mercoledì, novembre 07, 2007

IAB FORUM 2007 primo giorno, prime impressioni 


Entrando allo IAB Forum 2007 non si può non notare che la grande sala dell'auditorium è quasi piena. C'è ancora più gente rispetto all'edizione passata. L'interesse c'è e si percepisce. Gli organizzatori hanno lavorato bene. Complimenti a tutti.

Introduce Layla Pavone, ma non si dilunga, i temi vengono solo abbozzati.

Molto bella e suggestiva la presentazione di Marco Montemagno; qualche stoccata in punta di fioretto, immagini evocative per promuovere internet. Ma ce n'era bisogno? Montemagno ha fatto quel che doveva e forse di più, ma forse lo speech è fuori tema.

Molto bello anche l'intervento di David Weinberger che spiega con chiarezza e con efficacia quello che le aziende non devono fare.

L'intervento di Jaap Favier, vice presidente & Research Director di Forrester è convincente. Appassionato, stimolante, ma anche con elementi concreti su cui riflettere.

Alison Fennah, executive Director European Interactive Advertising Association, snocciola dati e numeri che danno un'idea molto precisa sulle dinamiche del mercato.

Le presentazioni verranno messe on line sul sito dello IAB FORUM, quindi non mi dilungo.

La seconda giornata, sarà invece dedicata all'approfondimento dei temi della comunicazione digitale.

Abbiamo sentito parlare di Facebook, di blog, di social media, di piattafome di videosharing, grazie ai relatori che hanno volato alto.

Poi una visita agli stand e ci si accorge subito di quanto l'offerta media italiana sia lontana anni luce, dagli standard internazionali. Search engine marketing, dem, un po' di contextual advertising, e tanti tanti banner.

Non credo che ci sia un'azienda italiana che non consideri il web con attenzione, ma se l'offerta è quella che ho visto, forse è meglio proseguire ancora un po' ad investire i budget in televisione.

Non chiederò ai marketing manager che ho incontrato allo IAB cosa ne pensano delle conferenze, so già che la risposta sarà positiva, mi domando che cosa si possa fare per migliorare la qualità dell'internet advertising italiana, in cui l'orientamento è troppo squilibrato sul prodotto e non sul cliente. Altro che conversazioni.

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