venerdì, febbraio 19, 2010

La comunicazione di Honda 



Da molto tempo seguo con grande interesse le strategie comunicative di Honda, che ci ha regalato nel tempo meravigliose campagne di comunicazione con il claim "The Power of Dreams".

Honda è una società molto attiva anche dal punto di vista della Corporate Social Responsibility e ha affrontato in modo attivo temi dell'ecologia, ma ha anche preso delle posizioni di tipo politico.

The Trade Compliance Department, Security and Administration are working together to oversee Honda of America's frontline participation in the Customs-Trade Partnership Against Terrorism "C-TPAT". C-TPAT is a voluntary program which partners the importers of foreign goods with U.S. Customs and Border Protection to combat terrorism in the U.S. The Honda companies in North America are proud to support the Department of Homeland Security in this effort. Honda of America's security and associate policies are used to support our commitment to this effort.For more information contact Honda's Trade Compliance Department at ext. 8708.

Non so se questo spot sia autentico, visto che appare menzionata l'agenzia Mc Cann Erickson, oppure uno fake, in entrambi i casi è un esempio interessante di un brand che sceglie di schierarsi, prendendo delle posizioni molto forti, che sicuramente non mancano di far discutere la propria clientela, attuale e potenziale.

Il video è stato inserito nel 2008 nelle diverse piattaforme di videosharing e ripreso da Current, ed è stato successivamente rimosso, apparentemente per violazione dei termini e delle condizioni d'uso.

Sono molte le marche che hanno iniziato ad operare attivamente nel sociale ma alcune hanno deciso di spingersi oltre. Sta crescendo il dibattito sul tema. Quali sono i vantaggi e i rischi per una marca quando decide di andare oltre la dimensione del sociale e prende delle posizioni politiche molto nette?

2 Comments:

Anonymous doctor brand said...

Interesante Maurizio.

Per me è molto rischioso lo schieramento aperto anche perchè a livello di brand identity si pagherebbe un prezzo davvero caro...

P.S.: secondo me al 90% è un fake! :)

19/2/10 11:43  
Blogger Maurizio Goetz said...

Mi interessava infatti affrontare il tema in generale, che riprenderò in prossimi post.

20/2/10 06:47  

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