giovedì, gennaio 25, 2007

Nòva24 sul MarketingCamp 


Nòva24 ha pubblicato oggi un bell'articolo sul MarketingCamp a firma di Luca Salvioli, sotto quello di Luca Conti che descrive nella stessa pagina il BarCamp di Roma.

Molte persone sul blog e fuori, si sono interrogate, chiedendosi se ci sia qualcosa di nuovo in questo MarketingCamp. La domanda è più che legittima, vorrei dare la mia risposta.

Sotto il profilo strettamente organizzativo il Marketingcamp non è nulla di nuovo. Quello che c'è di nuovo è lo spirito con cui le persone hanno deciso di mettersi in gioco e confrontarsi. E' una novità la qualità delle conversazioni, il livello di apertura mentale, l'onesta dei discorsi, cose che raramente si possono trovare in un convegno.

E' nuova l'entusiastica adesione di professionisti che sentono la necessità di condividere senza ottenere nulla in cambio se non la condivisione stessa.

Lo scopo del MarketingCamp non è di inventare una formula nuova che non c’era, ma di creare un’occasione di incontro. Se non ci fosse stato il BarCamp non ci sarebbero stati gli stimoli culturali che hanno permesso di organizzare il MarketingCamp, la gente non sarebbe venuta . Non avremmo certamente trovato una banca che ci ospitasse senza avere alcun tornaconto, visto che non è mai stata nominata.

Il BarCamp sta diffondendo la cultura della condivisione anche negli ambienti dove c’è n’è poca. E’ quindi un’idea che è nata in rete e che abbiamo cercato di portare fuori. Nulla di più.

Il MarketingCamp verrà replicato, nuovi professionisti si incontreranno, le conversazioni produrranno nuove idee che verranno messe in circolo attraverso il web. A me basta solo quello. E' questa la novità.

Sono felice perchè se ne ha parlato Nova24 qualcosa avrà pure significato.

10 Comments:

Blogger Roberto Dadda said...

Messo così sembra una interessante tavola rotonda e di tavole rotonde senza fini di lucro o di pubblicità se ne tengono tante.
Il motivo per il quale sono nate incomprensioni è am io modo di vedere duplice.
Prima di tutto la cosa era stata lanciata da marco come se fosse qualche cosa di speciale ed è inevitabile che tutti si aspettassero qualche cosa di diverso.
Il fatto poi di mettere il suffisso "camp" a qualche cosa che della "liturgia" del camp non ha nulla tende a confondere un attimino le cose.
I foocamp si ispirano ad un certo tipo di congresso scientifico ed hanno alcune caratteristiche oramai consolidate: il programma nasce in condivisione prima e durante l'evento, tutti partecipano e soprattutto tutti accettano di rendere pubblico in rete il loro intervento.

bob

27/1/07 21:39  
Blogger Maurizio Goetz said...

Di una cosa sono sicuro. Stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti. Il mondo ci sta cambiando sotto i piedi, per questo c'è tanto bisogno di rivedere le nostre definizioni sul mondo. E' sorprendente il successo che ha avuto il mio meme sulla pubblicità. C'è bisogno di confrontarsi. Credo che se ci chiedessimo oggi che cosa è l'informatica, la tecnologia, il web ecc, ne verrebbero fuori pensieri diversi dal passato. Questa esigenza di definizioni (vedi il meme sul blog) non è fine a se stessa, ma un confronto profondo su termini che stanno assumendo nuovi significati. Non mi interessano le confusioni su bar/foo ecc, non ci bado, sono troppo interessato ai contenuti. C'è molto fermento in rete e tanti talenti è questa la cosa più importante, per me.

27/1/07 22:13  
Blogger Roberto Dadda said...

Marco certamente i contenuti sono importanti, ma non devo certo spiegare a te come il rapporto contenuto contenitore sia tutt'altro che lasco.
La rete (dimenticando un attimo le frescacce di chi la considera un mondo a se) è uno strumento di comunicazione, di accumulo e di condivisione di conoscenza: disutere dello strumento comporta anche una discussione sulle sue "liturgie" e sulle modalià di interazione. I camp in genere sono strumenti di questo tipo.
Vedi la cosa non è propria della rete, ma assolutamente generale: se io ti invito a partecipare alla seduta di un consiglio di amministrazione e tu arrivando ti accorgi che è una festa di compleanno vuole dire che non abbiamo comunicato correttamente e tutto il nostro dialogo potrebbe diventare difficile.
Ho letto con attenzione le varie risposte alle proposte di elaborazione di meme ed ho trovato spunti interessanti, credo però che per arrivare a qualche cosa di più concreto dovremmo provare a consolidare i vari punti di vista su una definizione comune e condivisa.
Temo però che la cosa sia un pochino più complessa di quanto sembri perché termini come pubblicità o blog sono estremamente generici e definiscono un mondo con una complessissima tassonomia: nessuna definizione generale può funzionare.

bob

28/1/07 13:54  
Blogger Maurizio Goetz said...

Io mi chiamo Maurizio. I nomi sono importanti, come le parole ;)
Scheri a parte qual'è la tua proposta?

28/1/07 14:02  
Blogger Roberto Dadda said...

Scusa Maurizio, stavo telefonando a Zamperini e ho sovrapposto i nomi!
Credo sarebbe molto interessante cercare di lavorare intorno ad un documento condiviso per esempio su Google DOC per convergere verso una definizione comune e condivisa di Blog.
Sto provando a scrivere qualche cosa, appena ho un semilavorato lo posto e vi avviso.

bob

28/1/07 15:13  
Blogger Maurizio Goetz said...

Roberto, non so se ti è capitato di sentire l'intervento di Simone Morgagni al RomeCamp credo che ci siano degli spunti interessanti.
Non credo di essere in grado di dare una definizione di blog, ma una discussione sul ruolo dei blog la posso dare. Non ho mai usato google.doc immagino abbia le stesse caratteristiche di writely.

28/1/07 15:25  
Blogger Roberto Dadda said...

Non lo trovo, mi segnali il link per favore?
Writley era il vecchio nome di google doc.

bob

28/1/07 19:47  
Blogger Maurizio Goetz said...

Ecco il video.
http://www.radioradicale.it/schede/view/id=215844/barcamp-roma-sala-due

E' il secondo intervento.
Ne possiamo parlare. Ci sono spunti interessanti.

28/1/07 19:54  
Blogger Claudio Iacovelli said...

Ho consultato le pagine web e visto alcuni interventi video, da "spettatore" ho trovato interessante l'iniziativa, anche se é stata dedicata in gran parte alla comunicazione dell'identità aziendale ed alla modellazione della promozione di offerta.
Se lo scopo della manifestazione era quello di valutare, in uno spirito collaborativo, quali fossero le tendenze attuali del marketing, e come il movimento culturale potesse evolvere, credo che sia stato affrontato solo in parte.
All'estero vengono realizzate spesso iniziative per "addetti", e i singoli workshop affrontano tutti i temi che sono in carico alla funzione aziendale di marketing: ho notato, conseguentemente alla visione degli interventi e degli slideshow, che il dibattito ha preso in esame gli aspetti della comunicazione e dell'advertising, trascurando completamente altri importanti argomenti, come ad esempio le nuove tecniche di rilevazione della domanda, le recenti trasformazioni dei cluster analitici, o le collaborazioni marketing - sales nelle fasi di monitoraggio delle reti commerciali e di distribuzione.
Da un'iniziativa quale il marketing camp, che vorrebbe essere un riferimento qualificato, mi sarei aspettato un programma più completo.

29/1/07 07:31  
Blogger Maurizio Goetz said...

Claudio, grazie delle tue osservazioni che condivido e a cui posso risponderti sui punti che poni.

E' stato un esperimento, le persone chiamate sono state di livello, ma c'è stato uno squilibrio nei temi, ci siamo confrontati soprattutto sulla pubblicità, vista il background delle persone.

Il tempo a disposizione è stato poco e abbiamo capito che ci vorrebbero almeno due giorni e non un pomeriggio.

Sarebbe necessario fare sessioni parallele ed una plenaria per affrontare compiutamente tutti i temi.

Sarebbe necessario invitare persone con background più diversi tra loro per garantire l'articolazione del dibattito.

Grazie per le tue utili osservazioni, le faccio avere a Marco che ha organizzato l'evento.

29/1/07 08:50  

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