venerdì, marzo 20, 2009

10 miti sul Social Media Marketing 


Il Social Media Marketing è il tema dell'anno per il 2009. Una recente ricerca di Forrester rileva che il 53% delle aziende intervistate hanno dichiarato di aumentare il budget dedicato a tale attività proprio nel periodo caratterizzato da una forte crisi economica.

Di Social Media Marketing non se parla più solo sui blog e nei gruppi di discussione, ma anche nei media mainstream. Aumentando il numero di persone che se ne occupano in modo più o meno professionale, cresce di conseguenza anche la confusione, tanto che si stanno radicando dei miti che è opportuno sfatare fin da subito
  1. Il Social Media Marketing è gratis o comunque costa poco - Non c'è dubbio che sono attività di comunicazione relazionale che se ben gestite possono portare a ottimi risultati, ma solo se sono stati definiti in modo preciso gli obiettivi e gli ambiti. Il fatto che gli investimenti monetari siano inferiori a quelli delle azioni di comunicazione tradizionale dipende anche da come gli investimenti sono misurati. Le attività di Social Media Marketing sono "time consuming" per questo è necessario considerare che il tempo è un fattore che ha un valore economico che deve essere quantificato, sia che le attività vengano svolte internamente, sia che vengano esternalizzate a consulenti e società specializzate.
  2. Il Social Media Marketing può sostituire le attività di comunicazione tradizionale - In rete, ma anche fuori rete, si tende a parlare di prodotti, di marche già conosciute. - Costruire un equilibrato piano di comunicazione significa integrare una pluralità di mezzi on line ed offline. La creazione di valore di marca richiede un approccio trasversale a 360 gradi.
  3. Al Social Media Marketing possono essere destinati i budget residuali di comunicazione - Il Social Media Marketing, come tutte le attività, deve essere gestita strategicamente - Gli investimenti possono essere graduali e scalabili, ma c'è un lavoro di prepararazione da cui non si può prescindere che riguarda, le attività di ascolto attivo, le attività di information design, le attività di progettazione dei contenuti differenziati in base agli interlocutori a cui sono rivolti, le attività per la costruzione della presenza online, le attività di monitoraggio e di aggiustamento, le attività di collegamento dei processi di comunicazione ai processi di business, le attività di analisi dei risultati, tanto per citare in modo non esaustivo, quelle principali. Creare un serio piano di Social Media Marketing richiede professionalità che hanno un costo.
  4. Le attività di Social Media Marketing richiedono una società specializzata - Se è vero che il Social Media Marketing richiede delle competenze molto specifiche che non tutte le agenzie tradizionali di comunicazione hanno, è anche vero che queste attività non possono in nessun modo essere delegate completamente all'esterno. Richiedono la partecipazione diretta e il coinvolgimento dell'impresa a partire dall'altro management, in modo che il processo di comunicazione relazionale abbia luogo senza intermediari e venga portato avanti con voce personale. I blog e le comunità gestite da società specializzate per quanto propongano contenuti editorialmente impeccabili, spesso vengono percepiti dagli utenti della rete come poco autentici. La mission delle imprese (non editoriali )non è quello di creare contenuti tout court, ma di ritrovare un modo autentico di creare connessioni con i loro pubblici attraverso lo storytelling.
  5. Il Social Media Marketing può essere gestito dalle aziende internamente - Se è vero quanto scritto al punto quattro, è anche vero che ci sono attività che è meglio vengano gestite esternamente. Si sono sviluppate competenze molto specifiche per il monitoraggio della Brand Reputation, per il Media Building Design, per la produzione di audiovisivi di rete, per il Search Engine Marketing e per le strategie di findability . Vale sempre la regola che le attività non strategiche è opportuno che vengano esternalizzate.
  6. Il Social Media Marketing può aumentare la visibilità - Può anche essere vero, ma creare una presenza evoluta online non può ridursi ad una mera occupazione di spazi in rete. Essere on line significa creare valore e partecipare. Il tasto hide di Friendfeed è l'equivalente del telecomando, ci vuole un secondo per cambiare canale.
  7. Il Social Media Marketing può far largo uso degli User Generated Content - Se fare uso degli User Generated Content significa cercare di esternalizzare i costi di marketing, l'insuccesso è garantito. Se invece significa saper trarre ispirazione dalla creatività diffusa delle persone, coinvolgere gli utenti nel processo di marketing, avere un quadro molto interessante su come le persone percepiscono una marca ed i suoi prodotti e servizi allora possono offrire moltissimo a chi li sa utilizzare in modo corretto.
  8. Il Social Media Marketing richiede la produzione di contenuti ad hoc - Se distribuire i materiali a disposizione di un'impresa così come sono (vedi lo spot) spesso non funziona, non sempre è necessario progettare contenuti ex novo. E' invece opportuno fare un'analisi dei contenuti a disposizione per comprendere quali possano essere utilizzati per i Social Media, quali quelli da adattare e quali da produrre appositamente. Per quanto concerne il contenuto prevale sempre la regola del "create once publish everywhere" rendendo quindi necessaria una strategia di content management.
  9. Il Social Media Marketing è per tutti - Non ci sono particolari barriere all'accesso, ma esistono forti barriere al successo si. Inoltre non è necessariamente utile per tutte le imprese. Nella maggior parte dei casi il Social Media Marketing, richiede la predisposizione di strategie di change management.
  10. I miti sul Social Media Marketing sono solo dieci - Sono invece molti di più e devono essere demoliti. E' infatti necessario affrontare il dibattito sui Social Media con una ventata di realismo, collocandosi a metà tra i detrattori e i sostenitori ad oltranza
Solo un approccio non ideologico ai Social Media, ci permetterà di comprenderne le opportunità, ma anche i limiti per strategie di comunicazione finalmente più mature e responsabili.

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

BRAVO Maurizio ben scritto!

20/3/09 16:38  
Anonymous Anonimo said...

ottimo articolo, complimenti!

22/3/09 12:23  
Anonymous Anonimo said...

Caro Maurizio,
Mi unisco al coro dei complimenti per l'articolo che hai redatto.
La mia impressione specifica è che3 dopo il bubbone del viral marketing sia ora quello del social marketing...............si dimentica che in Italia il 99% delle imprese continua a non conoscere neanche il termine marketing senza prefissi o desinenze. Nutro l'impressione che......[sarei cattivo, segue mail privata]
Un abbraccio e buon lavoro.
Pier Luca

25/3/09 04:24  
Anonymous Jose said...

Arrivo con ritardo su questo ottimo post.
Quello che di dice Pier Luca è verissimo. Si rischia una bolla (anche se poi ci sono altissimi esempi di viral marketing). Bisogna istruire, prima di tutto, le aziende.
Ma anche il mondo del marketing, in generale, non è per niente preparato.

1/4/09 14:54  

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