lunedì, novembre 03, 2008

Connessioni 


Sentirsi giovani dentro.

Hanno una certa età, ma insistono a mettersi i jeans (con la piega), anche se li detestano e si vede.

Ascoltano musica rap, parlano di programmi televisivi che hanno incominciato a seguire, ma solo per rimanere al passo; leggono le riviste cult, frequentano le conferenze che trattano temi innovativi.

Hanno sentito molto parlare di Facebook, blog, You Tube e hanno pure acquistato gli ultimi libri che ti spiegano come utilizzare tutti gli strumenti della rete per un marketing all'avanguardia.

Sono persone molto aggiornate ma che rimangono sempre in superficie, perché l'età passa per tutti e lascia il suo segno, ma soprattutto perché non puoi rinnegare chi sei e da dove vieni.

Non è necessario mettersi i jeans se non li si trova comodi, si può continuare ad ascoltare Thelonious Monk e avere gusti controtendenza se si ha un'identità forte e distintiva e se si è capaci di confrontare i propri gusti con garbo, accettando quelli degli altri.

Rincorrere le tecnologie

Non si può star dietro alla velocità del progresso tecnologico, si rischia di continuare a correre a vuoto, moda dopo moda, sempre alla ricerca della prossima "killer application".

Le tecnologie possono essere un fattore abilitante, oppure una scorciatoia per le menti pigre.

Non c'è budget.

L'accesso ai media, la scarsa disponibilità di mezzi finanziari, sono solo un pretesto per i manager che non fanno comunicazione, perché se si regalasse loro, 30 minuti di spazi televisivi in prima serata sui principali canali, siamo sicuri che al di là degli spot, avrebbero qualcosa di significativo da dire?

Nuovi strumenti, vecchi paradigmi.

Si cerca di farsi largo in rete, considerandola ancora come un insieme di spazi da occupare (il blog, il social network, la piattaforma di videosharing), invece di trovare il modo di migliorare la qualità delle connessioni con la "parte abitata della rete".

Faremmo meglio a posare per un attimo i manuali for dummies e tornare a leggere Rostand, per riuscire a trovare le parole giuste, che sono già dentro di noi e che non siamo riusciti ancora a pronunciare.

Possiamo anche aprire un nuovo blog, ma se non abbiamo niente di significativo da dire, sarà un ulteriore contenitore vuoto che andrà ad inquinare lo spazio mediale.

I mercati sono connessioni.

Non hanno molta dimestichezza con Internet, ma hanno tanta buona volontà. Non hanno fretta, hanno sempre aspettato. Non hanno aperto un sito fino a che non hanno compreso come creare valore per i loro pubblici.

Non si limitano a studiare, esplorano, sperimentano tutto in prima persona, sbagliano e imparano. Oggi hanno capito che stanno vivendo in un mondo in profonda trasformazione e ne vogliono far parte in modo attivo e consapevole.

Non cercano di essere ciò che non sono, ma non hanno paura di confrontarsi. Ascoltano, adattano il loro comportamento quando è il caso, ma sanno che ci sono dei momenti in cui è importante saper dire di no e pronunciarlo con convinzione, perché non è vero che il cliente ha sempre ragione.

Hanno capito che se si vuole essere ascoltati è meglio parlare di ciò che interessa il nostro interlocutore ed evitano accuratamente di monipolizzare le conversazioni, anche in rete.

Sono i manager che hanno compreso che i mercati sono connessioni.

L'immagine è di amirphotography

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