sabato, dicembre 10, 2005

Il marketing e la discoteca 

Ho rimproverato spesso le agenzie di pubblicità ed i loro clienti di scarsa propensione all'innovazione e alla sperimentazione, ma per onestà intellettuale occorre estendere il discorso.

Quanti sono i consumatori in Italia che fanno sperimentazione, ovvero che acquistano un nuovo prodotto non reclamizzato? Quante le persone che si avventurano a provare nuovi ristoranti etnici o che si dimostrano interessati a vedere un'opera teatrale di un nuovo autore, oltre ai classici Shakespeare, Pirandello ecc?

Per essere onesti fino in fondo, abbiamo il marketing che ci meritiamo, così come abbiamo la classe politica che ci meritiamo.

Non ho numeri da citare, ma è un po' come andare in discoteca. Nessuno va in pista a ballare un nuovo pezzo particolarmente accattivamente, si ballano solo i brani che si conoscono.

Per questo in molte discoteche e in molte radio la musica è sempre la stessa.

E' vero che spesso è l'offerta che crea la domanda, ma è altrettanto vero che i comportamenti radicati non inducono ad innovare, se non c'è alcuna ricompensa per chi lo fa.

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