giovedì, maggio 31, 2007

Aspettative ed illusioni 



In questo interessante intervento, Al Seckel, parla delle illusioni ottiche.

E' interessante notare che Al Seckel utilizza le sue competenze, sia per smascherare i "finti fenomeni paranormali", sia in termini progettuali; i suoi studi sulla percezione visiva sono una fonte di ispirazione per diversi pubblicitari negli Stati Uniti.

Conversando con alcuni colleghi svedesi, abbiamo discusso sulla natura controversa del termine "soddisfazione".

La soddisfazione in certi casi deriva dalla corrispondenza tra risultato e aspettativa, in altri casi invece dalla capacità di creare risposte differenti dalle nostre attese, in grado di sorprenderci.

Secondo voi che come si può esplorare il concetto di soddisfazione?

Qualcosa di diverso 

L'immagine è di What's Next

Co-creazione di senso 

Dal Ny Times: The rise of consumer-generated advertising can be viewed as either a boon to brands (outsourcing marketing to loyal customers) or a threat (handing marketing over to a bunch of uncontrollable amateurs)"

Il processo di co-creazione di senso (per un brand), deve ancora essere compreso. Le opportunità del citizen marketing sono straordinarie, ma anche il rischio di combinare grossi disastri.

Il tunnel e la creatività 



In questa presentazione il professor Giacomazzi ci spiega che anche le innovazioni hanno un ciclo di vita (che si esaurisce).

Ci sono dei momenti in cui l'innovazione incrementale viene spazzata via da quella radicale.

Ci sono delle persone che hanno una capacità di intuito e di comprendere i segnali forti e deboli, altre invece, soffrono della sindrome da iperclassificazione isterica e devono definire tutto a priori prima di capire che una fase si è definitivamente conclusa e se ne è aperta una nuova.

Non si può innovare da un tunnel.

Le citazioni di Marketing Usabile 

"I can't understand why people are frightened of new ideas. I'm frightened of the old ones."

John Cage


"To define is to kill; to suggest is to create"

Stéphane Mallarmé



via The Brand Builder

mercoledì, maggio 30, 2007

Tempo per riflettere 



Cerchiamoci un po' di tempo per riflettere.

Co-immaginiamo e poi Ri-progettiamo 


Chiedo perdono per queste riflessioni in libertà, senza capo ne coda. Questo post è un nuovo invito alla rottamazione del pensiero rigido. Lo so che ne ho già scritto, ma vorrei insistere.

Le categorie mentali, sono la disgrazia di questo nostro pensiero occidentale. Se le classificazioni talvolta aiutano a semplificare ragionamenti complessi, in altri casi costituiscono una trappola mentale a "beneficio" di chi sente la necessità di ingabbiare qualsiasi pensiero in rigidi schemi. Se ci pensiamo bene, sono spesso le persone che hanno avuto un certo successo a creare "zone di comfort mentale"

Oggi tutto è in discussione, la definizione di un settore, di un mercato e soprattutto le regole competitive.

Non è un caso che quando abbiamo lavorato sui contenuti delle conferenze per l'edizione del 2007
del Marketing Forum che ha luogo oggi e domani al Palazzo Mezzanotte, abbiamo pensato ai concetti di Re-think, Re-design, Re-set, Re-act.

Internet è una grande fonte di distruzione di schemi mentali. I modelli di business vengono continuamente messi in discussione ad una velocità a cui non siamo abituati. In rete hanno luogo processi di disintermediazione e rimediazione. Il peer to peer prima di essere una tecnologia abilitante è un modello organizzativo, ecco che dopo aver avuto un impatto importante sull'industria della musica, su quello della telefonia, sta timidamente affacciandosi in mercati più tradizionali, come quello finanziario, con esiti del tutto imprevedibili.

Internet rimescola le carte anche per quanto concerne i processi di distribuzione dei contenuti. In un prossimo futuro sarà estremamente difficile comprendere la differenza tra contenuti live, di library e user generated. Piattaforme come Mogulus, ci imporranno di ripensare la logica di progettazione di un palinsesto. Servizi come Ustream, e professionisti come Robin Good, ci mostrano come l'evento live possa oggi essere concepito in modo diverso da quello tradizionale a cui siamo abituati grazie alla televisione generalista. Ecco che si aprono nuove visioni, nuove opportunità e nuovi utilizzi di queste tecnologie per chi fa formazione, assistenza tecnica o divulgazione, o per chi si occupa di entertainment.

Disponiamo oggi di più informazioni di quante siamo in grado di processare, ecco perchè la cosa che mi interessa di più in questo momento è potere dialogare con le persone in grado di aprirmi la mente con nuovi spunti e nuove idee, persone che hanno la volontà ed il coraggio di mettere in discussione le proprie idee, per co-immaginare un nuovo mondo denso di straordinarie opportunità.

L'immagine è un'altra straordinaria opera di Mattjin

martedì, maggio 29, 2007

La revisione della direttiva Tv Senza Frontiere 

E' un periodo molto intenso, tra progetti di consulenza, il corso universitario che sto per concludere ed il laboratorio alla Bicocca, che non mi permettono di approfondire alcuni temi di mio interesse.

Non ho ancora scritto nulla a proposito dell'approvazione della nuova Direttiva Tv Senza Frontiere, di cui ho già scritto in passato. La nuova direttiva, che prende il nome di "Audiovisual Media Services without frontiers Directive" cerca di regolamentare anche i servizi cosiddetti "neotelevisivi".

L'argomento meriterebbe un post, che conto di scrivere con calma più avanti, intanto rimando ad altri blog, che ne hanno già scritto, anche se è normale che tutti si stanno prendendo il giusto tempo per approfondirne i contenuti.

Come mai i media hanno dato così poco risalto a questa nuova direttiva?

L'immagine è di Cnet

Shift happens 

lunedì, maggio 28, 2007

Let's Jam 



Non so se sia vero che eJamming sia realmente il primo tool di collaborazione per musicisti, ho già visto gruppi musicali che suonano da diverse location live, non è quindi questo il punto.

Man mano che nuovi tool di collaborazione vengono resi disponibili, rendendo più semplice, il processo di co-creazione ed in questo caso di co-esecuzione, si aprono nuove possibilità espressive in ogni campo (grazie a Imlog).

Il medium è ancora il messaggio? 



Qualcuno afferma oggi che il medium non sia più il messaggio, se anche ciò non fosse, ogni piattaforma, ogni mezzo ha le sue caratteristiche di cui dobbiamo necessariamente tenere conto, nel progettare un'esperienza di fruizione coinvolgente.

Una cosa è certa, nuovi device, nuovi mezzi, consentono ai creativi nuove opportunità espressive.

Questo prototipo di Sony, di display flessibile è ancora in fase di sviluppo, ma già si intuiscono tutte le potenzialità in termini di comunicazione.

domenica, maggio 27, 2007

Pubblicità gratis? 

Seguo da diverso tempo con grande attenzione lo sviluppo degli User Generated Content, perchè li ritengo una grande fonte di ispirazione per chi si occupa di comunicazione di impresa. Sono tuttavia convinto che per creare valore di marca, sia necessario un approfondito lavoro che non si può delegare a chiunque.

Anche il New York Times ha dedicato un articolo alla tendenza di qualche azienda ad invitare il pubblico a sostituirsi alla propria agenzia di comunicazione. Menziona in particolare il caso di Heinz ed al suo concorso che porterà nelle tasche di qualcuno 57.000 dollari, quale premio per il migliore video pubblicitario, da trasmettere poi in televisione.

Si è sottolineato nell'articolo che un approccio "populistico", può creare dei problemi. Cosa succede se nessun video proposto è in grado di valorizzare il brand? Può Heinz rifiutarsi di decretare un vincitore? Anche se vengono stabilite delle regole, spesso avviene che un approccio così libero agli User Generated Content può costituire un grattacapo da gestire più che una reale opportunità.

Sono sempre più convinto, che anche nel caso degli UGC, se l'approccio è la solita scorciatoia, alla fine i benefici per il brand non si vedranno.

Co-creare è un processo complesso, che richiede tanto lavoro, ben diverso dal dire: fate un po' voi.

sabato, maggio 26, 2007

Co-created music 



La richiesta di Ryan Steward attraverso YouTube

When writing this, I was envisioning my college days with my wife. We were very young when we met and got married. Now, almost 15 years and 2 kids later we like reminiscing those college days. This is a rough sketch of a musical idea that I have about that time. I am obviously not a singer, it's just that I hear a voice there and wanted to include it. It would sound much better with a sweet voice instead of mine...so forgive. Therefore, I am looking for a good singer and possible lyricist for the next step. Please e-mail me if you think you have a good voice or lyrics to this music.
Cheers to you my YouTube friends,



La risposta di Steve G. Beck con la voce di Venetian Princess (Steve è un fotografo, non un musicista)

This video is the result of a collaborative effort between me, Ryan Stewart, and Venetian Princess. It all began in February when Ryan posted a video of himself playing a song and humming the vocal line. In the description of this video, Ryan requested that someone write lyrics and sing the vocals. VP responded and I believe the results speak for themselves.

Qui la versione strumentale.

Life out of balance (Koyaanisqatsi) 

venerdì, maggio 25, 2007

L'ingrediente segreto del BarCamp 



Un po' di buon umore, per non prendersi sempre troppo sul serio. Buon Week End a tutti ;)

L'evento del mese 

Voglio parlarvi dell'evento del mese. No tranquilli, non è un aperitivo, nessun annuncio a sorpresa.

Solo tanta carne alla griglia e la possibilità di incontrare i tenutari di blog di marketing e comunicazione di impresa, quell'argomento, che piace così poco ai duri e puri della blogosfera ;)

Sembra che anche gli uomini di marketing abbiano un cuore e soprattutto uno stomaco, per questo non mancheranno al MKTG Barbecuecamp.

Non si vince niente, non ci saranno personaggi famosi, niente wifi, niente connessioni, solo, come si diceva, tanta carne alla griglia, sono sicuro che anche chi è vegetariano troverà qualcosa di gustoso da mangiare.

Ci auguriamo che l'evento passi innosservato, perchè qualcuno potrebbe obiettare che si tratti di un vero camp.

Per una telecronaca acida dell'evento rimandiamo a Dotcoma.

Ci vediamo domani alla Cascina Rosina.

So now touch your toes 

In-Stream Video Ad 


Dopo gli esperimenti di pubblicità pre e post roll su YouTube, Google avvia la sperimentazione sugli In-Stream Video Ad attraverso AdSense.

La notizia era ovviamente prevedibile e non è su questo che vorrei riflettere. E' evidente che l'evoluzione della pubblicità sul web richiederà competenze sempre più specializzate e purtroppo dobbiamo constatare un totale disallineamento tra quello che ad esempio gli studenti dei corsi di comunicazione imparano in aula e la realtà di un mercato estremamente dinamico, che diventa ogni giorno che passa sempre più esigente.

Le agenzie di pubblicità multinazionali pensano che l'acquisto di società specializzate, possa risolvere i loro problemi. Ora è il momento di passare all'integrazione. Sono anni che lo dichiarano, ora lo devono fare.

L'immagine è di Traffick

Crisi dei testimonial pubblicitari? 


Da tempo il mondo dell'advertising si interroga sull'efficacia dell'(ab)uso dei testimonial nelle campagne pubblicitarie.

In rete si fa uso di testimonial? La risposta è si, solo che sono diversi da quelli utilizzati ad esempio in televisione. Le aziende americane stanno cominciando ad assoldare i blogger per le campagne on line. L'esempio di Ask.com (via Advertising Lab) è indicativo e non solo perchè se ne sta discutendo sui blog.

Mi limito a pensare che una buona parte del mondo "analogico" non sa chi sia Michael Arrington, esattamente come una buona parte del mondo "digitale", non conosce le attuali star del gossip televisivo.

Di cosa si parlerà in futuro in ufficio, davanti alla macchinetta del caffè?

giovedì, maggio 24, 2007

Sei pezzi per una canzone 



I sei pezzi che compongono questa canzone sono:
1. Jason Mraz - I'm Yours
2. Howie Day - Collide
3. Five For Fighting - Superman
4. Angela Ammons - Always Getting Over You
5. Boyzone - All That I Need
6. 3 Doors Down - Here Without You

Barclay Card: la mia esperienza negativa 


Pubblicità molto allettante, carta di credito gratis, zero spese.

Insoddisfatto dalla mia carta di credito e dall'ammontare di spese che la mia banca mi chiede, decido di fare una prova. Sottoscrivo la Barclay Card, una carta di una banca inglese, dalla reputazione impeccabile.

Tutto bene fino a quando mi capita di sconfinare dal fido. La carta viene bloccata e un'operatrice mi invita telefonicamente a saldare l'importo in eccesso rispetto al fido.

Prima domanda. Va bene bloccare la carta, lo capisco, ma perchè non addebitate l'intero importo sul mio conto e poi quando siete rientrati, la sbloccate? Perchè mi fate perdere tempo?

Risposta - Non si può.

Seconda domanda - Mi viene proposto di fare un pagamento con altra carta di credito, carta prepagata o bonifico, va bene se non ci sono alternative. Potete farmi avere i vostri riferimenti e-mail per trasmettervi i riferimenti del mio bonifico dopo che l'ho fatto?

Risposta - Non si può.

I riferimenti bancari mi vengono dettati per telefono ed io provvedo a fare il pagamento.

Terza domanda - Come posso sbloccare la carta dopo che ho fatto il pagamento?

Risposta - Deve aspettare che ci pervenga e ci vogliono dieci giorni circa, intanto la carta rimane bloccata.

Quarta domanda - Come mai mi applicate un costo di 10 euro di sconfinamento dal fido, questo non è un incentivo a spendere di più con la vostra carta. Capisco la procedura di sicurezza, ma dal punto di vista del marketing è un'idiozia.

Risposta - Questo lo prevede il nostro contratto che lei ha sottoscritto.

Affermazione finale - Voi di Barclay Card potete anche avere ragione da un punto di vista legale, ma non state risolvendomi un problema, al contrario fate di tutto affinchè io mi allontani come cliente. Anzi farò di più scriverò un post.

Risposta finale - Faccia come crede.

Questa è l'esperienza con un brand inglese, che da quello che vedo agisce in Italia (attraverso Credem?) con logiche prettamente italiane.

La mia esperienza totalmente negativa, tanto valeva essere trattato a pesci in faccia da un'azienda italiana.

Oggi mi metto alla ricerca di altre offerte di credito.

UPDATE aprile 2008 - Per correttezza, devo inserire anche qui, (per chi trovasse questo post attraverso i motori di ricerca) la fine di questa storia.

Il direttore della filiale di Corso Lodi a Milano della Barlcays Bank, si è molto adoperato per mettere a posto la situazione, tanto che ho voluto fare una prova e ho aperto un conto anche da loro.

Per quanto concerne la carta di credito, è stato implementato un sistema di alert che attraverso sms mi segnala ogni mese la disponibilità sulla carta di credito che io ho continuato ad usare, ma che ho iniziato a mettere a confronto con altre carte.

Il Marketing Camp: il giorno dopo 



Ho partecipato al secondo Marketing Camp e ne sono molto soddisfatto. Ho conosciuto gente nuova e ho rivisto vecchi amici.

I contenuti delle diverse presentazioni mi hanno molto stimolato, ottima la scelta dei relatori, la diversità di background ha permesso di confrontare punti di vista molto diversi e tutti di estremo interesse.

Riassumendo in due parole il mio intervento: ho detto che oggi la rete è un laboratorio di grande creatività e che i nuovi linguaggi si stanno creando proprio in rete. E' un vero peccato che le agenzie di comunicazione siano così poco attente al web e che non riescano a liberarsi dalla dittatura dello spot.

Gli esperimenti in rete, stanno crescendo a velocità esponenziale. Io sto davvero imparando molto. Non ci sono solo i video virali o le operazioni di guerriglia marketing, le nuove forme espressive attraverso nuovi format si stanno moltiplicando, ma ci vuole un attento lavoro di decodifica.

Il video che vi sto proponendo non c'entra molto con il marketing, ma mi sembra interessante.

Stay tuned.

Il corpo della blogosfera 

Comunicare sui media sociali è profondamente diverso dal pianificare campagne pubblicitarie sui cosiddetti "paid media".

Se vogliamo semplificare, possiamo paragonare la blogosfera ad un organismo vivente.

La blogosfera è un'entità unica, che interconnette diverse "cellule", tra loro collegate attraverso differenti "gradi di separazione".

Nella blogosfera hanno luogo conversazioni, si formano pensieri, si criticano idee o liberamente si da spazio alla propria creatività senza alcuna finalità.

Alcune conversazioni sono localizzate in una parte molto piccola della blogosfera, altre invece sono di interesse più generale, esistono raramente argomenti in grado di mobilitare contemporaneamente l'intera blogosfera, se non quelle che ne minacciano la sopravvivenza.

La blogosfera ha un "cervello". Elabora idee, le discute, le amplifica, le raccoglie o le rigetta.

La blogosfera ha un "cuore". Si appassiona, si emoziona, si diverte o si commuove.

La blogosfera ha un "sistema nerovoso". Si infervora, si arrabbia, si offende e poi si dimentica oppure no.

La blogsfera ha un'"anima". Si mobilità, si organizza, si attiva.

La blogosfera non è un organismo perfetto, perchè deve ancora crescere e risulta sempre difficile una sua osservazione.

In certe parti della blogosfera si usa più il cervello, in altre più il cuore, in altre ancora la pancia e l'anima.

Le cellule che compongono la blogosfera sono in costante movimento, si aggregano, si riaggregano e si spostano secondo interessi, bisogni o senza alcuna motivazione apparente. I legami tra le cellule possono essere molto fluidi o anche molto stabili.

Non si può definire la blogosfera, si può cercare solo di fotografarla in un determinato momento, avendo la consapevolezza che la fotografia potrà immortalare un solo istante e che potrà contenere solo una parte delle rappresentazioni possibili.

Essendo la blogosfera un organismo, la sua fonte di crescità è la sua "biodiversità". Le differenti opinioni, i differenti modi di viverla, i differenti stili di comunicazione sono la sua ricchezza. Se fossero tutti sempre d'accordo su tutto, sarebbe la morte della blogosfera.

La blogosfera è quindi tutto ed il contrario di tutto, al suo interno vive parecchie contraddizioni, ma ha un solo elemento certo: è in perenne movimento, per questo rappresenta così bene, il concetto di organismo vivente, perchè la blogosfera è vita, vita reale, vita vissuta, ma anche immaginata.

Per chi è abituato ai meccanismi stimolo/risposta della pianificazione pubblicitaria, la blogosfera è un grande grattacapo, per chi invece vuole comunicare senza precondizioni imparare, condividere idee, progettare, divertirsi, una straordinaria opportunità.

La foto è di Ecplanet

mercoledì, maggio 23, 2007

I mitici anni 80 


Un'altra strepitosa vigneta di Doug Savage.

martedì, maggio 22, 2007

The way, this way, one way 

Le 4 A del corporate blog 

Leggo sempre con interesse il blog di Valeria Maltoni, una fonte interessante di ispirazione, anche per la sua capacità di sintetizzare concetti complessi.

Credo che le sue 4A del corporate blog siano un buon principio da seguire, per quei brand che desiderano avviare conversazioni con i propri pubblici.

Aspire -- This means seeking out new forms of connection, aiming for something greater than self, wanting to make a difference, and keeping hope that you will. When I talk to younger generations, I hear about meaning a lot.

Ask -- Blogs are a very large repository of knowledge, thus it affords multiple opportunities to learn and experiment. I remember an old song that said being a man meant you never had to ask. Asking and interacting are the foundation of what blogging is all about.

Attract -- We are a focal point for conversations at the intersection of what is happening today and what it means for the future. In that sense, we want to invite innovation and creativity into our lives and work to redraw where these new dynamics exist.

Act -- At the end of the day, we need to take our own advice and do something. Try new things, act out on different dynamics, take steps to execute, and then repeat. With new media, the barrier to entry is much lower. Blogging may be easy. The hard part is getting traction and creating something that people want to join.

Ripensare le fiere 

Torno a parlare di fiere, dopo tanto tempo che non me ne occupavo più.


Penso al Miptv che dopo un periodo di crisi negli anni 2001-2002), sembra essere tornato ai fasti del passato e penso anche allo SMAU, una formula, dal mio punto di vista, totalmente in crisi. (Sono due eventi completamente diversi, ma lo SMAU potrebbe fare tesoro dell'esperienza del Miptv) E' forse una forzatura, ma vorrei mettere al confronto i due eventi, per avere il pretesto di parlare di fiere come strumento di marketing strategico per le imprese.

Una fiera che si propone semplicemente come spazio di intermediazione tra domanda e offerta è destinata oggi a non avere successo, oggi la rete riesce in modo molto efficace ad assolvere a questa funzione, tanto è vero che i nuovi prodotti spesso trovano in rete, descrizioni, commenti, recensioni prima ancora di essere presentati fisicamente in una fiera.

Da oltre dieci anni lo SMAU dichiara grande soddisfazione per ogni suo evento, ma dal mio personale punto di vista, non è una manifestazione di successo o almeno non più.

Perchè il Miptv ha successo a differenza dello SMAU? Personalmente ritengo che sia il modo in qui 3C vengono sapientemente miscelate:

Contenuti - Al Miptv vengono presentate le nuove tendenze, il programma di conferenze è ricco e articolato e permette agli operatori di prendere realmente decisioni strategiche per le loro attività. Lo Smau non è un luogo dove si creano tendenze, le conferenze non sono di qualità, soprattutto perchè c'è la brutta tendenza, tipicamente italiana di considerarle come spazi promozionali e quindi i contenuti ne risentono

Connessioni - Il Miptv è un luogo dove si creano momenti di incontro che danno luogo a nuovi progetti, gli eventi di networking vengono creati con grande attenzione per mettere insieme le persone, questo allo Smau non accade. Allo Smau non vengono o almeno non vengono più esponenti del top management delle aziende, se non quando invitati in conferenze di apertura.

Conversazioni - Una fiera dovrebbe oggi essere una piattaforma che consenta l'animazione di conversazioni tra operatori, prima, durante e dopo l'evento. Favorire la conversazione dovrebbe essere un'attività primaria e non accessoria, tra espositori e clienti potenziali/giornalisti/stakeholders diversi, utilizzando una pluralità di strumenti. Ma come è noto mettere a disposizione una piattaforma non è sinonimo di successo. Un ente fieristico deve pertanto diventare un abilitatore e creare le condizioni affinchè la sua piattaforma venga utilizzata nel miglior modo possibile. Per fare questo ci vuole una sensibilità, che non soffochi le conversazioni perseguendo unicamente istanze di business. Il Miptv mette on line i video e i podcast dei relatori più rilevanti, lo SMAU ragiona ancora con una logica mercantile.

A mio parere molti enti fieristici non hanno compreso che per sopravvivere devono diventare abilitatori e non venditori di spazi, offrendo quindi, contenuti, connessioni e conversazioni.

Voi cosa ne pensate?


La foto è di Zarrelli

Le citazioni di Marketing Usabile 

Creativity, as has been said, consists largely of rearranging what we know in order to find out what we do not know. Hence, to think creatively, we must be able to look afresh at what we normally take for granted.

George Kneller


Creativity is inventing, experimenting, growing, taking risks, breaking rules, making mistakes, and having fun.

Mary Lou Cook


The essential part of creativity is not being afraid to fail.

Edwin H. Land


Concern over criticism clogs creativity.

Duane Alan Hahn



They will say you are on the wrong road, if it is your own.

Antonio Porchia


I invent nothing, I rediscover.

Auguste Rodin

Fonte: Random Terrain

lunedì, maggio 21, 2007

Pubblicità televisiva indirizzabile 

Da diversi anni mi sto occupando di pubblicità indirizzabile per le tv digitali, il cui interessse da parte degli investitori internazionali sta crescendo moltissimo.

Si tratta di inviare messaggi differenti a target differenti anche su mezzi tendenzialmente di massa come la televisione, che diventando digitale, offrirà nuove opportunità di targetizzazione.

I problemi relativi alla privacy, sono ancora seri, ma i modelli di segmentazione si stanno raffinando e dovrebbero consentire già oggi, ritorni interessanti per gli investitori pubblicitari.

Pubblicità Italia, dedica uno speciale alla pubblicità interattiva in televisione, che dal mio punto di vista non ha ancora mantenuto le sue promesse.

E' ragionevole nel medio lungo periodo ipotizzare fortune alterne per i diversi modelli di segmentazione per la pubblicità indirizzabile sulle televisioni digitali. In particolare, per quanto concerne il mercato italiano mi spingo a prevedere differenti livelli di sviluppo:

  • modelli di segmentazione geografica (avranno difficoltà ad affermarsi per le pressioni delle tv locali)
  • modelli di segmentazione comportamentale (si affermermeranno in tempi più lunghi, in funzione della diffusione della cultura della pubblicità indirizzabile nelle agenzie creative)
  • modelli di segmentazione event-driven (saranno quelli che potrebbero avere maggiore successo, perchè più intuitivi).
  • altri modelli misti (saranno un adattamento alla realtà italiana, di modelli di cui sopra opportunamente integrati)
E' ragionevole ipotizzare anche differenti livelli di indirizzabilità, in funzione delle caratteristiche delle differenti piattaforme digitali (satellite, DTT, Iptv, WebTv).

Le due strade su cui si sta lavorando sono:
indirizzabilità creativa (sul lato messaggio)
indirizzabilità tecnologica (attraverso tecnologie di profilazione e personalizzazione)

Intanto, mi chiedo, quanto tempo ci vorrà ancora per vedere nascere il mercato dell'addressable advertising in televisione?

L'immagine è di Mod

Get ready - now! 

Visual Thinking 



Si è vero, oggi gli strumenti che la rete mette a disposizione per supportare processi creativi sono molto numerosi.

E' un esercizio molto interessante, quello di unire i punti e mettere insieme servizi diversi.

Decontestualizzare e ricontestualizzare, smontare e rimontare per creare nuovi significati e per mettere insieme pensieri questo è un altro modo straordinario di intendere la rete.

sabato, maggio 19, 2007

Gli steccati 



Abbattiamo tutti gli steccati

Identità collettiva e servizi di videosharing 



Quello dell'identità collettiva sui servizi di videosharing è un tema di cui si parla molto poco in Italia e non ne capisco il motivo.

Le opportunità sono straordinarie ma molti si limitano a pubblicare video "virali", sicuri che non si può fare di più?

Sto lavorando ad una presentazione proprio su questo specifico argomento, voi che ne pensate?

I bought it on eBay 

Lavorare oggi 

E' un momento straordinario quello che stiamo vivendo. E' tutto da creare, da inventare.

Quando ho incominciato a lavorare, non c'erano così tante fonti di ispirazione a disposizione.

Vorrei che chi ostacola l'innovazione, andasse presto in pensione. Ci sono tanti giovani con grandi idee a cui non viene permesso di potersi esprimere professionalmente.

Questo è profondamente ingiusto. Occorre cambiarlo.

venerdì, maggio 18, 2007

Lo spot eterno 



Ci sono spot che sono destinati ad essere eterni, ma sono più unici che rari e potrebbero durare all'infinito.

Il valore di un contenuto 



Da che cosa è dato il valore di un contenuto? Dalla sua qualità? Dalla sua rappresentazione, dall'idea creativa? Dall'originalità? Dall'esecuzione?

Sto facendo per un'agenzia di pubblicità inglese un lavoro di ricognizione di nuovi modelli e mi sono imbattuto, incidentalmente in questo video.

Si tratta di una ragazza con una gran voglia di cantare, canterebbe qualsiasi cosa, anche il dizionario.

E la gente sembra apprezzare.

Ci sono creativi in grado di "cantare" qualsiasi cosa come Priscilla?

I blog di marketing e comunicazione 

I blog che sto attualmente seguendo con maggiore regolarità, sono quelli che mi stimolano professionalmente.

Il numero di blog che trattano argomenti correlati al marketing, alla comunicazione, alla pubblicità, alle pubbliche relazioni, sono cresciuti ultimamente in modo esponenziale. Sono tenuti nella maggior parte dei casi da professionisti, da studenti universitari o da uomini di azienda.

Si differenziano tra loro, per argomento, per taglio, per stile di comunicazione, ma visto che nonostante l'esistenza di aggregatori, l'attenzione è un gioco a somma zero, i migliori blog hanno saputo anche differenziarsi per l'approccio all'utente, attraverso sapienti strategie di differenziazione.

Se dovessi classificarli, non lo farei quindi solo per l'argomento ma soprattutto per il valore che creano. (Questa è la mia classificazione aggiornata non di tutti i blog, ma di quelli che preferisco)
  • I blog di informazione - creano un filtro, selezionano quelle informazioni che sono per me rilevanti, mi permettono un aggiornamento sui fatti più rilevanti che accadono nei settori di mio interesse (media, pubblicità, marketing, comunicazione)
  • I blog iperspecializzati - affrontano in modo molto puntuale argomenti di nicchia e costituiscono quindi una fonte autorevole di informazione su temi che spesso non trovano spazio nemmeno nelle riviste specializzate
  • I blog di opinione - mi permettono di confrontare le mie idee e mi danno una verifica di quanto i miei pensieri siano più o meno allineati al pensiero ricorrente di professionisti che seguo e stimo.
  • I blog di tendenza - mi informano sulle nuove tendenze, ancora prima che si diffondano. Analizzano i segnali deboli e cercano di interpretarli
  • I blog di critica - sono quelli che affrontano in modo critico un argomento di mio interesse, pubblicità, creatività, marketing,
  • I blog didattici - sono quelli che insegnano ad utilizzare strumenti e prongono modelli applicativi e non solo teorie astratte
  • I blog di conversazione - sono luoghi in cui è la qualità della conversazione l'elemento centrale, in cui spesso i commenti sono più importanti dei post. Tutti i blog sono luoghi di conversazione o almeno lo dovrebbero essere, ma certe conversazioni mi interessano più di altre.
  • I blog di suggestione - cercano di evocare sensazioni, contengono fatti, opinioni, ma anche immagini, musiche al fine di stimolare la creatività
Non è certo una classificazione esaustiva, ma semplicemente un occasione per dire che il tema del marketing e della comunicazione viene discusso nei blog italiani in modo stimolante e variegato.

La vignetta è di Gapingvoid

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giovedì, maggio 17, 2007

Che cosa è un brand? 


Per analizzare un brand, ci vuole un approccio interdisciplinare. Interessante davvero questa rappresentazione di un modello di brand.

Se volete, il pdf lo trovate qui.

Il dado è tratto 

Pubblicità, pubblicitari ed innovazione 

Giungono da più parti segnali inequivocabili di un cambiamento nel panorama dei media.
Il processo di frammentazione delle audience, la crisi dell'attenzione nei confronti dello spot, il progressivo affermarsi dei media sociali, la diffusione rapidissima degli audiovisivi di rete, stanno richiedendo nuove forme di comunicazione di impresa.

Ho a più riprese scritto su questo blog, che in generale, le agenzie di pubblicità si stanno dimostrando molto conservative nei confronti dei cambiamenti in atto, questo è un fatto che qualsiasi pubblicitario, potrà confermare (purchè non sia riportato ufficialmente il suo nome).

Ma se la pubblicità, soprattutto quella italiana stenta a rinnovarsi, è colpa dei pubblicitari? O almeno è solo colpa loro?

Credo che sarebbe ingiusto, addossare alle agenzie di pubblicità o ai loro clienti una responsabilità che non hanno integralmente. Se si vuole essere onesti intellettualmente si impongono delle riflessioni più profonde.

La pubblicità non è mai positiva o negativa, ma rappresenta nel bene e nel male lo specchio della società in cui viviamo.

E' evidente che in politica, nella vita quotidiana, si comunica oggi per slogan, senza approfondire, senza argomentare. La politica è spettacolo e la pubblicità esce dal suo mondo per abbracciare altri mondi che ora ragionano secondo la cultura dello spot.

Esiste però un forte segnale di cambiamento. Come scrive Angelo Pigorili su Epolis di oggi, i festival culturali, filosofici, La Fiera del Libro, stanno avendo grande successo.

C'è tanta voglia di approfondimento e "in tutta Italia si moltiplicano iniziative che rispondono ad un'unica, sana corretta voglia: riscoprire finalmente il gusto della complessità e scappare a gambe levate dall'asfissia quotidiana del mondo raccontato in pillole dalla tv dominante".

Non sarà un caso che molte persone passano il loro tempo libero a scrivere sui blog, a discutere e commentare. E come scrive Pigorilli "il piacere anche solo di stare a sentire q ualcuno che ne sa di più e che lo racconta senza cronometro alla mano, usando la parola per costruire ragionamenti, per affrontare temi complicati, per illuminare pensieri. Pensieri possibilmente lunghi che non cercano l'assolo, che non vogliono vincere ma che non hanno paura di lanciarsi oltre i confini."

Ecco che su Internet hanno successo format più lunghi, ecco che sui servizi di video sharing si vedono anche lezioni universitarie o concerti di musica classica.

C'è quindi spazio per una comunicazione di impresa più matura, che su internet potrebbe trovare audience molto attente.

Non è che i pubblicitari non lo sappiano, ma sono imbrigliati in un sistema che non hanno coraggio di rompere, ma che ben presto si frantumerà da solo.

La gente non odia la pubblicità, la pubblicità può ancora creare significati e valore, ma per questo occorre avere il coraggio di dire: esiste una vita oltre lo spot, esattamente come il titolo del libro di Joseph Jaffe.

Non bisogna accanirsi contro lo spot, o contro il banner, sono solo strumenti che devono essere utilizzati in modo corretto, ma è giusto riflettere che un paradigma ancora basato su modelli interstiziali, invadenti, eccessivi di pubblicità sono profondamente da rivedere.

Vogliamo fare un passo avanti?

mercoledì, maggio 16, 2007

No spot 

Povero provider 


Quando i livelli di inefficienza di un provider diventano colossali, smetti di arrabbiarti, cominci a preoccuparti per la sua salute economica.
Ma ci sono ancora utenti che usano Infinito? Riuscirà a sopravvivere?

Nel momento in cui scrivo ho cancellato oltre 2.000 mail di spam. La maggior parte sono ripetute. Ho fanno uno screenshot, perchè è difficile da credere vero? (per visualizzarlo, cliccare sull'immagine).

Piccoli budget, grande coraggio 

Loro allo IAB Forum non c'erano, non sembrano molto interessati alle nuove opportunità che i mezzi digitali oggi più che mai consentono.

Loro sono i manager delle piccole e medie imprese, quelle che si lamentano, che non hanno budget per investire in comunicazione e poi espongono alle fiere senza prepararle, forse hanno una brochure, che viene replicata sul sito web o forse no.

Ogni tanto la nuova generazione, quella dei figli, partecipa a qualche convegno, si informa e vorrebbe fare, ma trova poi tante resistenze in azienda, ci sono cose più importanti di internet.

Eppure oggi più che mai le possibilità si moltiplicano per chi non ha budget milionari da investire: search engine marketing, content generated content, blog, sono oggi alla portata di tutti.

Per chi, obietta che non ci sono i budget, occorrerebbe rispondere che non c'è il coraggio, non quello di investire, ma quello di provare modelli di comunicazione diversi da quelli tradizionali.

Nessuno chiede di mettere la mano sul fuoco, ma almeno di fare un test si, e misurare, misurare misurare. Se non funziona, non si può dire di non averci provato.

Si potrebbe fare molto con un po' di coraggio.

martedì, maggio 15, 2007

Secondo Marketing Camp 

Sto preparando l'intervento per il secondo Marketing Camp che verrà ospitato da Lorenzo Marini, che io definisco il poeta dell'advertising.

Da bravo provocatore, parlerò in casa di un pubblicitario, di advertising e di come a livello internazionale i nuovi linguaggi della pubblicità siano profondamenti influenzati dalla rete, dai social media e dagli user generate content. Ci sono tanti nuovi stimoli per i creativi che desiderano andare oltre la logica interstiziale dello spot.

Ascolterò con grande interesse gli altri interventi che da quello che vedo, metteranno a confronto modelli tradizionali e modelli alternativi di comunicazione e di marketing.

Gli organizzatori hanno saggiamente invitato persone con competenze diverse in modo da creare un dibattito che si preannuncia molto interessante.

L'immagine è di Cogentis

La pubblicità sugli audiovisivi di rete 




Il dibattito sugli audiovisivi di rete è molto acceso. YouTube, sta testando le diverse forme di advertising che proporrà a breve. (I primi screenshot sono disponibili via NewTeeVee)




Sono attuamente previsti il pre-roll video, la pubblicità testuale e lo static post roll. YouTube ha infatti in mente due tipologie di utente: chi vede i video direttamente da YouTube e chi invece incorpora i video sul proprio blog, per questo sta cercando di differenziare i formati.

lunedì, maggio 14, 2007

Doll Face 



Quando la società dei consumi tira troppo la corda.

I punti di intersezione delle storie 



Sono li sotto i nostri occhi, sono le diverse storie che si intrecciano sul web e non sono solo le storie ad essere così interessanti, quanto i diversi legami che le uniscono.

Sono i metadati gli elementi affascinanti di quest'evoluzione del web, tags, folksonomy, che mettono in relazione i diversi racconti in infiniti modi possibili che creano altrettanti mondi possibili.

Se ci abituiamo a questi nuovi modelli di esplorare i contenuti è ovvio che non torneremo indietro. Ci vorrà del tempo ma oggi i film muti chi li guarda più?

E chi guarderà un programma televisivo che ha un inizio ed una fine ed è rigidamente imposto dalla dittatura del palinsesto?

Prove tecniche di cambiamento 

Occorre ricordare che i grossi cambiamenti nell'advertising mix provengono dai big spender?

Occorre ricordare che le principali tendenze provengono dagli headquarter delle grosse multinazionali del marketing, dove vengono decise le strategie di comunicazione? Le filiali spesso localizzano o adattano.

Occorre ricordare che spesso l'anno fiscale negli Stati Uniti ha inizio a luglio? Nel prossimo anno fiscale alcuni big spender trarranno le prime indicazioni dai progetti sperimentali che hanno lanciato nel 2007. E' ancora troppo presto per dare indicazioni sulle tendenze, quello che è certo è che le grandi aziende, stanno valutando con grande attenzione le nuove opzioni di comunicazione a loro disposizione.

Anche le grandi agenzie, cominciano ad accorgersi, che ciò che ha funzionato in passato, potrebbe non funzionare più.

Qualche agenzia comincia pensare al rebranding, ma qui si tratta di andare molto più in profondità. Occorre ripensare con grande chiarezza al sistema di offerta, perchè qui sta cambiando tutto.

Love Today 

sabato, maggio 12, 2007

And the melody.... 



Il tenutario del blog, si prende un giorno di riposo visto che è di un anno più vecchio e dedica a tutti gli amici di Marketing Usabile, uno dei pezzi favoriti in assoluto.

venerdì, maggio 11, 2007

Segno dei tempi 



Una volta si facevano le recite scolastiche ispirandosi ai classici, oggi la fonte di ispirazione è YouTube

Qui trovate il video originale degli OkGo.

Brand Evolution 



Per i frequentatori di questo blog, questa presentazione non aggiunge molto di nuovo a quanto si sostiene qui da diverso tempo, ma dal punto di vista della comunicazione è sicuramente molto efficace a partire dal titolo.
Poi a furia di ripetere chissà che il concetto passi.

Il mercato sta dando segnali di stanchezza e giù a proporre spot e ancora spot, banner e ancora banner.

I video virali non sono una soluzione per tutte le stagioni e richiedere agli utenti di produrre dei video su un marchio, perchè fa tanto user generated content, mi ricorda tanto quei goffi tentativi di creare interattività forzata attraverso giochi sul web o di inserire un forum sul proprio sito, per creare una community.

Qui non si tratta solo di essere creativi, ma di capire un po' meglio le dinamiche della conversazione, del coinvolgimento, della collaborazione sui mezzi digitali per un brand e non cercare delle scorciatoie.

Scorciatoie di marketing 2.0 



Non è vero che hanno successo solo i video virali, i contenuti triviali, c'è spazio per la cultura, per la musica, per la poesia. E' questo il bello della rete. Permette la diffusione di contenuti che non trovano adeguato spazio sui canali televisivi.

Non c'è da meravigliarsi che questo straordinario video di Giovanni Sollima abbia tanto successo. E' stato messo in rete il giorno 9 maggio e nel momento in cui scrivo è stato inserito tra i favoriti da oltre 300 persone.

Che serva di lezione a tutti quelli che pensano alle solite scorciatoie per il nuovo marketing, anche se travestite da una patina 2.0

E-mail marketing, ma funziona davvero? 

Ci sono ricerche che continuano a dire che l'e-mail marketing è efficace, sarà anche vero, ma io non ci credo.

Credo nell'e-mail solo per strategie di retention e non per strategie di acquisizione di nuovi clienti.

Non ho più tempo per leggere le newsletter, le dem le cancello per default, e mi imbatto ogni giorno in nuovi articoli, che ti aiutano a razionalizzare la gestione delle e-mail.

Devo rinnegare oggi il primo articolo che scrissi per Internet News, nel lontano 1996 dal titolo: la gestione strategica della posta elettronica. E' l'unico dei miei articoli che non riconosco più.

Se usate con successo l'e-mail marketing, continuate a farlo, magari sono io che sbaglio, ma davvero come utente, con me non funziona.

mercoledì, maggio 09, 2007

Vuoi provare Joost? 

Joost™ the best of tv and the internet

Per tutti quelli che mi hanno chiesto di voler provare Joost, ora ho una serie di inviti a vostra disposizione. Contattatemi con il vostro nome e cognome e indirizzo e-mail e provvedo a registrarvi al servizio.

Update: vi devo avvisare, è tanto che osservo Joost e devo dire che l'experience è fino ad ora, terribile.

Le illusioni della pubblicità 


La foto è di Christina Lutze

Ieri oggi e domani 

Rinnovamento e Innovazione nel marketing e nella comunicazione 


Di innovazione ho scritto molto, soprattutto in relazione ai nuovi modelli di comunicazione pubblicitaria.

Parlare e scrivere di innovazione è bello, ma spesso operativamente mi trovo a lavorare in un altro ambito, quello del rinnovamento. Con questo termine, intendo "il fare le stesse cose, che si sono sempre fatte, con metodologie e mezzi nuovi.

Il rinnovamento è necessario, sia perchè nuovi strumenti e nuove tecnologie hanno un profondo impatto sulla trasformazione nel modo di lavorare, imparare, comunicare, vendere, relazionarsi, ma anche e soprattutto perchè vecchi modelli possono essere considerati dai clienti obsoleti e avere un impatto che si ripercuote sul business. Se comunichi in modo molto vecchio puoi apparire come un brand vecchio.

Gli americani parlano di fenomeno di buickizzazione. La Buick era un'auto molto popolare negli Stati Uniti, tra gli anni 70 e gli anni 80 e ha perso completamente la sua attrattività, per mancato rinnovamento. Si parla oggi di buickizzazione per descrivere tutti quei brand, quelle pratiche e quelle strategie che una volta erano popolari/efficaci, ma che per effetto del mancato rinnovamento o per trasformazioni nelle dinamiche di mercato, hanno perso ogni smalto.

Devo quindi dire che gli ultimi progetti di consulenza di cui mi sto occupando, riguardano più il rinnovamento, come l'ho inteso, che l'innovazione, molto più difficile da perseguire.

lunedì, maggio 07, 2007

Social Marketing 



Spero che l'era delle dicotomie sia definitivamente chiusa. Perchè dover scegliere tra "mercato" e "commons", quando sono possibili modelli ibridi in grado di trovare un equilibrio sostenibile tra profittabilità e ruolo sociale di un'impresa.

Mi piace molto il concetto di social enterprise, e ancora di più quello di social marketing. E' sicuramente un marketing usabile, come lo si intende da queste parti.

La parole chiave per il 2007 nell'industria della comunicazione 


Oramai lo ripetono tutti con convinzione. Le parole chiave per l'industria della comunicazione per il 2007 sono: internet, tecnologie digitali, indirizzabilità, social media, ma soprattutto misurabilità.

Occorre misurare la creatività e misurare con creatività.

L'immagine è di Edfast

La strada è tracciata per le agenzie di pubblicità 

360° Media approach 


Mi era proprio sfuggito questo speciale di Advertising Age, di novembre 2006, sulla "trasformazione" delle agenzie di pubblicità americane per affrontare le sfide della multicanalità e della frammentazione dei pubblici.

Credo che il cambio di paradigma possa essere riassunto dal pensiero di Wenda Harris Millard, chief sales officer di Yahoo:

"if you are talking about reaching the consumer, you are missing the point. You can reach anybody. The challenge now because of multitasking, is connecting with consumers".

In Italia succede qualcosa?

domenica, maggio 06, 2007

Because of the user 



Devo dire di trovare questo pezzo di Kelly Clarkson abbastanza noioso e sono qui a scriverlo sul mio blog. Questa è una forma di partecipazione alla grande conversazione, in questo caso sull'argomento musica, anche se non particolarmente originale.

Ma oggi internet è soprattutto co-creazione di senso e qualcuno non si limita ad esprimere il proprio giudizio, sul brano "Because of you", ma ha deciso, di proporne un nuovo arrangiamento.



E' questa la rete che prediligo, quella progettuale, quella che invece di limitarsi a criticare a volte in modo sterile, propone e co-crea.

Qual'è il vostro arrangiamento?

Avanti, ma con stile 


La foto è di Diagonals.

sabato, maggio 05, 2007

Stomp Out Loud 

venerdì, maggio 04, 2007

Le elezioni francesi 




Sto seguendo le elezioni francesi, ma non per i contenuti politici dei due candidati. Mi interessano piuttosto gli aspetti di comunicazione politica.

Da quello che mi è dato vedere in rete, sono interessanti le nuove forme di comunicazione a favore e contro Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal.

Sarei molto curioso di capire quale sarà il ruolo della rete nell'influenzare gli indecisi, perchè sono moltissimi che hanno dichiarato di decidere all'ultimo momento.

Gli anelli di congiunzione nell'innovazione di marketing 


Faccio parte dell'Associazione Italiana Marketing da diversi anni, ne sono stato Consigliere Direttivo e ho fondato in tempi non sospetti il Dipartimento di Marketing Digitale. Scrivo questo, perchè conosco bene le problematiche legate all'innovazione nel marketing e a tale proposito non sono purtroppo ottimista.

La situazione attuale, come la vedo io è un po' la seguente:
  • gran parte dell'innovazione di marketing proviene da Paesi più avanzati come Stati Uniti, Inghilterra, non perchè in Italia non ci sia chi innova, ma perchè non ci sono le condizioni strutturali per "esportare" nuovi modelli, nuovi approcci, nuovi paradigmi su scala globale.
  • nuove teorie di marketing vengono sviluppate oggi in primis dai professionisti del marketing e da utilizzatori di nuove tecnologie e poi amplificati da docenti che razionalizzano, perchè l'innovazione tecnologica abilita e rende possibili nuovi modelli di fruizione di contenuti (anche di marketing), nuove possibilità espressive, nuove modalità di relazione, nuove opportunità di acquisto... Molta innovazione si diffonde oggi attraverso modelli bottom up, più che top down, attraverso processi di razionalizzazione ex post. Qui sorge un primo problema. Molti docenti universitari italiani che si occupano di marketing non conoscono le tecnologie, non le utilizzano, non sono in rete e non si confrontano. Sono i docenti più giovani che stanno diffondendo l'innovazione nelle università, quando ne hanno la possibilità e non vengono ostacolati. Nella maggior parte dei casi questi docenti hanno un approccio pragmatico perchè sono anche consulenti o uomini/donne di azienda.
  • le nuove teorie non bastano servono soprattutto i modelli applicativi. Permission Marketing, Marketing Esperienziale sono ad esempio concetti filosofici che hanno bisogno di trovare applicazione attraverso strumenti da poter utilizzare. Si parla di crisi dello spot, di nuovi formati oltre il banner. Nella maggior parte delle conferenze si "fa molta filosofia" lasciando ai partecipanti un senso di vuoto e la fatidica domanda: so what? Mancano le persone in grado di progettare nuovi ambiti di applicazione di vecchi formati in nuovi contesti e di nuovi formati per differenti contesti. Principalmente è un problema di ricerca e sviluppo, attività che non vuole fare nessuno e per cui mancano i fondi. Non si fa nelle università, non si fa nelle agenzie di comunicazione e nei centri media e si fa pochissimo nelle aziende. Ma è anche un problema di cultura. Oggi la cultura prevalente è a compartimenti stagni, ci sono troppi steccati. Occorrerebbe favorire il travaso di competenze e i momenti di confronto tra professionisti con competenze diverse.
  • I modelli a supporto del marketing vengono portati avanti da aziende che stanno offrendo nuovi strumenti di misurazione, nuovi modelli per le ricerche di mercato, nuovi metodi per la misurazione dell'efficacia della comunicazione... Queste aziende stanno avendo molta difficoltà, perchè il nostro Paese penalizza l'innovazione perchè ha una mentalità diffusa di conservazione. L'innovazione verrà accettata solo quando sarà strettamente necessario e non se ne potrà fare a meno.
Il problema vero non è quello di ricercare le responsabilità per il grande gap che ci separa dai Paesi più avanzati nella diffusione della cultura dell'innovazione di marketing, ma di prendere atto che l'innovazione dove ha luogo, è un processo diffuso, per questo è indispensabile, a mio parere, creare, trovare, mettere insieme gli anelli di congiunzione tra i diversi attori e fare in modo di progettare nuove reti e rafforzare quelle che già sono esistenti per diffondere l'innovazione e per una cultura della comunicazione aperta trasparente e al passo con i tempi.

Di una sola cosa sono assolutamente certo, l'innovazione non può essere portata avanti da nessuno in modo isolato, per questo occorre mettersi insieme.

L'immagine è di Ineedhits
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