venerdì, ottobre 31, 2008

I segnali di cambiamento 


In questo blog non vengono affrontati temi di carattere politico, ma l'attenzione per i temi politici è comunque alta, anche se viene qui vissuta in modo laterale.

Sin dall'ultima campagna elettorale francese è stato molto interessante osservare le sperimentazioni nella comunicazione da parte dei due candidati e "l'utilizzo evoluto dei media".

Le campagne di comunicazione politica sono diventate nel tempo sempre più sofisticate, basti pensare all'articolazione di quella di Barak Obama che ha raggiunto livelli di complessità mai visti in passato.

I giornali non aiutano, non hanno ancora sviluppato gli strumenti di analisi per comprendere i cambiamenti in atto, nei linguaggi, nell'uso dei mezzi, tanto che un grande esperto dei media come il professor Casetti dell'Università Cattolica, ha pensato di recarsi negli Stati Uniti per studiare sul posto la campagna presidenziale da un punto di vista della comunicazione.

Gli studenti in Italia protestano e utilizzano nuovi linguaggi e nuove forme espressive, che i media tradizionali non riescono ad interpretare.

Questi studenti sono già oggi "i consumatori di domani", sempre più evoluti, più sofisticati e che non si lasciano imbrigliare in schemi e che sfuggono ad ogni tentativo di classificazione.

Le loro conversazioni passano dal telefono cellulare, ai blog, alle piattaforme di microblogging e a quelle di photo e videosharing o ai tool di videoconversazione.

Il passaggio evolutivo dalle generazioni analogiche a quelle digitali richiede del tempo, ma in soli cinque anni vedremo dei cambiamenti radicali nei processi di fruizione dei contenuti e nella "dieta mediale" dei "nativi digitali" e si può essere certi che chi non si è preparato per tempo, avrà un terribile problema di "connessione" con queste persone.

E' un cambiamento che riguarderà politici che non verranno più eletti, aziende che non riusciranno più a comunicare, docenti che non riusciranno più ad insegnare.

Altro che digital divide, si aprirà una voragine tra persone di differenti generazioni che non riusciranno più a comunicare.

Chi fornisce oggi gli strumenti di analisi per monitorare questo cambiamento?

Come scrivevo, certamente non i giornali, non parliamo del mondo della scuola, quindi l'unica possibilità è diventare utenti, utilizzare gli stessi mezzi che usano le nuove generazioni, mettersi all'ascolto senza pregiudizi e fino in fondo, perché hanno tante cose nuove da dire.

Ci troviamo in mezzo ad un periodo di grandi transizioni, non abbiamo quindi la lucidità sufficiente per comprendere la portata dei cambiamenti in atto, possiamo tuttavia fare uno sforzo di ripensare modelli di pensiero, che oramai appaiono in modo evidente del tutto obsoleti.

9 Comments:

Anonymous Nicola Bandoni said...

Maurizio, piacere di conoscerti. Spero di non disturbare. I tuoi post sono davvero interessanti. Il linguaggio e gli strumenti, le generazioni e la tecnologia, l'uomo e la sua mente :=)...Credo che la storia ci insegni che il linguaggio ha sempre subito profondi cambiamenti grazie agli strumenti, i quali sono il prodotto della conoscenza del proprio creatore. Oggi, nel 2009, bisogna dire una cosa molto importante che riflette non solo strumenti globali ma anche un'espressione che incarna il linguaggio all'interno di un sistema globale. E' un periodo in cui l'essere umano può, e deve, dialogare con il mondo...un lasso spazio temporale in cui ognuno di noi ha tutte le carte in regola per esprimersi al resto dell'umanità...Il salto generazionale adesso si vede e ma sta a noi creare strumenti che devono, e dico devono, comunicare con la giusta metodologia, al resto del mondo. Certo è che chi riesce a fare questo credo che abbia capito il ruolo che ognuno di noi ha all'interno di un sistema globale.
Nicola Bandoni

31/10/08 12:23  
Blogger wai2wai - luigi bertuzzi said...

@ nicola bandoni
a proposito della tua affermazione
.. sta a noi creare strumenti che devono, e dico devono, comunicare con la giusta metodologia ..

ci sono due parole che vorrei poter sostituire:

strumenti >> processi

metodologia >> sensibilità

Ogni tanto passo qui da Maurizio per vedere se s'incontra qualcuno che .. oltre a convenire sul da farsi .. si rende disponibile a mettere in pratica ciò che si conviene coinvolgendo perfino un nonno ;-) .. senza aspettare ancora di vedere avverarsi la profezia di Maurizio ..

.. Altro che digital divide, si aprirà una voragine tra persone di differenti generazioni che non riusciranno più a comunicare.

1/11/08 07:10  
Anonymous Nicola Bandoni said...

Ciao Luigi, è un piacere conoscerti. E sono contento che tu abbia postato...Grazie dei tuoi consigli...sono d'accordo nel definire lo strumento come Il processo mentre per la metodologia La sensibilità...D'accordo pienamente...è più interiore e GIUSTO...perdonami. Perchè ti definisci Nonno? In ogni caso se tu ti senti Nonno io posso affermare che esisto grazie ai miei genitori ma ancor di più ai miei nonni...ai miei avi! :=) perciò ringrazio loro se sono qui....i "nonni" e le "radici"...:=)...La profezia! Credo che ognuno di noi abbia la propria profezia...:=)...Io l'avevo una mia Profezia ma poi si è materializzata ed adesso ne ho un'altra che non posso definire profezia ma "obbiettivo"...ciao Luigi e grazie Maurizio per la tua gentilezza!

5/11/08 10:30  
Blogger wai2wai - luigi bertuzzi said...

Nicola, non mi sento Nonno .. lo sono e mi piace esserlo :-)
Ti ricordi Gaber .. mi scusi Presidente .. io non mi sento Italiano ma per fortuna o purtoppo lo sono ..
Un segnale di cambiamento forse sta proprio nel poter distinguere tra ciò che siamo e ciò che ci sentiamo di essere ..
Chissà se Maurizio è d'accordo?
Magari potrebbe chiarire il significato della distinzione (se ha un senso farla), visto che sta facendo da incubatore di conversazioni significative che indirettamente linkano un suo post precedente ;-)

6/11/08 09:05  
Blogger Maurizio Goetz said...

@Luigi, una volta che siamo consapevoli che c'è un divario tra ciò che siamo e ciò che vogliamo essere possiamo andare nella direzione in cui vorremmo andare e se lo facciamo insieme, il cambiamento è inevitabile, come gli avvenimenti di questi ultimi giorni dimostrano.

6/11/08 09:41  
Anonymous Nicola Bandoni said...

Ciao Maurizio! Cosa intendi tu per divario tra chi vogliamo essere e ciò che siamo? Non si capisce bene da che parte stai :=)...ovvio che bisogna essere uniti per crescere e per "mutare", per "trasformarci", ma bisogna esserlo consapevolmente e concependo una unità come un insieme di entità e non come un entità unica...Global Inversion si chiama così proprio per questo motivo...ma un Unità come la si crea senza sapere prima come funzionano le singole entità a cui fa riferimento? E viceversa? Ecco che Sant'Agostino interviene....l'imperfezione perfetta dell'essere umano...un essere perfetto come fa a scegliere se è perfetto? Ed il bello sta proprio qui...è la scelta che ci rende unici rispetto all'unicità, rispetto al tutto...ed è questa scelta che ci rende così "meravigliosamente imperfetti" nel nostro modo di essere e nel nostro modo di agire...Non arriveremo mai alla perfezione se non nel momento in cui tutto si equilibra...e qual'è l'equilibrio se non il momento in cui tutto staziona per un attimo, tutto si ferma, non esiste piu una destra ed una sinistra, un alto ed un basso...tutto si concentra in una unicità...in un "punto di vista universale"...un incontro con l'uni-verso....arrivare a questa consapevolezza globale significherebbe essere tutti allo stesso piano e significherebbe non parlare più di "ricchezza e di povertà"...dove sta la ricchezza e la povertà se non nella mente di chi la concepisce? Siamo noi che con il nostro "punto di vista moderno" siamo andati nei paesi vergini ed abbiamo deciso che vivere nel fango o in case di paglia significava povertà...siamo noi che abbiamo creato tutto questo...e lo abbiamo fatto "inconsapevolmente"...adesso dovremmo tornare indietro....ma non possiamo...almeno che qualcuno non inventi la macchina del tempo :=)..del resto Einstein sostenava che l'immaginazione è più importante del sapere...:=)Chi mette la "malta" per unire se non le persone stesse...uniche ed insostituibili? Ma se l'essere umano continua ad aspirare ad una "ricchezza materiale" e lo fa proprio per difetto sistemico...perchè ama e quando si ama si ha anche paura di perdere...le cose andranno come andranno e lo squilibrio aumenterà fino a collassare e far sorgere uno scompenso globale...credo che quello squilibrio lo abbiamo già raggiunto e credo comunque che c'è la voglia di fare, la volontà di camminare insieme, ma dobbiamo volerlo prima nei nostri pensieri....è da li che nasce tutto..è da li che l'uni-verso ci comunica...costantemente ed "inconsapevolmente" fin dalla nostra eva mitocondriale :=) ed anche prima..:Poddy lo sa :=)
Nicola

7/11/08 11:08  
Blogger Maurizio Goetz said...

Non sto da nessuna parte, rifletto in libertà senza schemi e preclusioni.

Solo noi individualmente possiamo stabilire chi siamo e dove vogliamo arrivare e in che modo, ma dobbiamo anche essere consapevoli che lo dobbiamo fare tenendo in considerazione che non siamo soli e che l'unica soluzione è cercare di creare uno sviluppo armonico e sostenibile, ma ora scendo perché il discorso si è fatto troppo filosofico ;)

7/11/08 11:16  
Anonymous nicola Bandoni said...

Grazie Maurizio....ok...armonia e sostenibilità...quoto...grazie mille Maurizio per la tua risposta...davvero importante per me...:=)
A presto e buon fine settimana
Nicola

7/11/08 13:43  
Blogger wai2wai - luigi bertuzzi said...

@ Maurizio
d'accordo che, per la conclusione del post ..
Ci troviamo in mezzo ad un periodo di grandi transizioni, non abbiamo quindi la lucidità sufficiente per comprendere la portata dei cambiamenti in atto

la via da seguire si possa delineare solo come osservi nel commento ..
se lo facciamo insieme, il cambiamento è inevitabile, come gli avvenimenti di questi ultimi giorni dimostrano

ma dobbiamo ancora tener presente che siamo in Italia; gli avvenimenti di questi giorni evidenziano ancora la necessità di un leader carismatico .. negli USA può succedere .. da noi, se succede, c'è a preoccuparsi seriamente che succeda per bloccarlo, il cambiamento.

Il problema in casa nostra diventa farlo succedere (il cambiamento) mettendosi insieme, senza un leader e senza spaventarsi perché le motivazioni a farlo, in assenza di un leader che le dichiara per noi, suonano filosofiche.

@ Nicola
anche se ho detto a Maurizio quanto sopra .. confesso che faccio fatica perfino io a capire un discorso filosofico; se teniamo presenti gli effetti che il grande comunicatore ha creato, in termini di capacità di ascolto dei nostri interlocutori, dobbiamo sforzarci di essere estremamente sintetici .. e ci ho messo troppo per arrivare a dirlo ;-)

7/11/08 16:54  

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