lunedì, giugno 02, 2008

Breve storia degli alibi nella comunicazione di impresa 


Basta aprire un qualsiasi manuale di comunicazione per leggere la frase di rito che li accomuna nella parte introduttiva.

E' impossibile non comunicare, si comunica sempre anche quando non si vuole.

La storia delle "grandi" imprese italiane (non si parla di dimensioni) è anche la storia della comunicazione italiana.

La storia non raccontata riguarda invece la miriade delle imprese italiane che non hanno, per una ragione o per l'altra, ritenuto importante comunicare.

Una delle possibili chiavi di lettura della storia della "non comunicazione" è l'analisi evolutiva degli alibi da parte degli imprenditori.

Prima fase 1950-1990

E' una fase che parte dalla ricostruzione del tessuto imprenditoriale distrutto dai terribili anni della seconda guerra mondiale. Sono anni di grande fermento in cui si creano tante nuove imprese di ogni dimensione.

Sono veramente poche le aziende che investono in modo strategico nella comunicazione di impresa. Ci vogliono circa trent'anni per uno sviluppo dei media e per la diffusione della cultura della pubblicità di massa.
  • L'alibi dell'accesso ai media - è quello degli imprenditori che avrebbero qualcosa di valido da proporre al mercato, ma che ritengono che l'accesso ai media abbia delle forti barriere all'entrata. Comunicare è troppo costoso, noi non ce lo possiamo permettere
Seconda fase 1995-2005

Sono anni di progressiva diffusione della cultura di marketing e della comunicazione di impresa, anche se moltissime imprese di piccole e medie dimensioni continuano a non interessarsi delle attività di comunicazione, che quando vengono effettuate, si riducono ad una brochure, un catalogo o alla presenza ad una fiera di settore.

Si diffondono strumenti di marketing diretto e la comunicazione diventa sempre più precisa anche grazie alle nuove opportunità offerte da Internet.

Cade l'alibi dell'accesso ai media, sono a disposizione delle imprese nuovi canali per comunicare, per vendere o per ascoltare, il costo non è più un problema; la pubblicità on line (ad esempio il keyword advertising) è alla portata di ogni impresa, grazie alla scalabilità degli investimenti, il marketing diretto diventa sempre più sofisticato ed efficace, ma richiede una cultura di marketing che molti imprenditori non hanno. Si continua a scambiare l'inserzione sulle pagine gialle e la progettazione di un sito vetrina con la comunicazione intesa come attività strategica di impresa.
  • L'alibi dell'accesso ai target - è quello degli imprenditori che delegano completamente le rare attività di comunicazione - Noi abbiamo già un sito, come tutti del resto e poi siamo presenti a differenti fiere di settore.
Terza fase 2005 ad oggi

L'evoluzione di internet in ottica partecipativa offre nuove opportunità per le imprese per comunicare direttamente con i loro pubblici senza intermediari.

Le imprese possono diventare content provider, produrre, aggregare e distribuire contenuti in rete, utilizzando proficuamente i Social Media per creare e rafforzare la loro reputazione on line.

E' possibile aprire un blog o un canale video, estendere la vita di un evento, distribuire on line le proprie slide, progettare e pubblicare nuovi formati, partecipare alle conversazioni, attivare il proprio network sociale, utilizzare nuove piattaforme gratuite per fare formazione alla propria rete di vendita.

L'alibi della connessione ai target - è quello degli imprenditori che vogliono mantenere il controllo della comunicazione - ma se poi parlano male di noi? Poi io queste cose non le capisco, sono troppo vecchio io.

Cadono molte barriere alla comunicazione, ma anche molti alibi, quali saranno i prossimi?

L'immagine è di Operators are standing by

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