lunedì, ottobre 27, 2008

Trend turistici al TTG Incontri (prima parte) 


Il TTG Incontri di Rimini è una manifestazione in cui gli organizzatori cercano di fare il punto sulla situazione turistica in una prospettiva di business e in cui emergono le principali tendenze in atto.

Il problema è che negli ultimi anni, i vari trend emergenti sono molto numerosi e spesso tra loro in contraddizione (ma oggi il mercato è così), per questo molti operatori turistici invece di chiarirsi le idee, sono sempre più confusi e hanno bisogno di poter disporre di chiavi di lettura per poter interpretare nel giusto modo la imponente mole di dati e di informazioni che viene loro fornita.

Tra le possibili chiavi di lettura, vorrei proporre la mia personale, che come sapete bene, vede al centro l'utente, le sue scelte di informazione e di acquisto relativamente ai viaggi e la sua relazione con Internet.

Nelle mie relazioni alle conferenze a cui ho partecipato, (le cui slide sono pubblicate in due post precedenti a questo), ho cercato di delineare i principali cambiamenti emersi sul Web negli ultimi 12 mesi, per quanto concerne il settore turistico.

Emerge chiaramente dai diversi interventi che ho avuto modo di ascoltare un problema di competitività per il turismo in Italia.

Vorrei cominciare a focalizzare il problema, dal mio personale punto di vista.

La competitività del Sistema Paese.

Come è emerso chiaramente, l'Italia perde quote turistiche, soprattutto perché è evidente la totale mancanza di un Piano Strategico per il Turismo. Non si tratta semplicemente di creare un portale o una campagna di comunicazione, ma di coordinare gli sforzi della promozione turistica di tutti gli operatori italiani privati e pubblici, coordinando questo sforzo, ma lasciando ai diversi operatori un adeguato margine di autonomia.

Ci sono diverse cose che andrebbero fatte a mio avviso immediatamente senza indugio:
  1. costruire una strategia di "destination branding" per riposizionare l'Italia come meta turistica lavorando in modo profondo sulla "marca Italia".
  2. creare una strategia turistica a livello Paese concertata e non imposta dall'alto, condividendo il piano turistico, coinvolgendo il maggior numero di soggetti e soprattutto ascoltando le loro diverse necessità, evitando però di rimanere impigliati nei diversi interessi particolari e nei campanilismi che hanno finora affossato ogni tentativo di razionalizzazione.
  3. aiutare concretamente le imprese del turismo a diventare più competitive, evitando gli aiuti a pioggia, ma focalizzando gli interventi per priorità e per obiettivi
  4. creare una presenza online che vada nella direzione del mercato, cercando di non reinventare la ruota, visto che molte tecnologie e molte informazioni turistiche sono già ampiamente disponibili.
  5. creare una think tank coinvolgendo in modo più ampio il mondo accademico e quello delle diverse associazioni, perché i talenti esistono, ma non sono mai stati adeguatamente utilizzati
La competitività delle imprese turistiche.

La gran parte delle imprese turistiche nel nostro Paese sono di piccole dimensioni e quelle anche di medie dimensioni, spesso sono di proprietà di imprenditori o dei dei loro figli. (Il problema della leadership è un problema troppo ampio e complesso e che non posso affrontare qui).

Ci sono alcune strade che dovrebbero essere intraprese subito:
  1. comprendere l'evoluzione in atto e gli impatti sul proprio specifico modello di business, dotarsi di strumenti conoscitivi per il monitoraggio dell'evoluzione del mercato, investire in formazione permanente, investire sulle persone e sulla professionalità, migliorare il servizio ancora troppo carente rispetto agli standard internazionali
  2. analizzare con maggiore precisione la propria clientela, quella dei propri concorrenti per cercare di focalizzare maggiormente la propria "value proposition" monitorando anche le mosse dei competitor potenziali.
  3. dotarsi di tecnologie oramai disponibili a costi meno proibitivi rispetto al passato, per la profilazione, per la gestione del cliente, per la comunicazione, ma comprendere che le tecnologie sono solo un fattore abilitante
  4. modificare gli attuali paradigmi: passando una volta per tutte, dalla logica di prodotto a quella del cliente.
Non si può dire che i problemi non siano stati ampiamente dibattuti, ora bisogna passare alle soluzioni.

In un prossimo post vorrei scendere più in dettaglio e descrivere la mia sensazione su cosa sia cambiato realmente dalla scorsa edizione del TTG Incontri.

Stay tuned.

La foto è di qtour

1 Comments:

Blogger Claudio Iacovelli said...

In attesa di leggere il tuo contributo successivo, approfitto per commentare due questioni che, definire preoccupanti, é poco:

-- in Italia manca la consapevolezza nella classe politica della drammaticità del "momento" del turismo nazionale, con impatti negativi non solo sul PIL, ma anche sul livello occupazionale e sulla qualita' dei servizi offerti (il brand assente, poi, non importa a nessuno, come la bassissima attrattività degli investimenti finanziari esteri....);

-- il "localismo" soffoca la cooperazione, ed in effetti la partecipazione di numerose piccole imprese non deve essere letta come una peculiarità del settore turistico nazionale, ma una debolezza parecchio limitante.

Tu scrivi che, nel corso della manifestazione, sono stati lungamente dibattuti i problemi dell'industria turistica, i trend del settore, i possibili fattori di sviluppo / ripresa. Leggendo il programma, credo che quanto discusso non esprima una visione organica, ma abbia dato la parola a chi parzialmente partecipa alla costruzione dell'offerta.

Queste manifestazioni, per essere realmente chiarificatrici e propositive, dovrebbero superare l'impasse della conferenza nazionale sul turismo (quest'anno finalizzata all'azzeramento di alcuni enti, piuttosto che alla programmazione), per avviare dei tavoli operativi.

Non sono troppo utili le manifestazioni vuote di contenuti, e prive di analisi quantitative: consultando i siti web delle principali nazioni che sviluppano una ricchezza superiore all'Italia - si tratta di materiale accessibile, PUBBLICO - si potrà notare con quanta frequenza e livello di dettaglio si monitorino i flussi turistici, il livello di servizio, gli investimenti, i risultati annuali, le comparazioni con gli anni precedenti (viste a 2, anche 3 anni), e si indichino i prossimi obiettivi.

Al TTG, a leggere il programma, non mi sembra di aver colto sessioni indirizzate a questi temi.

Ma dove se ne parla, nel nostro Paese?

Infine, dopo la polemica su Italia.it (giusta o sbagliata che fosse, ha raggiunto dei toni esagerati, e sembra che a nessuno importi della gravità della situazione, cioè l'assenza di uno strumento operativo utile per catturare i diversi segmenti della domanda turistica), a nessuno viene in mente di controllare sulla rete gli sviluppi dei "piani" governativi? Dov'é l'Osservatorio Nazionale sul Turismo? Siamo rimasti alla banca dati Isnart, che é privata!

27/10/08 18:14  

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