giovedì, marzo 15, 2007

Dal citizen journalist al citizen activist 


Si dice che la blogosfera sia autoreferenziale, può essere vero, una buona parte di blogstar* ama ancora guardarsi l'ombelico e credere che se non postano per qualche giorno tutto il mondo se ne accorgerà.

Esistono tanti modi di intendere e "fare" i blog, che rendono estremamente difficile oltrechè profondamente errato fare di tutta l'erba un fascio.

C'è chi tiene blog professionali, chi scrive per passione, divertimento o per impegno civile.

Non è una novità il fatto che gruppi di persone si riuniscano, manifestino o organizzino raccolte di firme per cambiare una legge o per attirare l'attenzione su problemi specifici.

Oggi le tecnologie digitali collaborative consentono ai gruppi di discutere, organizzarsi ed esercitare un'influenza a livello esteso (locale, o globale che sia) grazie al tam tam mediale che internet permette di creare e amplificare.

Il progetto rItaliaCamp ne è un esempio.

Questa tendenza è in forte crescita ed è stata definita da trendwatching "Crowd Clout".

CROWD CLOUT: “Online grouping of citizens/consumers for a specific cause, be it political, civic or commercial, aimed at everything from bringing down politicians to forcing suppliers to fork over discounts.”

Come emerge nel report , è la specificità e la concretezza degli obiettivi oltre che l'utilizzo di strumenti digitali di comunicazione a contraddistinguere il crowd clout.

E' un'ulteriore manifestazione del crescente potere dei consumatori o cittadini, secondo come si vedono le cose.

4 Comments:

Anonymous Alberto Claudio Tremolada said...

Maurizio concordo ed è ormai pervasiva del mondo consumers e business.
Non ultima la polemica fra Club del Marketing e Klaus Davi, nata attorno risultati di indagini, sull'interesse per il pubblico versus l'advertaising ( con tanto di lanci Ansa ).
Il rischio concreto nel non cogliere i segnali ( anche deboli ) provenienti dagli stakeholders è fare la fine della "rana bollita" ( metafora, esperimento reale o teoria che sia ).
Frog Marketing?
Saluti.

Alberto Claudio Tremolada
alberto@bloggeraus.com

15/3/07 08:19  
Blogger Maurizio Goetz said...

non conosco la polemica Alberto, magari la vuoi raccontare brevemente?

15/3/07 08:41  
Blogger Antonio LdF said...

Beh già..non ne ho sentito parlare, ma in questi giorni sono poco documentato...

Beh Maurizio noi invece ci vedremo al ritalia Camp e stavolta presenterò pure qualcosa!

;-)

15/3/07 13:33  
Blogger MarketingPark said...

La "goccia che scava la pietra" non è un miracolo, è impegno che dà pure frutti. Senza il web sarebbe stato mai possibile?
Ovvio che a qualcuno stia un po' strettino...

16/3/07 10:29  

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