mercoledì, novembre 14, 2007

Strategie svuotate 

Ho dedicato un post alle parole svuotate, che ritengo essere uno dei maggiori problemi di quest'era dell'ipervelocità.

Ho provato un vero senso di fastidio, questa mattina, nella lettura dei settimanali e mensili specializzati, che trattano temi del marketing e della comunicazione. Amministratori delegati di agenzie di comunicazione e centri media che ripetevano i "mantra del cambiamento". Frasi fatte, già dette, già pronunciate e già sentite in conferenze, in blog, libri, interviste e via discorrendo.

Non che i concetti non siano importanti, al contrario, ma se i temi vengono affrontati in modo superificiale rischiano di essere controproducenti. Interattività, collaborazione, coinvolgimento, sono mondi da esplorare. In aula dedico solo al concetto di interattività non meno di due ore, a quello di collaborazione almeno sei.

Siamo tutti presi dal quotidiano, ma se vogliamo continuare a creare valore, dobbiamo dedicare il giusto spazio alla riflessione.

Non partecipo volentieri alle tavole rotonde o a convegni in cui occorre essere brevi. In venti minuti non si può che creare una suggestione, ma occorre poi trovare degli spazi in cui approfondire.

Ogni concetto ha mille risvolti, si differenzia in funzione del contesto, dei modi e dei tempi Se non si trova quindi il tempo necessario per comprendere e applicare si rischia di progettare strategie svuotate.

Apriamo un blog, facciamo un concorso, sponsorizziamo un gioco on line, sbarchiamo su Second Life. Tutto bello, ma come, per chi, quando, con quale finalità?

Ho molto rispetto di quei marketing manager che si prendono tempo per comprendere. La loro non è esitazione o scarsa capacità di decidere. Ho conosciuto manager di società multinazionali che mi hanno più volte detto di non utilizzare nuovi mezzi fintanto che non ne hanno compreso il valore per i propri clienti.

Servono spazi di approfondimento che siano diversi dal pitch di vendita, per questo ho partecipato molto spesso a steering comittee, in cui si affrontano i problemi e si cercano soluzioni creative. Questo non lo può fare chi ha in testa l'obiettivo di vendere un prodotto, una soluzione, una campagna.

Ci sono aziende che rimangono costantemente indietro, ma ce ne sono altre che corrono a vuoto.

L'immobilismo è deleterio, ma la costante fuga in avanti un suicidio.

L'immagine è di Lady of War

1 Comments:

Anonymous Matteo said...

Magari queste persone, quando sono nelle loro agenzie, dedicano ore e ore al ragionamento di un concetto. Così come tu fai durante le tue lezioni.

Il fatto è che siamo tutti dei gran chiacchieroni. Siam qui che sognamo coi nostri blog, abbiamo le nostre "visioni".
Il che va bene, è divertimento, diletto. Crescita personale.

Ma dimmi un posto in Italia dove comunicazione e innovazione viaggiano di pari passo.

E' una guerra tra poveri. Arranchiamo tutti attorno al magro bottino.
E chi afferra il pezzo più grosso... se lo tiene ben stretto.

"Notre vie est un voyage
Dans l'Hiver et dans la Nuit
Nous cherchons notre passage
Dans le Ciel où rien ne luit"

14/11/07 23:08  

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