mercoledì, ottobre 15, 2008

L'ultima impressione 


Si dice che è la prima impressione che conta.

Ad un colloquio per un nuovo lavoro, molti "head hunter" decidono se assumeranno il candidato nei primi tre minuti e comunque si fanno una prima idea nei primissimi istanti.

Malcolm Gladwell ha basato un libro su questi primi momenti che fanno la differenza.

Gladwell explains how an expert's ability to "thin slice" can be corrupted by their likes, dislikes, prejudices and stereotypes, and how they can be overloaded by too much information. That is why police might be suspicious of a dark-skinned man out at night, as in the case of Amadou Diallo, when other signs would indicate that he poses no threat. Gladwell also tells us about our instinctive ability to mind read, how we can get to know what emotions a person is feeling just by looking at his or her face. He informs us that with experience, we can become masters at the game of "thin slicing". Blink is not a book on mind-reading or quick decision-making.

Gladwell maintains that we "blink" when we think without thinking. We do that by "thin-slicing," using limited information to come to our conclusion. In what Gladwell contends is an age of information overload, he finds that experts often make better decisions with snap judgments than they do with volumes of analysis.

La "prima impressione" non è un concetto nuovo, ma è sicuramente l'emblema della cultura televisiva "del 30 secondi".

In rete è diverso, spesso la prima impressione può non essere corretta. I blog, il lifestreaming consentono di raccontare e raccontarsi in uno spazio temporale più lungo.

La comunicazione sui Social Media è un percorso di lungo periodo, che assomiglia più ad una maratona che ad una corsa dei 100 metri piani.

In rete tutti nodi vengono al pettine, è difficile presentarsi per ciò che non si è, per questo si può dire che molto spesso è l'ultima impressione quella conta davvero.

Voi cosa ne pensate?

Fonte dell'immagine.

3 Comments:

Anonymous Mauro Lupi said...

Ciao Maurizio; più che l'ultima impressione, la Rete ci permette di cogliere la media delle impressioni, quella dei nostri amici migliori, quella che riceve maggiori consensi. E poi ci permette di valutare i commenti delle impresisoni che hanno ricevuto gli altri. Insomma: possiamo valutare tutte le impressioni che ci pare :)

15/10/08 09:21  
Blogger Maurizio Goetz said...

Hai perfettamente ragione Mauro, l'ultima impressione è proprio la media delle impressioni come scrivi giustamente tu. Ho usato il termine "ultima" in contrapposizione a "prima" per rafforzare il concetto.

15/10/08 09:36  
Blogger Baldo said...

Il fatto che in rete rimanga "tutto" ciò che si scrive-posta-commenta è un'opportunità per conoscere meglio le persone: il problema è che non tutti la sfruttano...

16/10/08 08:47  

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