lunedì, ottobre 08, 2007

Altri termini sulla reputazione e blog 

Le discussioni che mi vedono coinvolto in rete sul concetto di reputazione e social media mi impongono di dovere fare chiarezza su tre termini: integrità, indipendenza e trasparenza. Sono termini complessi, tra loro strettamente legati.

Accettare del denaro per parlare in modo occulto di un prodotto sul proprio blog, tradendo la fiducia dei propri lettori che credono di leggere un'opinione personale è mancanza di integrità. Aggiungo, meretricio.

Integrità, significa rispettare con i fatti comportamenti etici, conversare in buona fede, non compiere per qualsivoglia ragione attacchi personali strumentali, ma limitarsi ad una discussione civile, anche se aspra, portando avanti le proprie ragioni.

Essere indipendenti nel caso di chi ha un blog, significa dal mio punto di vista, scrivere e partecipare alle conversazioni senza condizionamenti.

Un blog che si unisce al coro, perchè vuol far parte di un gruppo, non fa nulla di male, solo che non è indipendente davvero. Non è indipendente nemmeno chi utilizza la polemica o l'attacco come strumento di visibilità personale. Spesso una parte della blogosfera soffre della "sindrome del Rotary".

Essere trasparente significa evitare i conflitti di interessi oppure renderli palesi. Se l'obiettività è un termine molto difficile da rappresentare, concetto che spesso rasenta l'utopia, occorre prendere atto del fatto che quasi tutti hanno un'opinione o una posizione, ma quando queste tendono a difendere degli interessi che non vengono rivelati si agisce in modo ingannevole nei confronti dei propri pubblici.

Ci tengo a dire che la reputazione è sempre il frutto di una percezione. Nessuno può e deve dire a qualcun'altro come deve gestire il proprio blog, sia chiaro, ma se viene utilizzato professionalmente è giusto che si sappia che la mancanza di trasparenza può creare dei problemi di reputazione.

Non si può certamente piacere a tutti, ogni blog ha i suoi pubblici e nessuno è obbligato a leggere o frequentare un blog che non gradisce. E' tuttavia importante essere consapevoli che nel caso di aziende, lo ripeto, la reputazione è un asset, che ha quindi effetti economici, anche se non sempre monetari.

La progettazione di un codice etico del blog è da considerarsi pertanto solo come uno strumento di potenziale risoluzione di conflitti in modo preventivo e nulla di più. Si può essere poco integri anche con un codice etico, alla fine è vero, sono solo i comportamenti che contano, ma creare un codice non costa nulla, perchè non farlo?

Chi opera nel marketing, nelle pubbliche relazioni o in pubblicità, in modo professionale ed etico, spesso si vede oggi costretto a chiarire cose che dovrebbero sembrare ovvie, questo perchè a causa di abusi, degli eccessi di un marketing predatorio, di una pubblicità invasiva, si confonde il marketing con le markette, le pubbliche relazioni con l'adescamento, la comunicazione pubblicitaria con lo strillonaggio.

Ne vogliamo parlare?

L'immagine è di Grey Stone FC

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