lunedì, febbraio 05, 2007

I fratelli Lumière ed il 2.0 


All'epoca dei fratelli Lumière, si andava al cinema a vedere il cinema.

A distanza di pochi anni, il cinema ha iniziato a sviluppare un suo linguaggio specifico e gli spettatori hanno cominciato a "selezionare le storie da vedere".

Scrivo questo, non perchè improvvisamente mi voglia occupare di cinema, ma perchè questo sta succedendo nel mondo della comunicazione digitale.

In un progetto di comunicazione digitale, la forma è molto importante, la grafica deve essere piacevole, ma mai a discapito della fruibilità dei contenuti. Questo è spesso molto difficile da spiegare ai clienti, soprattutto a quelli che privilegiano l'elemento grafico in un progetto.

Oggi gli utenti non vogliono un progetto bello ma inaccessibile, richiedono un equilibrio tra forma e sostanza.

E' stato gentile Massimo Crotti, a mandarmi in anteprima, la preview di Style.it come aveva preannunciato (non la pubblico per ovvie ragioni di riservatezza, il sito verrà presentato domani, purtroppo non potrò partecipare all'evento per impegni precedenti).

Il progetto del gruppo Condè Nast è la riprova che anche una società che si occupa di contenuti nell'ambito fashion, ha compreso che la fruibilità degli stessi è l'elemento più importante.

Oggi la gente va al cinema a vedere un bel film, esattamente come visita un sito per i suoi contenuti. La grafica fine a se stessa, la vogliono solo alcuni amministratori delegati, certamente non gli utenti.

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