permette di conversare come pochi altri.

Capisco lo STUDIO sui Tumblr, ma visto come è andata a finire?

Resto dell'idea che la blogopalla deve maturare molto e staccarsi dalle polemiche intrinseche.
Fuori c'è un mondo che vuole informazione alternativa e di qualità.
E' un peccato non riuscire a soddisfarlo.

Sugli algoritmi keep in touch! Son cose che mi interessano.

Ciao

22/3/08 21:40  
Blogger Maurizio Goetz said...

Vero Gigi, let's move on

22/3/08 21:43  

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