mercoledì, gennaio 09, 2008

Pubblicità e Social Media 


Tutti sanno che cosa è la pubblicità, si tratta di una forma di comunicazione commerciale che ha delle caratteristiche specifiche:
  • ha degli obiettivi persuasivi
  • è inserita in spazi a pagamento (sui cosiddetti "paid media")
  • si prefigge di catturare l'attenzione nel breve tempo di esposizione di un messaggio
  • viene "presentata" ad utenti che stanno facendo altro (tranne quella sui motori di ricerca)
I Social Media, da qualcuno definiti, earned media, hanno delle caratteristiche del tutto diverse dai "paid media".
  • l'esposizione dei contenuti all'utente è allo stato attuale gratuita, non costa nulla ad esempio pubblicare un contenuto video su un servizio di videosharing o aprire un blog
  • non ci sono limiti di spazio (si possono comunque pubblicare più contenuti video o aprire più blog)
  • si supera il concetto di "campagna di comunicazione". Aprire ad esempio un blog significa instaurare un dialogo permanente
Tutto questo solo per dire che per loro natura, i Social Media, non hanno tutte quelle caratteristiche limitative dei "paid media", quindi è logico domandarsi, quale sia il senso di utilizzare le "logiche pubblicitarie" all'interno dei Social Media, perchè limitarsi a comunicare "per slogan", quando si ha invece la possibilità di comunicare in modo più esteso, ricco ed articolato?

Alcuni"integralisti" hanno una visione pregiudizialmente negativa nei confronti della pubblicità sui Social Media, io non ho alcuna preclusione nei suoi confronti, sono solo scettico, mi limito a ritenere che sia poco efficace.

Inserire uno spazio pubblicitario sui Social Media è oggettivamente facile, è solo questione di bugdet, non richiede un confronto, comporta molti meno rischi di una conversazione, che costringe a mettersi in discussione, ma sarebbe anche profondamente sbagliato ritenere che advertising e comunicazione conversazionale siano fra loro in antitesi.

Non è possibile solo conversare, ci devono anche essere dei momenti in cui poter illustrare una visione di business, un prodotto, una filosofia e la pubblicità offre ancora grandi opportunità di creare e far crescere una marca. La cosa più difficile, a mio modo di pensare, è trovare un giusto equilibrio.

Sono fermamente convinto che il marketing possa tornare a creare valore, ma è indispensabile essere consapevoli che ci sono momenti e luoghi dove il marketing non deve entrare.

L'eccesso di marketing non fa bene al marketing e questo bisogna sempre tenerlo presente.

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