martedì, luglio 01, 2008

The content was the king 


Si è sempre detto che il contenuto e la qualità della visione dei programmi sono due elementi centrali per la televisione generalista.

Non si può affermare che non sia più così, ma oggi contenuti e qualità di visione sono due condizioni necessarie ma non sufficienti per la competizione per l'attenzione dei pubblici.

Abbiamo visto recentemente come il contenuto anche quello più pregiato può diventare una commodity quando è disponibile su diverse piattaforme. I grandi content provider internazionali stanno vendendo i loro contentuti a chiunque sia in grado di pagare. Le esclusive sono solo alla portata della pay tv.

I broadcaster generalisti stanno tornando a produrre una maggiore quantità di programmi, non solo per poter disporre di contenuti esclusivi, ma anche per poter gestire i diritti secondari, quelli legati al web e alle altre piattaforme di distribuzione.

Perchè la tv generalista sta investendo così poco su uno degli elementi più importanti: la TV Experience?

Sky sta lavorando molto intensamente oltre che sulla programmazione anche sull'esperienza di fruizione dei programmi, mySky, Sky Hd, ne sono solo due esempi, per non citare il grande sforzo portato avanti da alcuni canali delle piattaforme Sky per la definizione di identità precise e riconoscibili (channel branding).

Mediaset, Rai e La 7 sono invece più indietro da questo punto di vista, nonostante siano ben consapevoli che la competizione si sposterà ben presto su alcuni aspetti su cui finora si è lavorato poco:
  • una migliore guida ai programmi (EPG), perchè è dalla qualità della guida che comincia l'esperienza televisiva (chi ha il digitale terrestre sa a cosa mi riferisco)
  • una decisa integrazione tra le diverse piattaforme attraverso ciò che viene definito extended tv experience, allargando ancora di più l'esperienza a supporto della programmazione.
  • l'attivazione e la gestione delle community televisive intorno ai programmi
E' proprio la progettazione della tv experience uno dei cavalli di battaglia delle piattaforme emergenti (IpTv e Web Tv).

Man mano che gli utenti passano più tempo in rete, diventano sempre più esigenti quando tornano a "guardare la tv", questo almeno, è il mio caso.

Sono un grande "consumatore" di contenuti generati dagli utenti, ma sinceramente non riesco a vedere più di cinque minuti della programmazione di Current Tv sul satellite. Dal mio punto di vista l'esperienza degli UGC senza la possibilità di scegliere i contenuti, commentarli, segnalarli agli amici è dimezzata.

La tv experience è la somma di tanti elementi, la qualità del contenuto, ma anche l'accesso allo stesso, l'usabilità dell'interfaccia, i gradi di libertà lasciati all'utente.

C'è solo una strada per progettare esperienze televisive memorabili, conoscere i propri pubblici. E' da li che occorrerebbe partire.

Fonte dell'immagine: Gerd Leonhard.

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ad un convegno ho sentito la frase: "if content is the king the platform is King Kong..." Frase tremendamente corretta visto che
chi ha in mano la "piattaforma", come Sky, riesce sistematicamente anche a migliorare di molto quella che tu definisci Tv experience. Sarò al solito di parte, ma non credo che questo "primato" sia imputabile solo al fatto che siano più "svegli" degli altri, mi sembra piuttosto che sia semplicemente perchè, essendo gestori di tutta la filiera, possono decidere come meglio far fruire i canali/contenuti.

Non mi stupisce poi che ti capiti di alzare un sopraciglio di disagio alle trasposizioni dei canali nati su internet e migrati su tv (o viceversa).
Tra il web e la tv c'è avvicinamento ma non sovrapposizione.. Il"contenuto" che svolazza da un media all'altro in copia incolla anche creativi ma più spesso spesso banalmente economici, non basta più a spiegare strani malesseri o improvvisi successi.
Vorrei tanto capire, (uno dei tanti punti di domanda che ho in testa) se esistono differenze di "attivazioni cerebrali" su uno stesso video fruito da media diversi. Se la variabile contenuto diventa costante e il risulto è invece diverso, deve significare per forza che "la piattafoma" parla anch'essa alle mie sinapsi. Chissà che la biometrica non ci spieghi il perchè di strani disagi percettivi.
Un abbraccio
pieranna

1/7/08 13:46  
Blogger Maurizio Goetz said...

Pieranna, ci sono tante domande a cui non ci sono risposte, perchè si parla di tv e non di chi la tv la guarda. Se i pubblici si stanno frammentando e hanno gusti sempre più diversi, non sarebbe il caso di conoscerli un po' meglio?

1/7/08 13:55  
Anonymous pieranna said...

Dipende da cosa intendi per "conoscerli".. Io sono stanca di categorizzazioni come per gli insetti al museo delle scienze.. e negli anni ne ho sentite di veramente fantasiose...
Credo sia oramai assodato che ogni individuo possieda gusti e particolarità tutte sue. E credo, no lo spero!, che non si arriverà mai a "conoscerci" così nel dettaglio tutti. (ma poi siamo sicuri che sia veramente necessario? Dopottutto, come diceva Bennato "sono solo canzonette")

Il ruolo di un editore tv che si pensa per forza quale "aggregatore di un interesse" è produrre la magia dell'attenzione.. e non sempre una grande "conoscenza reciproca" aiuta, lo sanno bene tutte le coppie sposate da qualche anno!
Non voglio dire che la tv non debba aprire un dialogo o che non sia necessario accorgersi dei nuovi gusti ed esigenze. Dico solo che il solo saperli non è la risposta defintiva alla creazione di contenuti/tv experience di qualità.

E' sempre bello parlare con te...
pieranna

1/7/08 15:04  
Blogger Maurizio Goetz said...

Cara Pieranna, la Rai sta riprendendo l'indice di qualità. Ricordo che quando ero bambino mi avevano intervistato sui programmi che preferivo, non è stata un'intervista telefonica, ma sono venuti di persona e mi hanno ascoltato. Quel giorno mi sono sentito importante tanto è vero che me ne ricordo ancora.
Non sono d'accordo con Bennato sulle canzonette in questo contesto. Credo che nel futuro contenuti e pubblici saranno sempre più legati. Pieranna come fai a creare un'esperienza per qualcuno che non conosci?

Se ti invitano ad un matrimonio e non sai niente della coppia, finisci con il regalare una cornice d'argento, così non sbagli.

1/7/08 15:20  

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