lunedì, marzo 10, 2008

La blogocasta 



E se un giorno una società del gruppo Nielsen, decidesse seriamente di stilare una classifica dei primi 100 blog, ribaltando i parametri di Blogbabel? Questo provocherebbe un "grande sconquasso" negli equilibri relazionali di una blogosfera italica ancora non matura, in cui spesso si ricreano gli stessi meccanismi mediatici che hanno luogo in televisione, ma con una barriera all'entrata molto più bassa.

La classifica dei blog, oggi accettata da molti (ma non da tutti) come "proxi" di un parametro sintetico di webreputation, provoca dei comportamenti innaturali da parte di persone che vogliono difendere il loro status di appartenenza alla "blogocasta" e di altri che aspirano a farne parte.

Si affianca oggi ad un esercito di persone che agogna di far parte del rutilante mondo televisivo, un gruppo molto meno numeroso, ma non meno determinato che aspira ad emergere in rete. Questo è ovviamente legittimo fintanto che l'eccesso di narcisismo, non crei anche eccesso di "rumore".

L'ossessione per le classifiche, spesso snatura i comportamenti di alcune persone in rete e fuori rete, esattamente con le stesse dinamiche di ricerca di visibilità sui rotocalchi rosa da parte delle aspiranti starlette.

Non posso non essere d'accordo con Gianluca [minimarketing] Diegoli quando scrive:

"Per certi versi la blogosfera riproduce in scala 1:1000 meccanismi e dinamiche mainstream, ... e tende anche a 'difendersi' dai nuovi entranti sul mercato, cercando di porre barriere all'ingresso.
Anche il mondo mainstream dei blog, come nello starsystem, agonizzera' presto , sbriciolato dai social network e dalle nicchie. Insomma, tempo sprecato. E' inutile cercare di diventare delle microstar generaliste, forse ha funzionato in un periodo in cui 'avere un blog' era gia' di per se' una nicchia...

In tv come in rete, la vita dei tronisti è molto breve.

Update: Gigi Cogo, ha già avuto modo di riflettere sul tema.

13 Comments:

Blogger catepol said...

Ottimo l'esempio, dato che son stata appena detronizzata a causa del pagerank (quindi non per le dinamiche della classifica BB in sè ma per la variazione di uno dei parametri monitorati, parametro quantitativo e dipendente da Google e solo da quello).

In realtà i lettori via feedburner aumentano sempre, le pagine viste anche. I link in ingresso pure.
Solo che se fino a ieri potevo entrare a far parte del cluster eventualmente preso in considerazione da chicchessia, oggi no.

La cosa è interessante a ragionarci su.

10/3/08 10:47  
Blogger TGroup said...

Maurizio le classifiche non sono un parametro che le Aziende, nel settore manifatturiero per esempio, tengono in considerazione.
Le persone vengono pesate ancora per le competenze, conoscenze, esperienza, abilità e il "sociale" ecc.
Sul fatto del "ragionarci" molti non sono delle blogstar ma per il peso che hanno, possono cambiare con loro decisioni le sorti di molte persone.
Due pesi diverse misure, ognuno contribuisce nel suo piccolo ma deve essere giustamente pesato ( un consulente informatico di una micro-società anche se alto in classifica, resta pur sempre un consulente informatico ).

10/3/08 11:53  
Blogger Maurizio Goetz said...

Ma certo, sono assolutamente d'accordo. Ho scritto questo post, perché alcuni consulenti che invitano le aziende ad aprire un blog e chiedono loro di far parte della "grande conversazione", non affrontano tutti temi relativi alla blogosfera, anche quelli scomodi.
Visto che sono stato critico nei confronti del mondo delle agenzie di comunicazione, nei confronti di certe aziende, non mi sentirei onesto se non facessi altrettanto anche parlando del "mondo della rete". E', come dice qualcuno, un atto dovuto. Anche questi sono temi della comunicazione da esplorare.

10/3/08 12:01  
Anonymous markingegno said...

Temo sia ottimistico dire che "i tronisti avranno vita breve". Il singolo tronista probabilmente si, ma il "sistema dei tronisti" e' ben piu' difficile da debellare.

Come hai detto, siamo solo all'inizio di una riflessione su questo tema.

10/3/08 13:16  
Blogger Baldo said...

Ma la "nicchia" è data dal fatto che un blog tratta solo di un determinato argomento o dal fatto che lo leggono in pochi? Secondo me la prima. E sono anche dell'idea che a lungo andare i blog più letti saranno quelli fortemente settoriali. Fermo restando che se uno scrive cose al solo scopo di farsi leggere de aumentare il pagerank va poco in là. Chi era quell'americano che diceva che le azioni hanno successo solo se c'è della passione dietro? sto invecchiando, stasera vado a rileggere:)

10/3/08 13:20  
Blogger Maurizio Goetz said...

Si Donato, parlavo del singolo tronista. Ma se la visibilità è sempre più effimera, non vale la pena di creare qualcosa di socialmente utile?

10/3/08 14:05  
Blogger Giovanni Gog said...

A mio parere è INUTILE e fuorviante contrapporre il generalismo alle nicchie.
La strada verso l'UTILE sociale non può che passare per il disinteresse assoluto di essere letti commentati visti parlati votati o quant'altro.
In due parole: zero audience.
L'alternativa è ricadere nella vecchia logica della televisione dove i prodotti di successo sono quelli che tanto piacciono alla "massa", con rispetto parlando per la stessa ...
Ad esempio, anche qua qualcuno in cerca di visibilità potrebbe opinare che esprimo la mia opinione con interesse polemico.
E scatenare una blogbaruffa che non ha niente di diverso e innovativo rispetto a quella di un reality televisivo.

10/3/08 14:28  
Blogger Gigi Cogo said...

Eccomi,
dopo averti inserito nella mia cartella "conversazioni" su Google reader (ringrazio Catepol :-), ti segnalo un po ' di coda lunga.
Ancora tecnica e organizzativa, ma che offre, IMHO, degli spunti.
http://webeconoscenza.blogspot.com/2008/03/la-reputazione-on-line.html

10/3/08 15:19  
Blogger Maurizio Goetz said...

Giovanni,grazie di aver riportato la conversazione dentro i binari. Infatti il problema non è tanto il tema generalista/nicchia, quanto l'influenza eccessiva delle classifiche nei comportamenti in rete. Non ho nulla contro la ricerca di visibilità, la trovo legittima se è sana, quello che non capisco è l'atteggiamento di chiusura, come se ci fossero delle posizioni da difendere. La blogosfera italica non così aperta, le classifiche sono strumenti utili, basta non lasciarsi condizionare troppo.

10/3/08 15:22  
Blogger lucacomello said...

Maurizio, grazie per la visita al mio blog e per l'interesse. Ho dato un'occhiata al tuo.
Tutto il mondo delle classifiche è proprio un esempio perfetto di quanto il pensiero analitico influenzi tutta la nostra cultura. Una cultura dei best-seller, di libri che regalano la ricetta per vincere, le regole per affermarti, le best practice.
Ma... la vita è un po' più complessa. E c'è bisogno di un salto di paradigma. C'è bisogno di approccio sistemico, c'è bisogno di racconto e senso. C'è bisogno di un'ecologia delle nicchie e della diversità.
Luca

10/3/08 16:17  
Blogger Giovanni Gog said...

Le classifiche non mi sembrano un problema: le leggi solo se ti interessano.
Ce l'ho invece proprio con la ricerca di visibilità ... scusami.
L'utile sociale, collettivo, non sempre coincide con quello individuale.
A me sembrano utili socialmente i quadri di Van Gog: quando era in vita non ne ha venduto nemmeno uno.
Non per questo ha smesso di dipingere.
La vera arte e la vera scienza la fai per te stesso, quello che il pubblico vede è solo un riflesso.
E prima ancora si sentirci autorevoli perchè abbiamo tanti commenti dovremmo ricordare che lo stesso Einstein non avrebbe scoperto nulla senza i suoi predecessori.
L'arte e la scienza, che la rete permette di condividere, nascono da un bisogno profondo, misterioso, da una sfida.
Mai da un bisogno pubblico.

10/3/08 18:14  
Blogger Maurizio Goetz said...

Come potrei dissentire Gigi? Credo tuttavia che sia possibile creare modelli win win in cui obiettivi individuali e obiettivi sociali si possono armonizzare. Anche nel caso delle aziende internazionali gli esempi non mancano: progetti di neomecenatismo, comunità di ricerca come Innocentive, e via discorrendo. La visibilità è solo un meccanismo motivazionale non mi preoccupa più di tanto, peggio sono coloro che si riempiono la bocca di concetti legati all'economia del dono e poi ti offrono regali "socialmente poco utili". Mi piacerebbe parlare anche di questo.

10/3/08 18:27  
Blogger gianandrea said...

Credo che se scrivi cose interessanti, con passione e onestà, i lettori arrivino comunque. Infine, credo che sino a quando non ci si smarca dalla quantità per la quantità, i "furbetti der quartierino" (non si può non citare qualche battuta del più grande comico degli ultimi 20 anni, Ricucci da Zagarolo) trameranno per le classifiche

13/3/08 10:05  

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