domenica, giugno 15, 2008

L'industria dell'esperienza 



Certe imprese e certe agenzie di comunicazione sono così impegnate nella progettazione esteriore di un'esperienza di marca, affinché essa risulti memorabile, da dimenticarsi gli elementi fondamentali: il prodotto, il servizio e la soddisfazione generale del cliente.

Ha ragione il commentatore che su You Tube pone divertito una domanda che non è per nulla ingenua:

"But the most important thing; Did it taste nice? :D"

E' incredibile quanto molti confondano l'esperienza con la spettacolarizzazione.

1 Comments:

Anonymous Fulvio Fortezza said...

sono d'accordo. spesso in aula mostro ai ragazzi casi su casi di (apparente) esperienzializzazione, basati su poco o nulla. oramai "experience" è diventato un "cappello magico"; lo ritroviamo dappertutto, con l'inevitabile conseguenza che spesso si tratta di una creativa dichiarazione d'intenti e nulla più. penso,in particolare, ai produttori di automobili, che hanno in mano un prodotto "fisiologicamente esperienziale", ma che lo ignorano 9,9 volte su dieci. sì, spesso, come dici tu, c'è spettacolarizzazione dei momenti di contatto con la marca (soprattutto della comunicazione), ma quando, ad esempio, ci si mette al volante della vettura appena acquistata ci si rende conto che l'experience design (componente fondamentale del marketing orientato all'esperienza) è ancora un terreno sconosciuto. fra i casi positivi (dal punto di vista "tecnico") segnalo invece Pringles.

16/6/08 18:50  

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