mercoledì, febbraio 13, 2008

Un incubo terribile 


Sembra che Vanz, abbia avuto un incubo davvero terribile.

Ieri sera prima di andare a letto mi è ricaduto l'occhio su questo post di Mafe su Punto Informatico. Sarà stato il post, sarà stata la peperonata, fatto sta che ho avuto un incubo. Ho sognato che andavo a letto, mi addormentavo e il mattino dopo mi svegliavo in una città grigia e piena di gente con lo sguardo triste che non poteva avere quello che desiderava.

Era un sistema economico in cui il governo e vari poteri forti decidevano cosa i cittadini possono avere e cosa no. Se decidevi di uscire per comprare qualcosa, potevi solo presentarti, in orari imposti, in un negozio e sperare che avessero la merce che desideravi.

Spesso c'era un solo prodotto (se eri fortunato) che corrispondeva vagamente alle tue aspettative: non potevi sceglierne le funzioni, non potevi avere alternative basate sui tuoi bisogni reali. Potevi averlo di qualunque colore purché fosse nero.

Se desideravi qualcosa che non era disponibile in negozio ma sapevi esistere sul mercato, un commesso in divisa ti diceva con fare sgarbato e autoritario che non te lo avrebbe procurato.

Spesso dovevi fare la fila per pagare, e dovevi accettare che il prodotto che acquistavi avrebbe potuto essere rotto. In quel caso, non avevi la certezza che ti sarebbe stato sostituito. Se te lo facevi spedire a casa, non avevi la certezza che sarebbe arrivato.

Se volevi comprare della musica, potevi scegliere solo tra quella selezionata per te da un organismo preposto.Se volevi un film, non potevi averlo come era stato pensato e realizzato: lo potevi comprare solo doppiato, tagliato e rimontato dall'organismo preposto a decidere quale edizione del film era adatta al cittadino medio. Se volevi vedere un film nuovo, dovevi aspettarlo il tempo necessario perché le leggi e i negozi ti consentissero di acquistarlo: a volte anni.

Se volevi sapere se il film era bello o brutto, potevi fidarti solo dell'opinione del commesso autoritario. A sentire lui, i film erano tutti bellissimi.Non potevi confrontare i prezzi con altre offerte: tutti i negozi avevano più o meno gli stessi prezzi, nonostante tutti sapessero che quello stesso prodotto era disponibile sul mercato a prezzi nettamente inferiori.

Se volevi acquistarlo dovevi essere disposto ad accollarti costi che, in un libero mercato, sarebbero a carico dell'impresa.Era un bruttissimo sogno, era la negazione del mercato di libera concorrenza, era l'incubo di un'economia da socialismo reale.

Meno male che era solo un sogno.

L'immagine è di Joe Thorn

3 Comments:

Blogger Baldo said...

ma... non è vederla un po' troppo nera? se penso a 10 anni fa era peggio, fra qualche anno sarà meglio. Vero che si parla da tempo dell'importanza della personalizzazione del prodotto, del servizio/i al cliente, e le aziende sono spesso in ritardo su questi punti: ma almeno oggi si può scegliere il colore della Ford Focus :)
PS: la mia ragazza la Fiesta l'ha presa nera: quando non si vuol capire la modernità...:)

13/2/08 11:00  
Blogger Anonimo Mondo said...

Standardizzazione per economie di scala, laddove i margini si assottigliano.
Tendenza in atto in tutti i settori.
Preoccupa quando è spinta e con logiche mere di savings si banalizza indifferenziando tutto con il prezzo.
Se si misurarse non solo i savings, o margini, le Aziende valuterebbero attentamente le strategie di acquisto e vendita.
Le trimestrali sono un'arma da mass market molto pericolosa per l'utente finale.
Come quando citofona un venditore di azienda Ict per proporsi, e non lo informa che in quel palazzo sono già tutti cablati e Clienti.
Risorse sprecate che potrebbero essere allocate meglio per esempio in budget per una comunicazione on-line condivisa e pervasiva.

13/2/08 11:44  
Blogger Maurizio Goetz said...

Beh è una bella provocazione.

13/2/08 11:50  

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