mercoledì, maggio 07, 2008

Ribaltamenti 


Che il futuro della rete si accompagni ad una crescita della diffusione dei video è oramai una tendenza accertata.

Il fatto che i pubblicitari sappiano fare gli spot, non significa che dobbiamo infarcire la rete di video commerciali. Per questo sono in profondo disaccordo con Layla.

Non so quale sarà il futuro, so invece quello che voglio: una crescita di contenuti video per la rete che siano interessanti, informativi e rilevanti per i diversi pubblici. Contenuti, non spot.

[INIZIO SPOT] Se i pubblicitari non lo vogliono fare, ci penseranno altri soggetti; beh per dirla tutta su questo ci sto lavorando da diversi anni. Abbiamo creato quest'anno una società che produce audiovisivi di rete per il turismo [FINE SPOT]

Per parafrasare Joseph Jaffe: c'è una vita oltre lo spot.

5 Comments:

Anonymous Andrea said...

Accendo il mio laptop in ufficio consulto i feed e bimh, un argomento su cui sono totalmente in accordo. Aver scoperto da parte delle marche e imprese che i video su internet sono una fonte di pubblicitá non significa saturare la rete di videospot senza pensare all´uso che gli utenti possono farvi. Se la TV puó permettersi un pubblicitá che risponda solo a fini comunicativi,nell´impossibilitá di un feedback diretto, nel web il feedback esiste.

Vallo a spiegare a chi continiua a dire che basta essere un buon SEO per sviluppare un attrattivitá turistica. Che non capisce che il SEO, SERP e comunque il web marketing sono strumenti e non strategie o filosofie di sviluppo. Cosí come scrivere al computer é uno strumento della scrittura e non uno stile (passami l´esempio forzato)
Stasera se mi ricordo voglio postare sul blg proprio un piccolo articolo che ho scritto in treno su come anche le riviste che troviamo in aereo hanno la loro importanza per un immagine del luogo turistico, sei contenuti sono validi...stessa cosa nel web.

8/5/08 08:22  
Blogger gianandrea said...

Ho partecipato allo Iab forum a Roma ed ho avuto la netta sensazione che i temi del Web 2.0 siano approcciati con la stessa metodologia dei temi relativi ai "mezzi di massa". La ricerca dell'incremento del'investimento pubblicitario in rete a tutti i costi, presentata come le concessionarie TV presentavano gli incrementi degli investimenti sui loro canali.
Sembra sfuggire la differenza tra pubblicità e comunicazione ( o come Jaffe dice nel libro Join the conversation) la conversazione. Sono rimasto un po' perplesso, devo dire.

9/5/08 07:57  
Blogger gianandrea said...

Vorrei aggiungere una domanda: se gli utenti televisivi fanno zapping, perchè gli utenti internet dovrebbero guardare gli spot?

9/5/08 08:08  
Blogger Maurizio Goetz said...

Gianandrea, non ti aspettare da me una risposta, visto che anche io ho la stessa domanda da porre ;)

9/5/08 17:51  
Blogger gianandrea said...

cosa ne dici se la poniamo insieme? non per polemica, ma per implementare il processo senza fine dell'apprendimento.

12/5/08 09:55  

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