sabato, gennaio 19, 2008

Il portale italia.it cessa di esistere 


Si sta diffondendo in rete la notizia della chiusura del portale Italia.it

Non sono felice, perchè sono stati gettati via troppi soldi inutilmente, ma anche perché noi del progetto Ritalia non abbiamo saputo cogliere la grande opportunità che si è presentata.

Forse il progetto era troppo ambizioso, forse non abbiamo saputo motivare i partecipanti di RitaliaCamp a proseguire, sicuramente per quanto mi concerne, non vi ho dedicato abbastanza energie, ne sono consapevole.

Il blog è ancora aperto. Voglio credere che Ritalia possa oggi essere ripensato su basi più solide, perchè l'organizzazione dell'evento è stata una delle avventure più pazze, esaltanti che mi sia capitato di vivere e sono felice di avere avuto l'onore di poter incontrare quello straordinario gruppo di persone che ci hanno lavorato.

Se lo vorremo, potremo riprendere da dove abbiamo lasciato.

L'immagine è di Eddie Malone

15 Comments:

Blogger Marco Dal Pozzo said...

E' vero Maurizio, il RitaliaCamp è stato un'esperienza indimenticabile!

Ma si potrà riprendere davvero il cammino? Ed in che modo tu suggerisci questo possa avvenire?

19/1/08 15:50  
Blogger Maurizio Goetz said...

Non saprei, sono uno dei tanti partecipanti, sebbene abbia lavorato nell'organizzazione. Dipende da tutti noi.

19/1/08 19:04  
Blogger Antonio said...

il ritaliacamp è stato il mio primo barcamp esperienza importante, è vero un'opportunità che non abbiamo colto ma che non dovremmo perdere definitivamente ma riaccendere

19/1/08 20:14  
Blogger Davide Scalisi said...

".. nulla si crea, nulla muore, tutto si trasforma .."
Ricordate questo geniale pensiero ?

Credo che RitaliaCamp sarà inevitabilmente un ponte verso altre esperienze e sperimentazioni.

Solo questo è il cammino dell' innovazione .. il coraggio di sperimentare, con passione.

Il portale Italia seguirà la sua storia non vi preoccupate. Arriverà dove deve arrivare, anche grazie a questa esperienza.

La riflessione che va fatta è più generale credo, sul come scardinare gli alti meccanismi che hanno portato al fallimento di questa prima fase della sua vita.
Solo questo consentirà di non ripetere l'errore.

Noi continuiamo su questa strada, andiamo bene :-)

PS domanda : possiamo secondo voi intraprendere una causa per danni all'immagine dello Stato verso i responsabili del progetto e del governo ?
Se voi ci state, lanciamo una colletta ed intentiamo la causa.

Che dite ? Magari non se ne cava un ragno dal buco, ma almeno con 5 euro ci togliamo la soddisfazione di far tremare le sedie su si posano queste intelligenze...
e questo forse potrebbe accelerare il processo di riedizione del portale, magari inserendo il concetto di "produzione partecipativa" nella nuova progettazione.

Pensateci .. io ci sono ..

19/1/08 22:18  
Blogger AAA Copywriter said...

RitaliaCamp non aveva le premesse per funzionare. Come tutti i movimenti del genere è un accozzaglia di persone ben intenzionate ma male organizzate e poco motivate. Confesso che l'ho seguito poco, per mancanza di competenza e per il pochissimo tempo disponibile.

IMHO, ci vuole un gruppo di lavoro serio, un project manager capace di motivare e partecipanti disponibili.

Alex

20/1/08 09:26  
Blogger Maurizio Goetz said...

Davide e Alex state dicendo la stessa cosa. Per un progetto serio ci vuole sempre un project manager ed un gruppo competente e coeso. RitaliaCamp è stato organizzato in fretta, io avrei voluto più tempo, ma avremmo perso il momentum. E' stato un evento importante che ci ha dato molto e da cui abbiamo imparato molto anche per gli errori commessi.
I movimenti collaborativi sono molto utili per la condivisione delle idee, sulla co-progettazione collaborativa abbiamo ancora tanto da imparare.

20/1/08 10:57  
Blogger Lorenzo said...

Scusate ma non credo sia un problema di partecipazione o organizzazione. Credo sia un problema di grammatica, di linguaggio, anche comportamentale. Mi spiego. Creare un gruppo dal basso che ridiscute delle scelte fatte a livello politico non incide se non trova un cavallo di troia. Quando si va a fare lobby bisogna imparare la lingua dell'organizzazione su cui si vuole incidere. Trovare degli alleati interni, portare l'istanza ai piani alti. Non serve a nulla sembrare dei ragazzini ben intenzionati che fanno chiasso. Ragazzi state parlando di una progetto che aveva coinvolto multinazionali, le quali vi osservavano con una certa apprensione, ma che, immagino, cercavassero di risolvere il problema Ritalia con le armi delle Pr. Il problema per loro non era strategico. Sono venuto un paio di volte e ho visto subito che a livello politico non si sarebbe concluso assolutamente nulla. Certo abbiamo una classe dirigenziale impermeabile a qualsiasi questione che viene dal basso. Ma il progetto Ritalia, a mio avviso, non aveva nessuna chance di incidere. Può essere stata una buona occasione per incontrarsi, vedersi e discutere. Tutto quà. Mi sembra un po' il progetto politico dei trentenni. Non basta partecipare e collaborare per cambiare la politica.

22/1/08 09:54  
Blogger Maurizio Goetz said...

Lorenzo ho letto il tuo commento con grande attenzione e credo che il tuo ragionamento ponga questioni a tre livelli

1) E' vero che Ritalia non è servita a nulla?

Personalmente ritengo che non sia vero e che il suo ruolo lo ha avuto e maggiore di quanto si possa pensare, altrimenti non sarebbero venuti a RitaliaCamp rappresentanti esponenti politici (in incognito)ed esponenti del progetto Italia.it -

2) E' in grado Ritalia di incidere sul futuro della comunitazione turistica del sistema turistico Italia?

Il discorso come giustamente fai notare è su due livelli, politico e progettuale. E' evidente che su entrambi i fronti sarebbe necessario un ulteriore lavoro, di cui non posso scrivere in poche righe di commento.

La tua analisi è comunque corretta a mio modo di vedere.

22/1/08 16:45  
Blogger Davide Scalisi said...

"Non basta partecipare e collaborare per cambiare la politica" .. e tu cosa consigli allora ? .. stare a guardare ?

Io credo che l'iniziativa ed il dibattito abbiano contribuito sostanzialmente almeno alla chiusura di quell'obbrobrio. Quindi non è che non è servito a nulla.
Riguardo alle iniziative dal basso che non vengono ascoltate, la colpa è solo nostra, dei cittadini tutti, che dicono "tanto non cambia nulla".
Sul fatto che sia mancato qualcosa è evidente, ma non riesco a capire cosa intendi per cavallo di troia.

22/1/08 16:49  
Blogger Maurizio Goetz said...

Vediamo di tirare le fila di questa interessante conversazione. Gli aspetti sono diversi per quanto concerne Ritalia:

1) protesta e sensibilizzazione. E' stato un successo, ma oggi il portale Italia.it è stato levato è c'è un vuoto da colmare

2) costruzione di un dialogo con la politica. E' evidente che Ritalia deve evolvere da questo punto di vista

3) progetto
come sopra

Lorenzo non dice che bisogna stare a guardare, ma che sia necessario elaborare un progetto più "sofisticato" (ho capito bene?)

22/1/08 17:13  
Blogger Davide Scalisi said...

Si lo so che Lorenzo non voleva dire questo :-) era una provocazione per capire meglio cosa intedesse.

Per il proseguimento dell'iniziativa io propongo una petizione online, strumento già ampiamente utilizzato con discreti successi ..
il tutto si risolve nel fare una proposta precisa credo sulla base delle esperienze ..

22/1/08 18:49  
Blogger Lorenzo said...

Immaginavo il mio commento avrebbe alzato un piccolo vespaio.
No Davide non bisogna stare a guardare. Lo dico con cognizione di causa, c'ho sempre provato in prima persona. Ed è per questo che non credo basti l'idealismo per andare avanti.
Per Maurizio: Ritalia è servito eccome, ma forse non per l'obiettivo posto all'inizio. Ripeto riuscire a portare alcune istanze in alto nel governo è praticamente impossibile, ma qualche piccolo spiraglio c'è. Il progetto Ritalia potrebbe servire per sensibilizzare su alcuni temi chi del web non sa praticamente nulla. Ed è questo che si dovrebbe fare. Fare lobbying. Anche perchè invece che commissionare un progetto del genere a una grande multinazionale se si facesse coinvolgendo le realtà locali si darebbe un forte riconoscimento economico e sociale agli attori locali. Fare lobbying comporta di più che fare un progetto e presentarlo ai media, comporta quasi la creazione di un'associazione di settore, che sia riconosciuta "formalmente" dagli attori di quel settore; Un'organizzazione che riesca a dialogare con chi conta a Roma, ecc ecc.
Una cosa bellissima, cmq, vedo in questi eventi spontanei: grande passione. Credo che la passione sia uno degli elementi fondamentali per il successo di un progetto, oggi. Certo non l'unico, ma uno dei più importanti.

23/1/08 13:10  
Blogger Davide Scalisi said...

Nessun vespaio Lorenzo, si discute, chiarendosi, raccontandosi le proprie esperienze e le proprie sensazioni.

Per quanto riguarda l'dealismo, credo che qui nessuno ha detto che bastano i sogni a fare grande il mondo .. ma quello che mi ha meravigliato e che tutt'ora non ho capito è la tua affermazione "Non basta partecipare e collaborare per cambiare la politica" ..

è vero, non basta, ma insieme ai sogni ed alla passione (come tu giustamente sottolinei) credo siano più che sufficienti.

Cos'altro ci serve ? .. la sperimentazione sicuramente, per trovare i modo più corretti .. ma poi ?

un caro saluto
Davide

24/1/08 07:42  
Blogger Lorenzo said...

Ciao Davide. Appunto, io la prima sensazione che ho avuto quando ho partecipato al Ritalia è che non si sarebbe inciso per niente. Un buon meeting dove incontrarsi e fare cultura e nuove relazioni. Non basta l'idealismo per cambiare le cose. Ma se c'è è molto meglio. La mia affermazione voleva dire proprio quello. Non è sufficiente creare delle idee nuove perchè queste emergano nella politica mainstream. Non è sufficiente che 50 persone si incontrino per criticare un progetto governativo, perchè il governo cambi idea. Se fosse così il governo dovrebbe cambiare idea su tutto ogni 20 secondi. Bisogna dare tanta forza all'idea che si elabora e cercare di creare un peso politico a questa idea. Cosa che è mancata. Ma giudico senza vera cognizione di causa, lo ammetto. Cosa che non è assolutamente facile fare, soprattutto con una classe dirigente come quella che ci troviamo qui in Italia. La mia non è assolutamente una critica al Ritalia in sè, ma al suo scarso valore politico.
Cosa serve?? Sperimentazione, progettazione, elaborazione e poi un linguaggio adeguato [non si può sentire che si esulti per il crollo del portalone. Si è contro o a favore??? Definiamolo. Se si è solo contro sarò tutto ancora più difficile]. Poi si trova il ventre molle della politica e si trovano gli alleati adeguati che si facciano carico dell'istanza e poi si va su di gradino in gradino.
Scusa la modesta ipersemplificazione. Ma questo è a mio avviso.
Tu che ne pensi?

25/1/08 10:06  
Blogger Davide Scalisi said...

Penso semplicememnte che dovremmo formalizzare una proposta basata su 4 o 5 principi max ..
Una proposta che indichi la volontà del popolo delle rete su come gestire il prossimo step di ricostruzione.
Questa proposta diventa una petizione. Se ha abbastanza partecipazione, si costituisce un'associazione (senza scopo di lucro) che rappresenterà questo movimento. Questa rappresentanza deve essere centrale nel progetto di ricostruzione.

28/1/08 09:49  

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