lunedì, febbraio 12, 2007

A proposito di Terzo Mondo 

So che non è bello fare confronti tra Paesi, ma visto che è l'esercizio preferito dagli italiani lo faccio anche io.

Mi dispiace che il mio blog non sia letto da politici, sarebbe una grande occasione per approfondire i temi dello sviluppo di Paesi del Terzo Mondo come l'Italia.

Sono arrivato a Cape Town alle ore 5,45 (del mattino) con la South African Arlines, il capitano si è scusato, per l'anticipo di quindici minuti, (si ragazzi dell'Alitalia avete letto bene, ho scritto anticipo.)

L'aereoporto di Cape Town è abbastanza nuovo, ma è un cantiere aperto, lo stanno estendo per le prossime Olimpiadi.

Passo il controllo documenti un po' preoccupato perchè ci sono circa 150 persone davanti a me in fila, ma ci sono ben otto sportelli aperti ed il mio passaporto viene controllato in meno di tre minuti. L'addetta al controllo non parla italiano,ma mi da lo stesso il benvenuto in italiano e poi mi dice arrivederci.

Al ritiro bagagli la mia valigia mi viene riconsegnata in circa due minuti, è ovvio che il mio pensiero vada all'aereoporto di Malpensa, i cui tempi di attesa sono sicuramente molto diversi.

Questa volta abitiamo in centro, a poche centinaia di metri da Long Street, la via della vita notturna, in un loft molto bello e spazioso messo a disposizione da un amico di mio cognato. A destra si vedono i grattacieli, a sinistra il quartiere islamico che si caratterizza per i colori molto vivi delle case e per la presenza di due minareti.

Ci si accorge di essere vicino ad un quartiere islamico la mattina presto, quando verso le cinque (non ho controllato l'ora esatta) un muezzin annuncia l'alba. Nessuno è infastidito, perchè chi va ad abitare nei pressi di un quartiere islamico sa che quelle sono le tradizioni e le rispetta. Ci sono quartieri dove vivono tedeschi, ci sono alcuni quartieri ebraici. Ogni comunità vive liberamente le proprie tradizioni, in una città che ha vissuto l'Apartheid, ma che oggi cerca, non senza difficoltà, di diventare cosmopolita e multiculturale. Il mio pensiero va all'Italia in cui a gay, a coppie di fatto e a conviventi non sposati, si dice come devono vivere la loro vita privata e anche la loro morte, visto che ancora oggi sono cittadini di serie B.

Per scrivere questo post, ho preso a noleggio una Broadband Wireless Data Card, ma avrei potuto farne anche a meno, visto che ci sono almeno 8 wifi aperte.

Sono stato in Sudafrica circa otto mesi fa e l'ho trovata molto cambiata. L'Italia è invece rimasta la stessa.

2 Comments:

Anonymous Fabio said...

Devo ammettere che ti invidio parecchio! Sono anni che cerco di andare a cape town, spinto dalla passione per il wind surf, ma con tutti i casini di sempre sembra impossibile. Per quanto riguarda le differenze....non ho più parole da sprecare. Un abbraccio.

12/2/07 08:38  
Blogger AAA Copywriter said...

Non conosco il Sud Africa, ma dalle foto che hai postato, gli edifici ricordano molto il French Quarter di New Orleans...

Alex

12/2/07 10:58  

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