domenica, settembre 28, 2008

Brand Dissemination 


Ha ragione Clay Shirky, quando ci ricorda che le fonti di informazione non rappresentano più l'elemento centrale nel mondo dei media, quanto i "flussi di informazione", esattamente nello stesso modo in cui le campagne di comunicazione statiche, che hanno un inizio ed una fine, stanno per essere sostituite da un flusso continuo di comunicazioni, dialoghi e conversazioni, portate avanti da una marca con i suoi diversi interlocutori in rete.

Il singolo video virale, la singola idea creativa sono destinate a perdere valore di fronte alla creazione di valore che dura nel tempo.

La comunicazione di impresa è già da tempo entrata nell'era del post advertising e i pubblicitari, soprattutto quelli più illuminati, nonostante abbiano pienamente compreso che ci troviamo di fronte ad un periodo di grandi cambiamenti, continuano a ragionare utilizzando paradigmi che si stanno sgretolando come neve sotto al sole.

Le campagne di pubblicità assumono per un numero sempre maggiore di persone le sembianze di un marito che trascura la propria moglie e che per farsi perdonare acquista di tanto in tanto un mazzo di fiori, una scatola di cioccolatini e qualche altro pensiero dell'ultima ora. Allo stesso modo si organizzano concorsi a premi, giochi e promozioni il cui effetto nel tempo sarà sempre più breve.

E' molto più difficile essere presenti tutto l'anno. Più semplice solo negli anniversari, durante le feste e quando si ha bisogno.

Il nuovo vocabolario del comunicatore si arricchisce di nuovi termini come: brandflow, brandstreaming, living brands, social branding, brand bandwidth, che hanno in comune una visione dinamica, liquida, adattiva ed empatica della comunicazione di impresa.

Ross Dawson introduce il concetto di "Flow Economy"caratterizzato da un allargamento del concetto di medium.

"We are entering the media economy. The traditional boundaries of the media and entertainment industry have become meaningless. Today almost every business and social activity is a form of media. An increasing proportion of our social interactions happen across media channels. Every organization is now a media entity, engaged in creating and disseminating messages among its staff, customers, and partners to achieve business objectives. As the physical economy becomes marginalized and economic value becomes centered on the virtual, media encompasses almost everything. "

L'advertising continuerà nel prossimo futuro a crescere in termini di investimenti, ma il suo ruolo è destinato ad essere sempre meno centrale di fronte ad una molteplicità di modalità di comunicazione a disposizione di imprese ed organizzazioni che desiderano "comunicare in tempo reale".

Fonte dell'immagine

3 Comments:

Anonymous kiko hattori hanzo said...

ciao Maurizio, noi Ninja pensiamo che oggi l'advertising dovrebbe essere utilizzato a sostegno delle narrazioni che avvengono on e off line. Il problema è che ancora assistiamo a divisioni aziendali fra adv e progetti speciali.

29/9/08 00:32  
Blogger Maurizio Goetz said...

Penso la stessa cosa anche io, sono infatti i comparti stagni e la logica a silos a creare oggi i maggiori ostacoli al cambiamento.

29/9/08 06:55  
Blogger giuliana said...

d'accordo su tutto. temo però che la logica a silos sia dovuta alle caratteristiche del mercato dei media, che al momento, non essendo organizzato per una reale conversazione, non consente di ottenere i volumi di affari garantiti dal mercato tradizionale. oltre al problema culturale, coè, c'è al mmomento anche un problema economico-finanziario da gestire, ossia: dove stanno i soldi in una logica di narrazione?
(giusto per chiarire: io non sono d'accordo con questa faccenda, ma è quello che mi sento dire...)

29/9/08 10:59  

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