giovedì, gennaio 18, 2007

Privacy in the new media world 

E' un tema davvero complesso.

2 Comments:

Blogger Roberto Dadda said...

Il problema è certamente interessante, l'approccio di questo video si presta a qualche osservazione.
Innanzitutto credo sia stato tralasciato il problema peggiore e l'unico che veramente è nato dalla diffusione delle tecnologie: quello della profilatura e della vendita dei dati.
Se il supermercato dove vado tiene traccia di cosa compero o se, peggio, lo fa la farmacia e poi diffonde i dati sono davvero violato nella mia privacy in modo pericolosissimo.
Il fatto che possano essere girati video o registrate conversazioni non è una novità, le nuove tecnololie hanno solo migliorato glistrumenti per la raccolta e la distribuzione, ma nulla è cambiato nella sostanza.
Il caso infine del profilo Myspace che contiene dati che hanno portato a un omicidio non ha nulla a che fare con la privacy perchè si tratta di dati liberamente introdotti in un profilo dichiaratamente pubblico: qui siamo davanti al problema della educazione delle persone a osservare in rete le cautele che osserverebbero al bar o in discoteca, ma la privacy non è in gioco.

bob

19/1/07 13:35  
Blogger Maurizio Goetz said...

La tua analisi è corretta. Non a caso ho scelto questo video che affronta questa problematica complessa anche con le contraddizioni che hai fatto notare. Il tema è lungi dall'essere esplorato e spesso si confonde con altri. Il mio punto di vista è che comunque la privacy per un'azienda deve essere vista come un asset e non come un obbligo.

19/1/07 13:44  

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