martedì, giugno 24, 2008

La sfida digitale per le agenzie di pubblicità 


Non ho mai compreso la vera ragione per cui le agenzie di pubblicità hanno fin dall'inizio avversato con tanta convinzione la comunicazione digitale.

A parte l'evidente cannibalizzazione del loro core business incentrato sullo "spot", c'è un gap culturale ancora molto profondo che non è ancora stato colmato.

Un interessante articolo di Idris Moote, dal titolo: Google is WPP, Omnicom and Publicis' Nightmare, contribuisce a chiarire le ragioni del rapporto conflittuale tra le agenzie di comunicazione e la rete.

The biggest problem in the industry is in the traditional media and old school ad agencies, there’s a serious talent and capability gap that no way can be filled, no matter how hard they try. Then there’s a big cultural problem as they are organized around creative directors. It is kind of a star culture; it is the opposite of the web. Our culture is not only collaborative and multi-disciplinary in nature.

The opportunity is in the digital. Asking old school agencies to do bring digital to the core is like asking a sushi chef to prepare steak tartar, you think there’s no cooking needed for both. It simply won’t work.

Non è forse una sfida l'ibridazione? Non è detto che un sushi chef non possa imparare a preparare una steak tartar se solo lo volesse, ma questo è tutto un altro paio di maniche.

Mai sentito parlare della cucina fusion?

1 Comments:

Blogger AAA Copywriter said...

IMHO, non è avversione, ma ignoranza. Come tutti, le agenzie fanno quello che sanno fare meglio. E basta. Innovarsi cosa fatica.

Alex

24/6/08 22:40  

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