lunedì, gennaio 30, 2006

Dove si impara il marketing? 

Dove si impara il marketing oggi? Bastano i corsi universitari o devono essere integrati? Come progettare la formazione permanente di marketing?

Sono domande a cui sto cercando di rispondere con una serie di progetti di formazione su cui sto lavorando.

Anche i responsabili marketing più esperti si stanno rendendo conto che tante cose stanno cambiando sotto i nostri piedi. Vogliamo fare qualche esempio (per nulla esaustivo) in ordine sparso?
  1. La definizione degli obiettivi di marketing
  2. La progettazione dei contenuti di marketing
  3. La costruzione del marketing e dell'advertising mix
  4. L'utilizzo delle tecnologie digitali per la comunicazione di marketing
  5. Le metodologie per la misurazione delle campagne di comunicazione
  6. La progettazione di un brief per le campagne integrate
  7. L'evoluzione della progettazione di un sito web
  8. L'analisi dell'usabilità dei touch point
Forse è di consolazione sapere che queste domande se le stanno ponendo tanto le imprese quanto le loro agenzie di comunicazione.

Occorre essere umili e avere il coraggio di rimettersi a studiare con tanta determinazione e impegno, l'obsolescenza delle competenze è sempre più veloce.

L'aggiornamento costante è questione di sopravvivenza. A tale proposito suggerisco la lettura dello studio di Henrik Schneider, sull'obsolescenza delle proprie competenze causate dal rapido sviluppo dei cambiamenti dell'ICT perchè è molto pertinente.

3 Comments:

Blogger Giorgio Soffiato said...

Salve, scrivo per la prima volta in questo bel blog anche se frequento ninjamarketing e altri siti similari. Sono laureato triennale in marketing e gestione delle imprese e frequento la laurea specialistica in marketing e comunicazione università Cà Foscari Venezia, ah, mi chiamo Giorgio Soffiato :-) All'università, anche dove si fanno corsi approfonditi di internet marketing, strumenti operativi per le decisioni, data mining etc.. manca comunque un tocco di operatività e sono totalmente assenti nozioni di marketing creativo, cosa che uno per completare la sua formazione deve cercare nei blog e nei siti con pazienza e passione. Credo però che il rovescio della medaglia del self-made-man o di chi viene da studi di psicologia/filosofia sia la mancanza (beato lui) di quella cultura dei numeri che una facoltà di economia può dare. Le analisi statistiche e matematiche sono odiose e a me incomprensibili ma l'importanza delle tecniche del database marketing rischia di essere una competenza chiave da non sottovalutare. A mio avviso oggi il marketing si impara in diversi posti, perchè non c'è più un solo marketing, e anche perchè il termine è piuttosto inflazionato. E' indubbio comunque che in questo campo senza formazione continua non si va da nessuna parte. Mi sembra che il mondo accademico soffra rispetto a internet di quelle leggei della compatibilità che regolano società e tecnologia (per farla brave la tecnologia va più forte della capacità delle istituzioni di recepirla e ogni tanto c'è una rivoluzione).. Giorgio

30/1/06 20:41  
Blogger Maurizio Goetz said...

Giorgio sono assolutamente d'accordo, non esiste un solo marketing ecco perché ho posto il problema della formazione. Come coniugare la creatività con il giusto rigore per i numeri? Come analizzare i casi senza rimanerne vittime? Oggi poi come fare marketing senza conoscere le opportunità delle tecnologie digitali (database,comunicazione interattiva sui mezzi che si stanno digitalizzando ecc.) Proprio perché non c'è più un solo marketing, non esiste nemmeno una sola formazione.

31/1/06 06:38  
Blogger Giorgio Soffiato said...

Eh già.. la sfida di oggi è davvero stimolante ma al tempo stesso complessa e sicuramente meritocratica. Nessuno può adagiarsi sui "gradi classici"; ad insegnare "le 4P" potrebbe essere oggi un docente di "storia del marketing", è necessario comprendere che il digitale arriva a modificare pesantemente i concetti di spazio e tempo, e in 20 anni si è fatto nel marketing quello che la produzione fordista ha fatto dalla rivoluzione industriale in poi. Mi rendo conto di posizioni un pò estremsite ma io credo che la più difficile delle sfide sia la "specializzazione nella globalità", essere cioè espertissimi di un tema riuscendo a non dimenticare come contestualizzarlo. Un esperto di comunità virtuali deve sapere di marketing strategico, operativo, relazionale, relazioni pubbliche etc.. la varibilità e l'indeterminazione attuale costringono ad essere pronti a salire sulla nave del vicino se l'integrazione degli strumenti lo richiede. Esiste un overload informativo importante quindi bisogna essere abili a scegliere anche le fonti di informazione, senza dimenticare le basi concrete (ho capito che, anche se il mio è un animo creativo e non matematico, spesso i numeri sono indispensabili a rendere più chiara una realtà complessa.. ma altre volte possono anche oscurare e complicare fatti altrimenti limpidi), bisogna capire il mondo che cambia e non è possibile non accorgersi che viviamo una rivoluzione che modifica i ruoli delle parti in gioco, le aziende devono ripensare il proprio ruolo di riduttori di costi di transazione perchè ora è tutto molto più facile, direi che dal problem solving bisogna passare al "value manufacturing". Insegnare tutto questo è molto difficile, credo percò che si possa aprire la mente e orientare gli orizzonti di chi, a qualsiasi età, vuole vederci meglio. L'economia della conoscenza non cambia le carte in tavola.. cambia la tavola! L'economia di base va ripensata in base a nuovi rapporti di forza e nuove leggi (il fatto che i file digitali non si consumino con l'uso non è cosa da poco, sarebbe come la "coca cola senza fondo"), e con essa va ripensata la struttura, anche del marketing a noi caro. Io direi che le basi da insegnare girano attorno a tecnologia, qualità, valore, promozione, knowledge management, reti. Ovviamente includendo le peculiarità del marketing che attraversa trasversalmente ognuno di questi ambiti. Sicuramente per pensare una cosa del genere bisogna cambiare dal basso la struttura creando qualcosa che nasca con questo focus perchè anche questa, nel suo piccolo, sarbbe una rivoluzione della formazione

31/1/06 12:59  

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