mercoledì, dicembre 12, 2007

Distruzione creativa 



Leggo da Wikipedia l'origine del termine Mash up.

Il termine mash-up o mashup (da mash it up) deriva dal creolo giamaicano, e significa distruggere. Impiegato originariamente in ambito musicale per indicare un evento o una performance di alto livello, è stato allargato a tutti gli ambiti musicali, nonché a quello dei videoclip ed a quello informatico, seppure con una diversa accezione.
  • Mash-up (musica) Un tipo di brano musicale composto interamente da parti di altri brani
  • Mash-up (video) Un filmato costruito o editato in audio o video con parti di altri filmati
  • Mash-up (informatica) Un sito o un'applicazione web di tipo ibrido, cioè tale da includere dinamicamente informazioni o contenuti provenienti da più fonti.
Mi piace pensare che ci sia un riferimento all'innovazione come forza di creazione distruttiva (Joseph Schumpeter).

"La maggior parte delle creazioni dell'intelletto o della fantasia scompaiono per sempre dopo un tempo che varia da un'ora a una generazione; per altre invece non accade così. Esse soffrono eclissi, ma poi tornano, e tornano non come elementi irriconoscibili di una eredità culturale, ma nel loro abito individuale e con le loro cicatrici personali che la gente può vedere e toccare. Queste sono le creazioni che possiamo dire grandi, e non è uno svantaggio che questa definizione unisca insieme la grandezza con la vitalità".

Non c'è futuro senza memoria.

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