venerdì, ottobre 28, 2005

I banner 

Adesso che ci penso sono almeno quattro anni che non clicco più su un banner.

15 Comments:

Anonymous Perozzi said...

Una volta ogni tanto potresti, almeno per sostenere il mercato...

28/10/05 08:37  
Blogger Enrico said...

Perchè, vuoi dire che su quelle fastiodiose intrusioni nelle mia schermata, uno dovrebbe cliccarci ???
Ora, devo dire: passi per il banner "statico" che sta lì, mi guarda e attende che io decida; anch'io non ricordo di averci mai cliccato, na vabbè...

Ma quegli stramaledetti cosi che ti si piazzano in mezzo alla tua schermata, impedendoti di vedere quello che vorresti vedere, con la crocettina per chiuderli a volte abilmente dissimulata e tu sei lì che aspetti che si tolga di mezzo ??

Quella sarebbe interattività ? Dal punto di vista della comunicazione lo valuto un pelo sotto (non sopra) lo spam vai email o via commento sui blog.

Perozzi carissimo, scusa la provocazione, ma io con io con i banner ho sempre avuto un pessimo rapporto (colpa mia ?). Forse ti sembrerà paradossale, ma li ho sempre trovati poco "internettiani".
Dico , ma con tutte le infinite possibilità che il web offre per comunicare con i tuoi clienti, esitenti e potenziali, proprio a quello bisogna ricorrere ?

28/10/05 08:55  
Anonymous Perozzi said...

Ciao Enrico, era uno scherzo.

Fra l'altro nell'ultima settimana ho sentito da due operatori diversi (fra i maggiori in Italia) la parola "Rich Media" (che è quello che tu chiami "stramaledetti cosi che ti si piazzano in mezzo alla tua schermata") associata alle parole futuro, comunicazione, efficacia (il che mi ha fatto rabbrividire).

L'esperienza mi dice che più un banner è semplice, meglio funziona.

Come tu dici ci sono sicuramente mezzi più efficaci per comunicare con i clienti. Poi credo che ogni mezzo e formato (anche il banner) abbia le sue peculiarità, e se ben usato ti consente di generare risultati.

28/10/05 09:11  
Blogger Enrico said...

Li chiamano "rich media" solo perchè sperano di farci un sacco di soldi, non certi per la ricchezza di contenuti o per l'intelligenza dei modelli di comunicazione... ma questi geni del marketing, non danno un'occhiata a quello che succede realmente sul web ? Probabilmente è un problemino culturale. Di fonte alla blogosfera non sono assolutamente capaci di chiedersi "ma cosa significa questo ? Da dove viene ? " La prima domanda che si pongono è "Dove diavolo la infilo qui la pubblicità ?!"
Comunque sono convinto che è un approccio perdente. Almeno me lo auguro, di cuore.
Ciao

28/10/05 09:51  
Anonymous Perozzi said...

Hai ragione, è un approccio perdente come la maggior parte della pubblicità che vediamo in tv o sui giornali o nelle affissioni.

Più che un problema culturale (ma è anche quello) direi che è un problema di comunicazione...

28/10/05 10:07  
Anonymous Paolo said...

Vorrei capire, in buona sostanza: dal momento che qui allochiamo sul Web consistenti risorse per racimolare prospect, che incidentalmente hanno cliccato pochi milioni di volte (non sono tutti come Maurizio!!), se esiste un modo migliore per ottenere di piu' dandovi meno fastidio... beh, ditemelo e dimostratemelo, e parte del saving potrebbe andare a finanziare i vostri fantastici blog ;-)
Premetto che i click non li guardo nemmeno, e in carriera ricordo di aver utilizzato cio' che Enrico descrive (probabilmente un overlayer e non un banner) solo una volta: non era andata male, la concessionaria si era dimenticata di inserire il tasto "chiudi" e il CTR era schizzato al 16%. Credo che ancora oggi, in cui gli excel con i clickthrough dovrebbero essere sepolti, qualcuno sarebbe capace di prendere questa vicenda e portarla allo IAB per dire che "Internet funziona" :-) Alzi la mano chi non sente piu' dire da nessuno "questa roba performa di bestia, perche' fa un sacco di click"... beh, saro' sfortunato, ma nelle varie occasioni in cui esco dal contesto dei miei abituali fornitori e partner e rientro in contatto col resto del mercato, trovo ogni volta almeno una persona che se ne esce con una battuta simile. Forse abbiamo ibernato troppa gente nel 1999, e li stiamo risvegliando adesso.
Tornando a noi, cari Enrico e Maurizio, non abbiamo ancora trovato valide alternative all'interruption marketing: anch'io mi sono trastullato sui libri di Godin, quando il mio mestiere era la produzione di slideware. Avere la responsabilita' di generare numeri veri, su un'azienda vera, che sta utilizzando veramente Internet, e' ben altra cosa :-) Il permission marketing lo faccio anch'io, ed e' un'interessante nicchia di efficienza di tutte le attivita'. Nicchia, pero'.
E siccome noi poveri spender di Online ADV siamo costretti a fare interruption marketing, ossia utilizzare strumenti "push" (scusate il gergo da 1999), con tutta la fantasia possibile conosco solo banner e email. Non mi parlate di roba editoriale, text link etc, anche questo e' tutto carino, strategico ed estremamente utile, ma e' un'altra nicchia.
Domanda: stanno sbagliando i 10 big spender che procurano 1/3 degli investimenti pubblicitari, di cui il 54% e' ancora sbilanciato su banner e bottoni, oppure stiamo sbagliando noi bloggari, innamorati dell'aspetto estetico del Web marketing, piu' che del ROI? Mentre riflettiamo su questa domanda amletica, concludo: evitate di cliccare sui miei banner, non e' un problema... digitate pero' la URL a cui portano, o magari ditemi quale media offline e' piu' idoneo a riprendersi il budget shiftato sul Web :-)

28/10/05 14:31  
Blogger Maurizio Goetz said...

Un po' di sana provocazione ci vuole, come sapete tutti bene, io vengo dal mondo delle pianificazioni on line. Ho introdotto tanti elementi di innovazione di processo e mi scandalizza che qualcuno fa le stesse cose che io facevo nel 2000. Possibile che in cinque anni non si sia fatto un passo avanti? Ecco perché oggi lavoro sulla tv digitale, internet fatto così mi annoia. Web agencies e Centri Media, ritengono di non avere più nulla da imparare, mentre sono i clienti che lavorano sul mezzo tutti i giorni ad avere accumulato un'expertise straordinaria. Io lo so che si aspettano molto di più e hanno ragione perché le tecnologie lo consentono. Ci vuole solo un po' di discernimento.

28/10/05 17:29  
Blogger Maurizio Goetz said...

Caro Perozzi, cosa ne dici se il mercato invece sostenesse me come consulente creativo che porta ogni volta nuove soluzioni?

28/10/05 17:38  
Anonymous [m]m said...

io credo di avere una sorta di filtro mentale, non li vedo proprio. dove sono questi banner? cosa c'è scritto sopra?

28/10/05 22:28  
Blogger [mini]marketing said...

stavo scherzando. in realtà penso che l'unica cosa che funziona veramente al momento è il searching testuale, e molta parte dei click sono errori di mira del mouse...

28/10/05 22:31  
Blogger Maurizio Goetz said...

Poi le creatività che si vedono in giro, non sono certamente innovative, salvo rare eccezioni.

28/10/05 22:38  
Blogger Mascetti said...

creativita' inovative? costano un sacco di soldi, non funzionano una cippa e moltiplicano i tempi di produzione :-) meglio le vecchie gif che si muovono avanti e indietro, tipo dialer xxx

28/10/05 23:40  
Blogger Maurizio Goetz said...

Mi sono spiegato male, non alludevo ai rich media, ma ad una creatività specifica per il mezzo.Questione di testa non di budget.

28/10/05 23:48  
Anonymous Paolo said...

Non posso che condividere. Esempi?

29/10/05 21:35  
Blogger Maurizio Goetz said...

Si a decine e anche quelli che usate voi. Non è il banner ad essere sotto accusa, è uno strumento come un altro, va usato nel modo corretto.

1/11/05 16:46  

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