martedì, gennaio 03, 2006

Con i piedi per terra, o forse no 

Ho passato gli ultimi mesi a scrivere e lavorare per promuovere l'innovazione nel campo della comunicazione, perchè sono convinto che essa possa essere il traino per un'innovazione ancora più diffusa.

Il problema è che nel nostro Paese non esiste un incentivo all'innovazione, manca infatti una cultura dell'innovazione. Per noi l'errore è sinonimo di fallimento, negli Stati Uniti l'errore è considerato parte integrante del processo di apprendimento che porta al progresso e allo sviluppo.

Non sono solo le aziende italiane ad essere conservatrici, molto spesso lo sono anche i consumatori che con le loro scelte, in troppi casi, non premiano chi investe e chi rischia.

L'innovazione in Italia è spesso portata avanti in chiave difensiva o quando è strettamente necessario, per non perdere quote o competività. In tempi buoni si pensa molto poco ad innovare, non è ritenuto necessario.

Come ho già più volte scritto, il vero problema non è di chi innova, ma di chi blocca deliberatamente l'innovazione, perchè innovare, significa rischiare di perdere il proprio potere. Le vecchie leve in tutti i campi (economia, finanza, politica, comunicazione) fanno di tutto per ostacolare il cambiamento fintanto che non riescono a dominarlo o a gestirlo.

La scarsa propensione all'innovazione non deriva necessariamente da un problema tecnologico o di disponibilità di capitali, più frequentemente il problema è culturale. Chi vuole innovare, non solo non viene incoraggiato, viene ostacolato. Chi è molto motivato al cambiamento spesso è costretto ad espatriare per trovare opportunità che qui sono immaginabili.

Occorre rimanere con i piedi per terra, l'innovazione non può essere imposta. Per questo non voglio insistere con chi ritiene che dall'innovazione ha solo da perdere e preferisco lavorare per chi desidera progettare e costruire il nuovo.

Questi sono i miei propositi per il 2006:
  1. approfondire i temi del marketing usabile
  2. aumentare i progetti di formazione per promuovere l'innovazione in comunicazione e nel marketing
  3. progettare almeno una grande conferenza internazionale su temi innovativi
  4. lavorare su progetti destinati ai giovani perchè saranno loro che renderanno le vecchie leve inadeguate, costringendo loro a cambiare
Ho una sola certezza, il 2006 sarà un anno di profondi cambiamenti ed io vorrei offrire il mio contributo.

1 Comments:

Blogger diego said...

Ciao, innanzitutto un saluto e tanti auguri per un 2006 pieno di soddisfazioni.
Sono uno studente di Prato, che quest'anno sosterrà l'esame di maturità. Io e la mia classe abbiamo scelto di svolgere l'area di progetto sulla pubblicità, ma deficitiamo di materiale sulla pubblicità interattiva. Ti sarei molto grato se potresti aiutarci donandoci 2 minuti del tuo tempo, inviandoci del materiale su questo argomento... (drodo87@hotmail.com)... grazie infinite

3/1/06 16:00  

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