mercoledì, ottobre 24, 2007

Il valore di una campagna di viral marketing 



Sono molto scettico sulle campagne di viral marketing come viatico per l'abbassamento del costo contatto. Non sono certamente originali le domande che mi pongo:
  1. E' qualificato il traffico generato dalle campagne di viral marketing non targetizzate?
  2. Se la risposta alla domanda precedente è negativa, perchè così tante campagne sono così generiche?
  3. Il traffico generato ha sempre valore? Come si può monetizzare il buzz?
  4. Il viral marketing è indicato per tutte le aziende/prodotti/target?
  5. Qual'è il valore centrale di una campagna di viral marketing, la sola trasmissibilità del messaggio è di per se un indicatore di successo?
Visto che in Italia accanto a validi professionisti ci sono i soliti improvvisatori, è utile offrire un chiarimento a chi si avvicina per la prima volta a questi temi (disclaimer, non progetto campagne di viral marketing).

Mi interesserebbe conoscere l'opinione di chi su questi temi si sta specializzando.

Sull'argomento c'è troppo "buzz". Se si analizzano le case histories di successo, ci si accorge, che il tema è più complesso di quanto si creda e che non ci sono mai scorciatoie. Ogni caso è sempre differente.

6 Comments:

Anonymous Martina said...

Ora non ho avuto il coraggio di iniziare a guardare la presentazione, vista la lunghezza (oltre 200 slides!), ma mi riprometto di farlo con calma. Grazie per averla postata. Devo dire che mi incuriosisce parecchio capire l'approccio al viral di Emakina. Hai visto la loro ultima campagna per Ing Lion? http://www.i-needtogo.com/

Venendo alle tue domande, personalmente ritengo che un brand debba innanzitutto realizzare azioni che vadano a toccare il suo target di riferimento. Poi, per forza di cose, spesso anche altri "fuori target" saranno esposti al messaggio e ciò non è per forza di cose negativo .
Fare il discorso contrario, e puntare alla massa con l'idea che nel grande mucchio ci sarà anche il mio target, mi pare errato. Soprattutto perché ora il viral marketing va molto di moda, e i consumatori sono esposti ad una marea di messaggi di questo tipo. L'attenzione comincia ad essere satura, dunque solo la rilevanza (e non sempre basta) può permetterci di farci notare e di far arrivare alle persone giuste il messaggio che dobbiamo comunicare.

Insomma, il mio consiglio per chi si avvicina al viral per la prima volta, è quello di non comprare dall'agenzia un'idea a scatola chiusa. E' sempre opportuno un atteggiamento critico per capire se quel tipo di proposta è davvero adatta al proprio brand ed al prodotto che si vuole promuovere. Insomma, il viral deve essere visto in un'ottica strategica, non solo tattica/modaiola.

Ops Maurizio, perdona la lunghezza!

25/10/07 13:05  
Blogger Maurizio Goetz said...

Assolutamente d'accordo Martina.
Credo che dovremmo comunque approfondire il discorso relativo a come si determina il target per una campagna di marketing virale.

25/10/07 13:50  
Anonymous Martina said...

Forse il punto è leggermente diverso: intendo, determini il target che per te è rilevante, e poi scegli di "colpirlo" con una campagna marketing di tipo virale. Vedo il viral come uno delle frecce nell'arco di un marketer. A seconda del target e dell'obiettivo della campagna si sceglie quale freccia scagliare o se scagliarne di più di tipo diverso. Tu che ne pensi?

25/10/07 15:20  
Blogger Antonio Morello said...

Può anche darsi che dipenda esclusivamente dal target.
Mi spiego: Le campagne di viral marketing, anche se a molti piace pensarlo (soprattutto a chi le "vende") non possono essere utilizzate per qualsiasi tipo di prodotto. Esso stesso di fatti dovrebbe essere originale. Una campagna viral utilizzata per un prodotto "old" ha enormi possibilità di fallimento in ogni caso.
Per quanto riguarda i prodotti che rientrano, invece, nelle nuove tecnologie e soprattutto che sono rivolti ad un target giovanile e quindi più avvezzo all'utilizzo dei "nuovi media", scagliare quella "freccia" (come la chiama martina) nella giusta direzione è senzaltro più facile e di più sicuro ritorno.

Forse mi sbaglio, mah!...

Saluti

25/10/07 17:28  
Blogger Maurizio Goetz said...

Credo che il focus oggi debba essere pluridisciplinare e a più livelli. Ti rivolgi a persone diverse, che utilizzano mezzi diversi, in momenti diversi e con ruoli diversi, per obiettivi diversi e devi comunicare loro cose diverse, ecco che non puoi che costruire un mix di comunicazione molto più ampio e profondo che in passato. Sto proprio lavorando in questi giorni anche sull'integrazione, che come sai bene è uno dei problemi più grossi. Oggi è molto difficile generalizzare così come costruire teorie buone per tutte le stagioni. E' quindi importante a mio avviso scomporre ogni problema in problemi più piccoli e verificare di volta in volta come armonizzare tutti gli incastri. Per molti è un gran mal di testa, io invece credo sia una sfida straordinaria.

25/10/07 17:34  
Anonymous Martina said...

Ehm, rileggendo il mio secondo commento mi sono accorta di essermi espressa male.

Non serve l'errata corrige, hai già espresso tu in termini più chiari ciò che avevo in mente :-) dunque mi limito a copiare & incollare :-)

E' quindi importante a mio avviso scomporre ogni problema in problemi più piccoli e verificare di volta in volta come armonizzare tutti gli incastri.

25/10/07 19:07  

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