sabato, aprile 12, 2008

Ma tu lo sai che cosa è il marketing? 


Marketing, marketing, marketing, marketing, tutti fanno marketing o dicono di farlo.

I partiti politici in crisi di contenuti si affidano ai sondaggi alla ricerca degli argomenti elettorali più attrattivi per strappare quel voto in più che fa la differenza e ognuno promette qualcosa. Di volta in volta, sgravi fiscali o un salario più alto, più sicurezza o quello che in quel momento meglio esprime la "volontà della pancia" dell'elettorato. Il marketing non è solo fare i sondaggi, quelli sono solo strumenti.

Le aziende vanno in rete e aprono un blog, glielo hanno detto i loro consulenti. Occorre ascoltare, occorre conversare, offrire i pasticcini ed il caffè digitale, così migliora la loro reputazione. Ascoltare è una virtù, una capacità importante nella vita di tutti i giorni. Il marketing è ascolto, ma ascoltare non è una prerogativa del marketing.

Ma tu lo sai che cosa è il marketing? Che idea ti sei fatto? Non parlo di te, che ci lavori ogni giorno e che ti confronti quotidianamente con il mercato, ma lo domando a te, detrattore, che lo accusi di ogni nefandezza, solo perché ne hai un'idea distorta. E' ovvio che la colpa non è tua e che molte imprese hanno davvero esagerato.

Il marketing non è nemmeno accondiscendenza. Prima nessuno ascoltava i clienti e oggi pronti a modificare tutto in funzione delle risposte ottenute. Il marketing è servizio, ma anche un'identità distintiva.

Ma tu lo voteresti un partito politico che ti da l'impressione di volerti accontentare, ma che ha perso la sua identità? Un partito fungibile, trasformista e populista?

E tu presteresti attenzione ad un'impresa che è disponibile ad ascoltarti, ma che non ha nulla da dirti, perché non ha una chiara visione del suo ruolo sul mercato e del suo contributo alla comunità in cui opera?

Il marketing non è solo ascolto, è anche visione, valori, leggende, narrazioni, esperienze.

Le imprese, i partiti politici, le istituzioni che considerano i propri clienti dei polli da spennare non fanno marketing, fanno altro, ma quelli pronti a trasformarsi in ogni momento sono solo banderuole al vento.

E' ora di tornare alle origini e ridare dignità al marketing, alle pubbliche relazioni, all'advertising, alle vendite, sono attività importanti per lo sviluppo delle imprese, nel rispetto dei clienti, dell'ambiente, della comunità.

Non è il marketing ad essere sbagliato, il problema è il suo cattivo uso. Non sarà l'utilizzo di un nuovo termine a cambiare le cose.

Lasciamo stare le guerre di religione o la retorica, non sono mai servite a nulla, ma su una cosa hai ragione caro detrattore, fare marketing significa avere rispetto delle persone. Vogliamo quindi ripartire da qui?

L'immagine è di Windsor Media Blog

4 Comments:

Blogger WAI2WAI - Luigi Bertuzzi said...

Stai forse proponendo di percepire il Marketing come un operatore della domanda?

Di fatto, il Marketing che ho conosciuto io .. da consumatore e da ex uomo d'azienda .. con compiti potenzialmente complementari al Marketing .. era solo un operatore dell'offerta e .. lo era quando il messaggio aziendale verso il mercato .. si nascondeva dietro slogan fasulli per necessità artificiose d'immagine .. mentre verso le proprie persone insisteva su concetti molto pragmatici .. tipicamente espressi in inglese (where is the beef?) .. che sottolineavano la necessità del guadagno .. costi quel che costi.

Il Marketing che la maggioranza di noi conosce è stato costretto a muoversi in realtà aziendali in cui vigeva la regola dei compartimenti stagni .. dove la mano sinistra non sa quello che fa la destra.

Quindi .. una diversa percezione del Marketing richiede un cambiamento di sistema ..

Se il sistema economico sociale permetterà al Marketing di diventare un operatore della domanda .. che individua sul Mercato le offerte in grado di soddisfare i bisogni dei potenziali clienti .. o cha contribuisce a renderle disponibili .. allora anche l'immagine del Marketing .. automaticamente ..cambierà

Ma forse ho espresso un'idea troppo teorica; aspetto altri contributi per capire se la cosa può essere vista in termini più realistici.

12/4/08 12:42  
Anonymous Giovanni Gog said...

Certo il rispetto è un gran bel punto di partenza ... ma se l'azienda x (non faccio nomi) da domani mi dicesse che mi rispetta e non lo dimostrasse coi fatti ...
Hanno sbagliato e anche troppo.
A mio parere, a questo punto, non possono che fare un pubblico mea culpa e APRIRSI ALLE CRITICHE.
Lo so, non lo fanno.
Come dice Grillo però, le fragole sono mature ... anche per le aziende e tutto il mondo che gli ruota attorno.

12/4/08 13:16  
Blogger Maurizio Goetz said...

Non lo propongo io, ma mi sembra che non ci sia un'alternativa a questo. Il marketing dell'offerta non mi sembra se la passi molto bene, anche se poi è vero marketing quello?

12/4/08 16:40  
Anonymous Andrea said...

Ho apena cominciato nel mondo del marketing che fino ad ora restava quello teorico, ho iniato ad avere qualche esperienza come stagista in un azienda di comunicazioni e marketing all´estero. A mio parere l´unico modo per ri-creare il marketing é quello di poter prima di tutto rendersi conto dei vari aspetti del marketing: aspetti finanziari, ma anche creativi e comunicativi.
L´integrazione dei processi credo sia fondamentale per evitare i compartimenti stagni dove ognuno lavora per una parte del progetto. In questo modo non sarebbe come riprodurre gli errori dei primi anni delle industrie ( leggi Taylor) quando tutti facevano una parte del lavoro e nessuno sapeva alla fine quale era il prodotto ultimo?

Allora se il marketing é veramente un management-drive rivolto al cliente e in grado di poter rispondere ai bisogni del mercato perché gli strumenti vengono ancora utilizzati come fine ultimo, invece di far parte di un processo costruttivo integrato (marketing, comunicazione, analisi dei bisogni ecc.)?
Risultato molte imprese si concentrano solo su ció che puó essere quantificato, non rendendosi conto che il guadagno puó arrivare anche da altre nicchie di mercato nascenti e sempre piú rivolte ai bisogni del cliente.
Il costi-quel-che-costi é maggiormente evidente in Italia, dove pubblicitá e rivolta solamente alla persuasione sensoriale (uso di Personaggi VIP per attestre la qualitá di un servizio). I contenuti dove sono?

21/4/08 09:26  

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