martedì, gennaio 31, 2006

Quello che le ricerche spesso non dicono 

Che dramma scoprire dopo aver investito tanto che il tuo brand è estremamente visibile, ma che risulta antipatico.

Ma le ricerche lo dicono o cercano di indorare la pillola per non perdere i clienti?

4 Comments:

Blogger Giorgio Soffiato said...

..e pensare che forse sarebbe meno costoso produrre risultati migliori piuttosto che correggere con imbarazzanti toppe i fallimenti ex post..
giorgio.soffiato@gmail.com
http://ilmarkettaro.blogspot.com

31/1/06 17:13  
Blogger Maurizio Goetz said...

Il problema sorge quando le ricerche vengono utilizzate per motivare scelte già prese e non come strumento informativo. In questo caso la colpa non è certo del ricercatore.

31/1/06 17:56  
Blogger fede said...

è vero, spesso i ricercatori, polverosi e accademici, non danno risposte certe. Strano perché sono interpellati proprio per questo...

il caso che citi è per noi abbastanza familiare, avendo in monitoraggio una marca che nell'ultimo periodo è cresciuta a tassi irripetibili di awareness, diventando il primo brand del mercato in pochissime settimane di airing. Purtroppo, però, sotto quella notorietà crescente le propensioni seguivano traiettorie inverse: la metà della notorietà acquisita era da buttare. Le ricerche, in questo caso, l'hanno detto, in tempo reale, e il cliente ha reagito immediatamente con codini agli spot, nuove promozioni, ect.

Per questo dobbiamo anche essere onesti: dipende molto anche dalla capacità e volontà di reagire degli interlocutori che abbiamo. Non di rado capita che un 5% di intention to buy alla fine non sembra niente male... se un cliente, che conosce il mercato, ti dice che quel 5% garantisce comunque un buon livello di profit, o che comunque era l'obiettivo iniziale quello di cogliere piccole nicchie evolute della società... cosa puoi rispondere?

2/2/06 09:26  
Blogger Maurizio Goetz said...

Fede, hai sicuramente ragione tu, spesso il cliente certi "dati" proprio non li vuole accettare o li interpreta in modo soggettivo. In questo caso non è certo colpa del "ricercatore".

2/2/06 16:59  

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