giovedì, marzo 29, 2007

Potere all'utente 

Oggi all'Iptv Forum si è parlato molto di contenuti e di business model.

Nel panel a cui ho partecipato, ho affermato che la comunicazione sui paid media e quella sugli earned media, non sono in contrapposizione, ma coesistono.

Ho invitato i presenti a non cavalcare la moda degli user generated content, ma piuttosto a comprenderne i valori e la cultura della co-progettazione.

Processo al marketing 

E' facile accusare da fuori, molto più difficile fare autocritica.

Questa accusa che Maurizio Chiesura, ex presidente dell'Associazione Italiana Marketing, rivolge al marketing è un atto di grande onestà intellettuale.

Non è il marketing ad essere sotto processo, ma la sua strumentalizzazione. Ricordiamoci che nella filosofia del marketing, il cliente è al centro. Questo molti se lo sono dimenticati.

Il richiamo di Maurizio, con cui ho lavorato, nel Consiglio Direttivo dell'AISM, va appeso in ufficio e letto ogni mattina.


Il marketing è stato un acceleratore dell’economia di mercato ed ha fortemente contribuito al progresso, ed allo sviluppo economico e sociale dei Paesi occidentali.

Non intendo quindi mettere in discussione la validità di ciò che il marketing ha fatto, ma di ciò che il marketing sta facendo o meglio di come oggi alcuni professionisti della materia lo interpretano.

Tanti sono i casi dove il marketing:
• finge un valore che non c’è;
• convince il consumatore di significati che non ci sono,
• brucia risorse per spiegare al consumatore significati che egli conosce già.

Chi ritiene che le ragioni del business e del profitto immediato giustifichino qualsiasi scelta dell’impresa spesso si abbandona ad un marketing corsaro ed aggressivo finalizzato a difendere oligopoli, a sostenere speculazioni od a sfruttare debolezze dei potenziali consumatori.

È sotto accusa quel marketing che ha contribuito a tenere alle stelle in Italia il prezzo del latte in polvere. È sotto accusa quel marketing che vede nella legge in difesa della Privacy, un “ostacolo” al proprio operato, un ostacolo quindi da aggirare, da ingannare, da ignorare. È sotto accusa quel marketing che per fidelizzare i clienti suggerisce di aggiungere nicotina alle sigarette così da aumentare la dipendenza nei fumatori.

La rivista scientifica Neuron ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca scientifica condotta negli USA dove alcuni neuroscienziati hanno scoperto - con la risonanza magnetica - che la pubblicità agisce sulle 2 aree del cervello che sono deputate alla percezione del piacere e della gratificazione, e sono le stesse coinvolte nelle malattie psichiatriche come la depressione. Ciò evidenzia come il Marketing o meglio la comunicazione di marketing sia una componente al tempo stesso potente e pericolosa se usata da specialisti che puntano a legare, condizionare, plasmare i clienti anziché a creare più valore per loro.

Alle aziende che devono adattarsi ai rapidi cambiamenti dello scenario mondiale necessita soprattutto un marketing che analizza e ricerca, che rileva i problemi ed i bisogni dei clienti, che stimola l’innovazione, il confronto, l’ascolto. Il modo attuale di fare marketing è invece troppo sbilanciato verso la “comunicazione”. Il marketing deve essere di più studio del mercato, di più analisi dei bisogni, di più comprensione di come evolve il mondo; il marketing deve essere di più una filosofia di gestione, che stimola la creazione di valore per gli stakeholder promuovendo innovazione e miglioramento, c’è bisogno di un marketing creativo incisivo anche nel “problem finding” e nel “problem solving” e non solo nelle tecniche e nelle modalità di comunicare.

Il modo attuale di fare marketing non ha aiutato a sufficienza le imprese a vivere positivamente la globalizzazione dei mercati. Anche il marketing ha contribuito a far vivere la Cina come una minaccia anziché come un’opportunità, venendo meno alle premesse su cui era nato e si è sviluppato.

Va criticato quel marketing incapace di spingere le imprese nei mercati che stanno sviluppandosi tumultuosamente. Quel marketing incapace di promuovere internamente alle imprese i cambiamenti necessari per mantenerle competitive.

Molti attori e protagonisti del marketing attuale infatti pensano soprattutto a “giocare contro i concorrenti” piuttosto che a giocare per i clienti, per i consumatori, per i cittadini. Tutto ciò nasce dal fatto che il marketing attuale ha un rapporto conflittuale con la CONCORRENZA, cioè con la propria mamma!

Il marketing attuale, un po’ invecchiato ed un po’ autoreferenziale, gioca in difesa nei confronti della concorrenza, si è “dimenticato” che la concorrenza è un bene pubblico perché è un agente di sviluppo e di giustizia sociale.

La concorrenza porta al superamento delle “rendite” derivanti da situazioni di monopolio e di oligopolio, la concorrenza abbassa i prezzi, la concorrenza da più potere ai consumatori, la concorrenza stimola la qualità ed il miglioramento, la concorrenza è il fattore che rende efficiente l’economia di mercato ed è proprio la concorrenza che ha ispirato i principi alla base del marketing.

Stiamo vivendo un marketing di “difesa” che:
• punta più a convincere che a soddisfare, (si impegna più a comunicare che a capire),
• punta più alla forma che alla sostanza, (si preoccupa più della confezione che del contenuto),
• punta più ad affascinare che ad informare, (la capacità di emozionare è più importante delle capacità di problem finding e di problem solving).

Non è quindi il marketing che chiedo di condannare bensì il modo difensivo, conservativo, autoreferenziale e coercitivo con cui alcuni suoi interpreti lo applicano.

Condannare le sempre più frequenti “iperboli del marketing” forse stimolerà il rinnovamento della disciplina, disciplina che è una risorsa utilissima per chi intende promuovere uno sviluppo sostenibile.

Il marketing non deve cambiare, deve semplicemente tornare alle origini, perchè questo marketing predatorio non crea più valore per nessuno.

Che palle questo web marketing 

E' un po' che lo pensavo e ci giravo intorno, ma adesso lo voglio dire chiaramente, visto che sembra non sia l'unico a pensarlo.

Considero una larghissima parte delle campagne di web marketing estremamente noiose e ripetitive. Molti corsi di formazione insegnano le stesse cose di dieci anni fa, (con le dovute correzioni legate allo sviluppo tecnologico) non c'è stata una grande evoluzione dei modelli .

Si criticano le pubblicità televisive, ma sul web non si vede poi così tanta creatività.

Nel 1996 in un convegno che organizzai sull'internet marketing, ebbi modo di parlare della creazione di quello che allora definivo "l'area gravitazionale di marketing", un modello incentrato sulla ricerca di elementi per rendere sempre più attrattivo un sito web commerciale.

Il concetto di attrattività è stato così centrale che molti hanno erroneamente associato il termine web marketing (che ho smesso di usare da molto tempo), all'utilizzo dei motori di ricerca come strumento di promozione del proprio sito, tanto da creare nuove competenze e una nuova disciplina: il search engine marketing, basandosi sul fatto che la maggior parte delle informazioni sono reperite in rete utilizzando per l'appunto, i motori di ricerca.

A distanza di pochi anni alcune cose sono cambiate, certamente non la centralità dell'utilizzo del motore di ricerca da parte degli utenti, la cui importanza è cresciuta, ma la fine del "monopolio del sito web" nelle strategie di internet marketing e l'impiego di "tools" come strumento per attirare gli utenti a se.

Un articolo su Fast Company comincia a porre dei quesiti che non sono irrilevanti:

"Why are we still so flummoxed by the Web? Why does every ripple in the water, whether it's social networking, user-generated content, or the popularity of video, produce such an outsized tidal wave of frenzied--and wasteful--activity? For one, it's about discipline, or rather the lack thereof. "Technology reduces the barrier to entry and that means less discipline in developing products," says Jeff Housenbold, CEO of photo processing and sharing pioneer Shutterfly"

"Perhaps the biggest problem is that we're too hung up on our own Web sites. Your site is your virtual corporate headquarters. Do you hang out in office parks for fun? Exactly. So why do you expect your customers to do the same online? Too many companies want their Web site to be a destination, because they're so used to controlling the way they interact with clients in the real world. But no amount of video, games, or free MP3 downloads is going to get anyone to spend time on your site."

Turns out that "the question" is the wrong one to be asking. You should ask "where your users are, rather than the other way around," as Ted Shelton, founder of news aggregation tool the Personal Bee, puts it. Once you've found them, then you can find a way to join the conversation--without being a tool.

This, of course, is the hard part, because companies are, again, too accustomed to being one-way publishers of information. "Imposing distribution onto consumers" is how traditional gatekeepers think, says Jordan Levin, a former gatekeeper himself as the president of the WB network, now CEO of a content-creation company called Generate. Try to remember that the Internet is a communications medium first and a distribution channel after.

La gran parte delle strategie di comunicazione in rete è oggi erroneamente focalizzata sulla necessità di attirare i potenziali clienti sul proprio sito, quando l'evoluzione del web sembra andare in una direzione opposta che comincia a considerare anche i modelli dell'informazione distribuita.

Approfondirò il concetto in prossimi post.

Credits per l'immagine: lawywers and settlements

mercoledì, marzo 28, 2007

Pubblicità contestuale? 


Io sono un fautore della pubblicità contestuale, ma spesso quando viene distribuita in modo automatico da Google, crea delle situazioni paradossali. (cliccare per ingrandire l'immagine )

RitaliaCamp: la palestra digitale 


Partecipare a RItaliaCamp consente anche di fare tanta sperimentazione. E' un'autentica palestra digitale.

Forse a qualcuno potrebbe interessare come si organizza un evento facendo ricorso massiccio di Skypecast, blog, wiki, podcast e vodcast e strumenti come Yahoo Answers, il cui uso innovativo ha meravigliato positivamente la stessa Yahoo, che ha deciso di fornire supporto a RItaliaCamp.

E' incredibile la quantita di cose che ho imparato in un solo mese sulle tecnologie collaborative.

Fare comunicazione oggi 


Fare comunicazione richiede di studiare molto e aggiornarsi costantemente. Costringe ad avere un approccio multidisciplinare. Obbliga a mettere in discussione costantemente le proprie convinzioni, perchè tutto è in forte evoluzione.

Fare comunicazione oggi significa più di ogni altra cosa mettere le mani nel motore e non limitarsi ad osservarlo.

E' bello lavorare con i motori, ma ci si sporca le mani e si macchiano i vestiti.

martedì, marzo 27, 2007

Quale è il ruolo di un consulente oggi? 


Qual'è il ruolo di un consulente? Quale il ruolo di un docente, nell'era della conoscenza distribuita?

E' un tema molto importante su cui non si è riflettuto abbastanza.

David Orban, cerca di spiegare il cambio di paradigma per chi si occupa oggi di consulenza.

L'Open Source ha conquistato il mondo. Ci sono persone che non se ne sono ancora accorte ed organizzazioni che caparbiamente si attaccano al vecchio modello del codice chiuso. C'è chi non capirebbe nemmeno di cosa si sta parlando. Ma come succede con alcune rivoluzioni che lentamente ma sicurezza trasformano il mondo, tanto da renderlo irriconoscibile dopo due o tre generazioni, la nuova filosofia di valore senza barriere ha cominciato a permeare altri settori oltre a quello della progettazione software.

L'Open Knowledge, dalle pubblicazioni accademiche come Plos, alle enciclopedie online come Wikipedia è un esempio importante di queste nuove tendenze più ampie (Creative Commons offre una cornice legale fondamentale a tutto questo, anche se ci sono puristi che non sono d'accordo con il suo approccio che ammette ci siano colori oltre al bianco e al nero.)

Questa partita è diventata adesso parte del tabellone chiamato restrittivamente Open Source, che adesso si deve ridefinire Open Knowledge, dove i processi di consulenza e progettazione non possono più essere 'chiusi' ma più sono all'aperto, più producono valore, tanto per il consulente, quanto per il committente e per il pubblico in generale. Elevare il livello generale della discussione permette di stare tutti meglio. I tempi in cui c'era chi approfittava di avere clienti ignoranti che manovra come voleva, tanto arrivava il rinnovo annuo di commesse in marcia automatica sono per fortuna finiti. I clienti informati, attenti e intelligenti sono una benedizione per quel consulente, che desidera lo stimolo e la sfida per garantire la tensione evolutiva che gli permette di rimanere spendibile sul mercato.

Se non tutti ancora hanno capito cosa significa l'Open Source nella programmazione, non c'è da sorprendersi che siamo agli inizi dell'analisi delle conseguenze dell'Open Knowledge nella consulenza. Ma la gara ad approfondirla è già aperta...

Il consulente di valore oggi non è certamente depositario della conoscenza. Il suo ruolo non è quello di creare o aggregare informazione, ma di progettare nuovo valore, attingendo al patrimonio della conoscenza disponibile ma contribuendo ad alimentarla attraverso una logica win win win, per se stesso, per il suo committente e per l'ambiente in cui opera.

RItaliaCamp: i segnali del cambiamento 


RItaliaCamp è un progetto critico di quanto è stato fin qui realizzato sul portale italia.it ma è mosso da una logica collaborativa e non antagonista.

Nasce con la volontà di stimolare le energie positive che operano in rete e mettere a disposizione l'intelligenza collettiva che nasce e si organizza nella blogosfera, ma anche di rilanciare il dibattito sulla trasparenza e sulla democrazia partecipativa.

Il progetto sembra assumere importanza, visto che anche IBM una delle società maggiormente criticate dai blogger, ha deciso di condividere le finalità di RItaliaCamp.

Questa è la mail che ha inviato:

Abbiamo seguito con attenzione le reazioni che hanno accolto la recente presentazione del portale sul turismo italia.it. e la nascita del gruppo Ritalia che da queste critiche prende le mosse.
Osserviamo con interesse il fenomeno ‘web2.0′ con le forme di collaborazione che lo contraddistinguono, dal RSS ai wiki e ai podcast fino a Second Life: noi stessi ne siamo forti utilizzatori e siamo consapevoli di quanto sia importante alimentare il rapporto con tutti coloro che ne hanno fatto terreno di dialogo e scambio di opinioni. Dunque, siamo convinti che un confronto aperto e trasparente non possa che risultare stimolante e produttivo.

Il nostro impegno nei confronti di Ritalia
Con il gruppo Ritalia e organizzatori dell’evento RitaliaCamp abbiamo quindi concordato di partecipare alla discussione negli ambiti virtuali che la comunità si è data. Per semplificare e rendere più veloce l’interazione, proporremo i nostri interventi come un unico interlocutore che si firmerà “il team IBM Italia-ITS-Tiscover” e che si incaricherà di portare le vostre osservazioni, i suggerimenti o le critiche al nostro gruppo di lavoro e di ‘postare’ quindi le risposte.

Cosa vorremmo offrire alla comunità
In primo luogo conoscenza. Molte delle scelte che abbiamo fatto sono il frutto di requirement ben precisi di cui è necessario tenere conto. Inoltre l’esperienza insegna che raramente un problema tecnologico ha una sola soluzione e discutere i meriti di approcci diversi, in modo pacato e costruttivo, può mettere in luce utili spunti. In secondo luogo vorremmo, ove lo ritenessimo utile e migliorativo, dare riscontro e seguito ai suggerimenti o alle critiche puntuali, informandovi di modifiche e sviluppi legati ai commenti e ai suggerimenti proposti, in modo che siano visibili a tutti.

Cosa vorremmo ricevere dalla comunità
Pensiamo di condividere con la comunità Ritalia un obiettivo: che il portale italiano del turismo sia il più ricco e il più utile possibile per questa industria così importante per il nostro paese. Il turismo è un’industria complessa, che richiede la partecipazione sinergica di Governo, Regioni e organizzazioni locali: Italia.it dev’essere dunque un progetto che unisce e non che divide. Contiamo che anche questo dialogo possa offrire suggerimenti, spunti e critiche per proseguire in questa direzione.

Come organizzare il dialogo?
Riteniamo che sarebbe utile dividere le discussioni in quattro categorie: “Contenuti”, “Infrastruttura e tecnologia”, “Accessibilità” e “Quesiti vari”. Da parte nostra porremo grande attenzione ai contributi delle comunità da qualunque parte provengano ma, nello stesso tempo, pensiamo che sia più utile alla discussione riportare le risposte sul blog Ritalia che, in questo modo, diventerebbe un repository delle questioni tecniche.

Non so darne una valutazione, certo, solo un mese fa, non sarebbe avvenuto.

Media Today 

C'è solo una cosa che non mi convince di questa presentazione.

E' il titolo, io l'avrei chiamata "Media Today", nella misura in cui, molte cose stanno succedendo sotto i nostri occhi e i media stanno cambiando, come si dice "sotto le nostre scarpe".

lunedì, marzo 26, 2007

Advertising Remix 




Questo è ciò che succede quando si prova a remixare uno spot pubblicitario. (Pepsi)

Conferenze e web 2.0 

Hugh MacLeod, scherza, ma seguirò il suo invito alle prossime tavole rotonde in cui sono invitato come relatore cercherò di "controllare la conversazione dicendo che non si può più controllare la conversazione".

Meno male che Hugh ci riporta con i piedi per terra. Non credo che il web 2.0 sia totalmente una bolla, ma qualcuno ci marcia, pertanto un po' di sano realismo non guasta davvero.

Quale promozione digitale per il turismo? 



Questa settimana nella mia agenda personale, il tema turismo ricorre spesso.

Venerdì sarò a Napoli alla Borsa Mediterranea del Turismo, per partecipare al convegno dal titolo "le nuove tecnologie digitali a supporto del marketing territoriale e della promozione turistica" organizzato dall'agenzia Estensa.

Qui si può trovare il programma delle conferenze.


Mi sarei trattenuto volentieri a Napoli per il week end, ma sabato non posso mancare a RItaliaCamp

Cosa può offrire un blog? 

Non scrivere di te, scrivi qualcosa che possa interessare gli altri.

Questa affermazione è sicuramente opinabile, perchè ci sono dei blog che giustamente vengono aperti e aggiornati per parlare di se stessi.

Nessuno può e dovrebbe dire ad un autore come dovrebbe essere il suo blog.

Ci sono però altri blog che hanno finalità diverse, come i blog aperti dalle aziende per finalità relazionali, che sono concepiti già avendo in mente un determinato "pubblico".

Anche sui corporate blog, non ci sono opinioni che mettano tutti d'accordo.

Questa presentazione di Kathy Sierra, è molto recente, ma già sta facendo discutere.



Sono assolutamente convinto che molti di voi la riterranno interessante, ma non tutti si troveranno d'accordo con l'autrice, come è normale che sia.

La parte della presentazione che mi ha colpito di più è dove si sostiene che è un errore la ricerca sistemica del consenso.

"If everyone loves everything you write, it's probably mediocre".

domenica, marzo 25, 2007

Creatività inedita? 

Mentre qualche pubblicitario insiste ancora con il dibattito sulla creatività inedità, in rete si fanno citazioni, si rimixa, si reinterpreta.

Io sono letteralmente affascinato quando vedo certi mash up davanti ai quali mi "levo il cappello".


La forza propulsiva della comunicazione liquida 


Oramai nessuno si aspetta che al prossimo RItaliaCamp si rifaccia il portale di italia.it, ma il 31 marzo avrà luogo comunque un importante dibattito che andrà ben oltre il tema del giorno.

Si parlerà di coinvolgimento, di impegno civile, di trasparenza e della forza propulsiva della comunicazione liquida.

Se fosse solo per il gruppo di volonterosi organizzatori, RItaliaCamp non avrebbe avuto una simile amplificazione mediatica.

Sono le centinaia di api della comunicazione a costituire uno sciame che sta rendendo importante l'evento a prescindere dai suoi contenuti.

Un tempo si usava dire: "non sottovalutare il consumatore, il consumatore è tua moglie".

Oggi mi sento di dire di "non sottovalutare la gente che sta in rete, perchè fa parte di un'opinione pubblica che vuole esprimere le proprie idee e partecipare attivamente a quel cambiamento che non si accontenta più di auspicare.

E' stato un blog il propulsore della raccolta di firme per abolire il costo di ricarica dei telefoni cellulari.

E' oggi un wiki ad ospitare il manifesto di RItaliaCamp ed una chat il "luogo" in cui gli organizzatori si riuniscono a discutere sul progetto.

Se l'elemento comunicazionale di questo progetto è così importante ed innovativo perchè si sono iscritti così pochi pubblicitari, pochi esperti di pubbliche relazioni, ancora meno docenti che insegnano comunicazione all'Universita?

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sabato, marzo 24, 2007

Strumenti digitali 


Sono sincero, ancora non ho capito se il Tumblr è uno strumento di comunicazione più agile del blog e se può effettivamente avere degli utilizzi interessanti o se è un'ennesima bufala.

Solo giocandoci un po' forse riesco a venirne a capo.

Voi che cosa ne pensate?

Un momento che dura un infinito 


"Il servizio di posta elettronica non è attualmente disponibile: ci scusiamo per il momentaneo disagio."

23 marzo 2007 ore 17.00

In merito al guasto di natura tecnica che ha colpito il Sistema E-mail di Infinito, desideriamo fornire un aggiornamento.

Nella serata di lunedì 19 marzo abbiamo riscontrato un problema di ordine tecnico relativamente al funzionamento del Sistema E-mail. Questo guasto ha vanificato ogni contromisura adottata per impedire il blocco del Sistema E-mail.

Prima di intraprendere azioni di ripristino abbiamo dato corso a una procedura di salvataggio dei contenuti presenti nel mail server interessato. Questa operazione ha richiesto da sola oltre trentasei ore di lavoro continuo per la gran mole di traffico.

Successivamente abbiamo dato il via a una serie di azioni tese da un lato a rendere accessibile la casella e-mail di ogni utente e dall'altro a avere disponibili i contenuti preesistenti.

Queste operazioni hanno comportato uno slittamento dei tempi di ripristino. Daremo aggiornamento a breve.

Lo Staff di Infinito.it

venerdì, marzo 23, 2007

Generative Graffiti 



Uno dei settori più interessanti per la cominicazione riguarda il futuro della comunicazione outdoor, all'estero si stanno sviluppando nuove tecnologie, ma si fanno anche tante sperimentazioni per lo sviluppo di nuovi linguaggi, è un campo in cui è ancora tutto da fare e dove c'è molto spazio per l'innovazione creativa.

Evolving media 

Il giorno 29 marzo sarò relatore all II Iptv Forum .

Parlerò della comunicazione che cambia nell'era del long tail. Per chi mi conosce, non si meraviglierà per il fatto che ho intitolato il mio intervento "comunicazione liquida".

Mi troverò in un panel di grande autorevolezza tra Pieranna Calvi responsabile Marketing Pubblicità Interattiva della Sipra e Maurizio Sala, presidente Art Director's Club, spero di non annoiare troppo il pubblico, avendo a fianco due brillanti oratori di cui nutro la più grande stima.

Non parlerò direttamente di linguaggi della comunicazione, che non è il mio tema, ma di come, la comunicazione in rete, stia profondamente influenzando la pubblicità e più in generale la comunicazione d'impresa (anche se non molti se ne sono accorti).

Nella tavola rotonda, cercherò di spiegare che le aziende non devono temere di perdere il loro controllo sulla comunicazione, perchè il controllo non lo hanno più, ma soprattutto di come l'interattività tout court non sia un valore se non riesce a creare un dialogo.

Il Forum costituirà per me un'interessante occasione per ascoltare le ultime tendenze relative allo sviluppo dell'Iptv.

Sarà importante rimanere con i piedi per terra, perchè l'evoluzione dei media non riguarda tutti e il grave problema del digital divide deve sempre essere tenuto presente.

Credits per la vignetta Picayune Uclick

Money for nothing 



La differenziazione è importante, ma non quando si chiede agli acquirenti di pagare per il "nulla".

Trash marketing 

Claudio Iacovelli, commenta la mia raccolta di immagini, che ho inserito al post precedente a questo e mi spinge ad una riflessione, lo ringrazio per questo. Mi consente di chiarire le mie intenzioni.

Ho cercato di mettere insieme alcune immagini, per rilanciare il dibattito su un marketing trash che non condivido e da cui ci dobbiamo allontanare.

Mi guardo bene dal fare discorsi estetici, non potrei, altri lo farebbero meglio.

Non parlerò di responsabilità sociale delle imprese, di orientamento al cliente, di conversazione, semplicemente perchè per molte imprese sono concetti ancora lontani, incomprensibili, sono poi strade troppo lunghe da percorrere e richiedono troppo impegno.

Cercherò anche io di cambiare registro e di parlare di inefficacia dello spam, del marketing urlato, dell'intrusività e dell'eccesso, dei sotterfugi.

Sono banali, stereotipate, prive di senso le immagini che ho raccolto? Ne sono felice, allora ho colto nel segno.

Quando noi sbagliamo, spesso non vogliamo ascoltare chi ci suggerisce di cambiare, le critiche ci appaiono degli attacchi ingiustificati, allora l'unica cosa da fare è obbligarci a vedere le fotografie di noi stessi o delle cose che produciamo mentre sbagliamo. Così senza commenti. Solo allora ci renderemo conto, che è ora di cambiare.

Chi mi aiuta a raccogliere del materiale sulle pratiche trash nel marketing?

L'immagine è di Ballistix

giovedì, marzo 22, 2007

Stop this marketing now 

Innovazione significa ispirazione 


Quando ci si confronta, nascono inevitabilmente nuove idee, questo è quello che è successo al BIF2 Collaborative Innovation Summit in cui si è discusso di innovazione e di collaborazione in azienda.

Ho selezionato alcune riflessioni che mi hanno più ispirato, le altre le trovate qui.

Innovation is not a process. It’s creating an environment that helps teams of people quickly build trust and relationships. Then people have the right framework to create.
Ivy Ross, executive vice president, product design and development, Old Navy on the secret of quickly getting new ideas from teams

Innovation is often just looking at what you have and taking it somewhere new.
Diane Hessan, CEO, Communispace on the value of really knowing your customers

Nothing happens without an innovation intent or point of view.
Larry Keeley, Doblin Group, on the most common obstacle to innovation

Just by making half a turn the whole world can change.
Liz Lerman, founder of the Dance Exchange on how taking a slightly different view can help us see new things

Sometimes doing research is an excuse for not doing anything else.
Jane Fulton Suri, chief creative officer, IDEO, on the need to rediscover the value of research – observing patterns and themes in new ways for inspiration, imagination, empathy

There too much design research and process around creative beautiful objects and not enough on the customer experience.
Jeneanne Rae, president of Peer Insight, on the huge lack of understanding around services innovation and understanding a customer’s entire journey

A good marriage is about a conversation, not sex.
Day One moderator Richard Saul Wurman on how conversations connect people and ideas in meaningul ways

Execution is successful only if the author of the idea passionately embraces the execution team.
Mary Pat Ryan, executive vice president, Sirius Satellite Radio, on the critical need for passion to transcend the big idea and seep into everyone making the idea real

There’s more history under the sea than on the earth
Oceanographer Bob Ballard on the value of creating new technologies that can help children explore what’s under the ocean, from ocean exploring vessels right to the classroom

“They are us.”
Inventor Dean Kamen on the need for people to get more involved in helping kids realize what a blast science, engineering and technology can be, urging tech types to volunteer in the FIRST program

All new ideas are combinations of existing ideas.
Frans Johansson, author of The Medici Effect, on the tremendous value of combining ideas from different fields and looking at the connections and intersections of those ideas

It was difficult to reconcile my desire to be an artist with the reality that I was an administrator.
Roger Mandle on how he came to see his role as president of RISD as one of an artist, creating an environment for creativity and innovation, like onoing performance art among talented people

Don’t be a star, be a galaxy.
Peter Gloor, MIT professor and author of Swarm Creativity, on the value of connecting talented people to achieve innovation

Social networks like MySpace have nothing to do with core relationships. They are impermanent really just advertising vehicles.
Wall St. Journal columnist and conference Day 2 moderator Walt Mossberg on the value of going to conferences like BIF2 and meeting people face to face

Theater is where civilizations throughout history have shaped their democracies. But make no mistake friends, Broadway is not a democratic place.
Trinity Rep artistic director Curt Columbus, on the value of regional theater as the vital public square for people to talk about ideas shaping their communities and lives.

What’s the next great idea for you? What is the next big chapter in your life?
Randy Antik, founder of Swat Team Partners, on the questions worth asking ourselves to stay passionate, engaged and innovative

Che cosa è per te l'innovazione?

Partecipando a RItaliaCamp 


Partecipando a RItaliaCamp ci si accorge subito che uno dei principi espressi dal gruppo è verissimo. E’ un progetto in cui il processo rappresenta uno degli obiettivi.

RItaliaCamp è certamente focalizzato sulla valorizzazione del patrimonio turistico italiano, attraverso un utilizzo innovativo e consapevole degli strumenti open della rete, ma i partecipanti offrono la loro disponibilità intellettuale, organizzativa, relazionale, le loro competenze, per un progetto comune, secondo i principi dell’economia del dono, ricevendo in cambio qualcosa di estremamente prezioso.

Possiamo chiamarlo apprendimento dinamico, serendipity, o in qualunque altro modo perchè è difficile definirlo. E’ la difficile capacità di apprendere ad apprendere, di imparare ad innovare, perchè quello che caratterizza RItaliaCamp non è solo l’utilizzo sperimentale di strumenti come il blog, il wiki, lo skypecasting, ma soprattutto la grande opportunità di sviluppare nuove forme di brainstorm continuo, di risolvere problemi complessi, di progettare il nuovo e di modellare il proprio talento creativo.

Non è un caso che si stanno avvicinando al progetto RItaliaCamp non solo tutte quelle persone che hanno a cuore il destino della comunicazione digitale del turismo del nostro Paese, ma anche ricercatori, studenti, professionisti, creativi che sono estremamente interessati al processo di creazione e di implementazione di nuove idee.

Partecipando a RItaliaCamp ci si accorge che il termine serendipity, è una costante nel progetto. Chi si è accostato al progetto per impegno civile, perché ha qualcosa da raccontare, per vivere un’esperienza, per cambiare qualcosa, potrebbe anche trovare qualcosa che non aveva cercato in modo diretto, nuovi strumenti di sviluppo e progettazione, ma anche ed è forse la cosa più importante, nuovi amici.

Partecipando a RItaliaCamp si può avere la dimostrazione che non è vero che non cambia mai nulla e che siamo noi i principali agenti del cambiamento.

Partecipando a RItaliaCamp ci si accorge che ci sono sempre tante cose da fare, perchè qualcuno inevitabilmente rilancia nuove idee crea nuove opportunità, sviluppa nuove relazioni e porta a nuovi progetti.

Partecipando a RItaliaCamp non si sa come andrà a finire, ed è quindi molto meglio che guardare un programma televisivo e molto più stimolante della scrittura sul proprio blog, perché è un evento che si aggiorna come un blog, ma che offre un’esperienza indimenticabile.

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mercoledì, marzo 21, 2007

Quali blog preferisci? 


Per quanto mi riguarda, quelli che non sono alla ricerca del consenso, ma nemmeno del dissenso a priori.

Quanto dura un momento? 

Chiamatemi sentimentale, ma al mio indirizzo di posta su Infinito c'ero abituato, sono oltre dieci anni che lo utilizzo, nonostante le valanga di spam che ricevo e la scarsa "capienza".

Succede che da 24 ore non riesco ad accedere al mio account, il call center non risponde e mi si dice sul sito che: "il servizio di posta elettronica non è attuamente disponibile, ci scusiamo per il momentaneo disagio."

Sono qui a chiedervi, ma quanto dura un momento?

Questione di (ehm) palle 

Adoro questo spot di Gap



Ma trovo che la parodia di Andy "Gap" Dick sia sublime



Da noi non succede perchè solo una grande pubblicità può subire una grande parodia.

Da noi non mancano i creativi, ci sono e sono anche bravissimi, quello che manca è il coraggio.

Coraggio di chi propone e di chi decide.

Creatività diffusa 

Sto prendendo lezioni di creatività pubblicitaria. Io non sono un creativo, mi occupo di marketing della comunicazione, ma adoro frequentare i creativi.

Ogni sera non guardo gli spot, ma le loro parodie user generated e torno a divertirmi come ai tempi di Carosello.



Sembra che questo video piaccia molto



.... ma non a tutti



Ho nuove idee che vorrei condividere con qualche agenzia di pubblicità, helloooo siete all'ascolto?

What the f.....

martedì, marzo 20, 2007

La superficialità nell'era del web 2.0 

Le premesse:

Marco scrive un post sulle spammamicizie al tempo dei blog. Vittorio critica il modo in cui i temi che riguardano la rete diventano argomenti alla moda (ne aveva anche parlato Mauro Lupi in passato).

Comprendo perfettamente il disagio di persone che vivono la rete da tanto tempo e che ne hanno assorbito i valori. Mi sento anche io a disagio quando come consulente aziendale mi scontro con una mentalità che ritiene che tutto possa essere acquistato e le relazioni gestite.

Da tempo cerco di riflettere sul problema dell'alta velocità dei cambiamenti, come alibi per chi passa di cambiamento in cambiamento, senza fare un'adeguata introspezione.

La società sta diventando liquida, il marketing sta diventando liquido, dove il termine liquido ha connotazioni positive. Liquido vuol dire in movimento, significa fluido, scorrevole. Il liquido arriva dappertutto è democratico non si ferma davanti ai muri, li attraversa.

Il liquido vuole superare il solido quando è incacrenito, ammuffito, stantio, ma ad un certo punto il liquido si deve solidificare, perchè non si può costruire sul liquido. Le relazioni sia personali sia di affari, quando sono liquide non hanno barriere sono aperte, ma devono poi solidificarsi.

Citando Bauman nella sua introduzione al suo bellissimo libro

..."l'abitante della nostra società liquido-moderna e i suoi successori sono oggigiorno obbligati a costruire qualcunque legame intendano usare come ponte di collegamento con il resto dell'umanità ricorrendo alle proprie dti e capacità di dedizione. Slegati da tutto, essi devono connettersi....

Nessuna delle connessioni usate per colmare il vuoto lasciato dai vecchi legami oramai logori o già spezzati ha tuttavia garanzia di durata. E comunque devono essere legami "allentati", di modo che si possano sciogliere senza troppe lungaggini non appena lo scenario venga a mutare - e nell'epoca della modernità liquida ciò accadra di certo e ripetutamente.


C'è un profondo bisogno di instaurare "relazioni" ma al contempo di restarne impigliati, poiche le relazioni stabili paventano che tale condizione possa comportare oneri e tensioni che non si vogliono né pensano di porter sopportare e che dunque possa fortemente limitare l'agognata libertà di.... instaurare relazioni.


Nel nostro mondo di individualismo rampante le relazioni presentano il loro pro e contro. Vacillano costantemente tra un dolce sogno ed un orribile incubo.
Le relazioni sono forse le più diffuse, acute, sentite e sgradevoli incarnazioni dell'ambivalenza. E' questo il motivo, si potrebbe sostenere per cui sono saldamente al centro dell'attenzione degli individui per decreto dell'era liquido-moderna e forse al primo posto nella loro agenda di vita.

Oggigiorno l'attenzione dell'uomo tende ad incentrasi sulle soddisfazioni che le relazioni si spera arrechino proprio perchè per qualche verso non sono state ritenute pienamente e realmente soddisfacenti e qualora invece soddisfino appieno, si scopre spesso che il prezzo di tale appagamento è eccessivo e inacettabile.
Si cerca quindi di inbastire (nella vita privata e nel business ndt) relazioni tascabili, come succhi di frutta che sono troppo concentrati e che quindi devono essere diluiti.....

Molte persone che si dicono pronte ad instaurare relazioni di fatto non sono preoccupate di come evitare che i loro rapporti si condensino e si coagulino? Davvero cercano come dicono, relazioni durevoli o piuttosto non desiderano più di ogni altra cosa che quelle relazioni siano superficiali e leggere di modo che se ne possano disfare in qualunque momento?....
Forse questo è il motivo per cui anziché riferire la propria esperienza e le proprie prospettive in termini di rapporti e relazioni, uomini e donne parlano sempre più spesso (aiutati e spalleggiati dagli esperti consuenti) di connessioni, di connettersi, di essere connessi. Anziché parlare di partner, preferiscono parlare di reti. Che merito ha il linguaggio della connettività rispetto a quello delle relazioni?

A differenza di relazioni, parentele, partnership e nozioni simili che puntano l'accento sul reciproco impegno ed escludono o passano sotto silenzio il loro opposto, il disimpegno ed il distacco, il termine rete, indica un contesto in cui è possibile con pari facilità entrare e uscire; impossibile immaginare una rete che non consenta entrambe le attività.
In una rete connettersi è sconnettersi sono entrambe scelte legittime, godono del medesimo status e hanno pari rilevanza....

Rete suggerisce momenti in cui si è in contatto, intervallati a periodi di libera navigazione. In una rete le connessioni avvengono su richiesta e possono essere interrotte a proprio piacimento. Una relazione indesiderata, ma indissolubile è esattamente ciò che rende il termine così infido. Le connessioni sono relazioni virtuali.

(Dobbiamo rendere le relazioni liquide, solide ndt)......
Andare sempre di corsa, un tempo un'eccitante avventura, si trasforma in una fatica massacrante.

Se dobbiamo affrontare il tema del web 2.0 dobbiamo parlare di collaborazione e di relazioni, ma se la società liquida ha i suoi vantaggi dobbiamo avere il coraggio di vedere anche i lati negativi, per evitare che la liquidità non sia un sinonimo di superficialità.

Perchè sei un lettore di un blog? 

Se esiste un punto di incontro tra testate giornalistiche ed un blog, non è certamente nella "mission", ma in quella che viene definita linea editoriale. Ma visto che il paragone non regge più di tanto vorrei spiegarmi meglio.

Una testata quando apre chiede ai propri lettori la fiducia annunciando una linea editoriale. Nel tempo dovrà essere fedele ad essa e non cambiarla in modo poco trasparente.

Se un quotidiano nazionale dichiara di essere indipendente poi deve esserlo veramente e non dimostrarsi fazioso. Diversamente un giornale che rappresenta un partito politico, esprime in modo dichiarato le opinioni della parte politica che ha deciso di rappresentare e non avrà certamente pretese di essere obiettivo (ammesso che l'obiettività esista).

Esiste la stampa di opinione, quella tecnica e quella specializzata, hanno funzioni e audience diverse.

Nessun giornalista si sognerebbe mai di fare un confronto tra testate non omogenee, ma quando si tratta dei blog, si tende a generalizzare.

Chi apre un blog, solitamente nei primi post dichiara le sue motivazioni e così facendo crea una promessa. Si leggono blog per le opinioni dell'autore, per i commenti dei lettori, per avere notizie molto specifiche che non trovano spazio sulla stampa ufficiale o per imparare qualcosa di nuovo o semplicemente per passare cinque minuti in allegria.

Un blog non si può giudicare dalla qualità dei suoi contenuti, perchè spesso le premesse sono così differenti, da non permettere di stabilire dei parametri di qualità.

Un blog si giudica da quanto la promessa che è stata fatta all'apertura (di divertimento, impegno politico, divulgazione scientifica,......) sia stata mantenuta per il singolo lettore.

Il giudizio non può che essere individuale, infatti blog differenti attirano pubblici differenti. L'interesse per un blog può essere transitorio o durare nel tempo.

Da un corporate blog ci si aspetta che parli di prodotti, da un blog di opinione, verrebbe considerata una "marchetta".

Si possono aprire infiniti blog, l'importante è dichiarare in modo trasparente gli obiettivi, in modo che non ci siano disallineamenti tra chi scrive e chi legge e partecipa.

La blogosfera è qualcosa di superiore all'insieme dei blog, ma questo è un altro discorso, per un altro post.

Credits per la vignetta: Austin Cronichle.

Voglio fare il blogging consultant 


Credits: Gapingvoid

lunedì, marzo 19, 2007

Comunicazione digitale turistica 

Il web è sempre più centrale nel processo di formazione delle preferenze per l'organizzazione di una vacanza di qualunque genere e tipo.

La qualità dei contenuti è un elemento molto importante, ma anche la loro articolazione deve essere progettata con estrema cura in modo da soddisfare le esigenze dei diversi utenti alla ricerca di informazioni rilevanti.

Progettare contenuti centrati sull'utente, significa fornire delle risposte precise. L'errore più comune è quello di dimenticare le istanze dei visitatori, i loro obiettivi e fornire informazioni generiche, spesso di tipo enciclopedico.

Vediamo un testo tratto dal sito italia.it

Al centro del mondo (testo introduttivo)

Lo stivale: così i suoi abitanti definiscono la penisola che dalla catena montuosa delle Alpi si spinge nel Mar Mediterraneo per oltre 1.300 chilometri. L’arco delle Alpi delimita e protegge il territorio italiano con i suoi 1.000 chilometri di lunghezza, dando poi origine alla dorsale montuosa che lo percorre fino in Sicilia: gli Appennini.
Coperto per l’80% da montagne e colline e delimitato da più di 8.000 chilometri di costa, ora bassa e sabbiosa, ora alta e rocciosa, il territorio italiano è unico al mondo per la sua varietà: un equilibrio perfetto di mare e montagna, collina e pianura che, grazie al clima temperato che quasi mai sale sopra i 40 gradi al Sud e sotto i 10 gradi al Nord, rende l’Italia uno dei paesi più interessanti ed accoglienti per turisti e viaggiatori per tutti i mesi dell'anno.
Oggi l’Italia, con il 65% di opere d’arte e monumenti di valore artistico presenti in tutto il mondo, è un vero e proprio museo a cielo aperto: visitarla significa non solo entrare in contatto con il passato ma anche vivere il presente di una varietà infinita di culture, dialetti, gastronomie, tradizioni. Viaggiare in Italia significa toccare con mano stili di vita e modi di essere estremamente diversi tra loro, ma simili nella loro appartenenza a questa terra meravigliosa ed unica.

Vorrei fare alcune considerazioni:
  1. progettare testi originali anche se sembra più oneroso è la scelta nel lungo periodo più efficace. E' sempre poco conveniente cercare di adattare contenuti progettati per altri scopi
  2. il destinatario è un turista, non uno studente alle prese con una ricerca di geografia
  3. il web non è un medium di massa, allora perchè progettare informazioni così generiche?
  4. un sito di promozione turistica deve saper trovare un giusto equilibrio tra informazione e comunicazione, cercando di soddisfare le necessità informative dell'utente, senza dimenticare gli obiettivi del sito. Informare è diverso dal rendere desiderabile un territorio.
Progettare un contenuto senza avere chiaramente in mente il destinatario della comunicazione, le sue caratteristiche, rende ogni singolo testo generico. Vediamo un esempio:

Una gita al lago

Le acque limpide e calme, il clima mite e il verde del territorio circostante creano un ambiente ideale per una vacanza improntata al relax ed al contatto con la natura. I laghi di dimensioni maggiori offrono anche l’opportunità di praticare sport acquatici tipici di località balneari costiere, come vela, windsurf e canoa. I laghi più piccoli, poi, sono perfetti per l’escursionismo, il trekking e le gite in bicicletta.

Se fossi un turista straniero che vuole venire in Italia mi porrei certo alcune domande:
  1. tutti i laghi che ho visitato hanno più o meno un clima mite, è per quello che amo il lago, ma ce ne sono tanti in Europa e nel mondo
  2. che cosa hanno i laghi italiani di caratteristico, rispetto ad altri laghi?
  3. perchè dovrei fare una vacanza al lago in Italia?
  4. se volessi fare una vacanza al lago in Italia, quale dovrei scegliere e perchè?
  5. che cosa vuol dire fare una vacanza al lago in Italia? Quali attrattive e quali attrazioni?

Proseguiamo scegliendo una possibile destinazione, ecco il testo.

Lago di Garda

Dove si trova
Il lago di Garda si trova nel nord Italia e sulle sue sponde si incontrano tre regioni, la Lombardia , il Trentino Alto Adige e il Veneto. Quattro sono le province a cui appartiene: Brescia, Trento, Verona e Mantova. Dista da Brescia circa trenta km e altrettanti da Verona.

Il territorio
Il lago di Garda, Benaco, è il più grande lago d’Italia, con una profondità è di 346 m, è lungo 51,6 km e largo 17,5. Il suo principale immissario è il fiume Sarca, l’unico emissario è il Mincio.

Testimonial
Il primo a restarne ammaliato fu il poeta latino Catullo, la cui famiglia aveva una villa a Sirmione. Dopo di lui, il Garda è stato ammirato da poeti e scrittori di ogni epoca: Dante Alighieri (che lo descrisse nel ventesimo canto dell’Inferno), Goethe, Ugo Foscolo, fino a Lord Byron e Henry Stendhal. Non restarono indifferenti al fascino del luogo nemmeno i poeti Giosuè Carducci (estimatore del Chiaretto, vino di Moniga) e Gabriele D'Annunzio, che trascorse i suoi ultimi 17 anni di vita a villa Cargnacco di Gardone (il Vittoriale). Anche James Joyce ed Ezra Pound si innamorarono delle sue coste, mentre Franz Kafka, tra il 1909 e il 1913, soggiornò a Desenzano e a Malcesine.

Da vedere
Il lago di Garda , con il suo clima mite e l’eccezionale temperatura delle acque (che permette di fare il bagno da maggio a settembre), le spiagge assolate e i porticcioli attrezzati, le palme e gli oleandri, gli olivi e le viti, è quasi un mare incastonato fra le Alpi e la pianura padana . Un mare che unisce alle suggestioni mediterranee il fascino della montagna e di una natura intatta. Nelle sue acque si specchiano rocce e dirupi, come la dorsale del monte Baldo a est e i rilievi trentini – con le Dolomiti del Brenta sullo sfondo- a nord. Al fascino della natura e del paesaggio, il Garda unisce il richiamo della storia: le sue sponde sono costellate da antichi borghi, castelli e monasteri, caratteristici paesi ricchi di monumenti e interessanti musei. Dagli insediamenti preistorici della Valtenesi agli imponenti resti romani di Sirmione, Desenzano, Toscolano, dai castelli medievali che ne dominano le alture ai santuari meta ancor oggi di pellegrinaggi, dalle rocche Scaligere poste a difesa dei porti alle pievi romaniche, dalle parrocchiali neoclassiche ai palazzi privati con scenografici giardini, dalle “stazioni di soggiorno” con architetture liberty frequentate fin dai primi del ‘900 dal jet set internazionale al Vittoriale di Gardone Riviera, dimora di Gabriele d’Annunzio, il Garda è una vera e propria “miniera culturale”.
La costa sud-occidentale del lago si trova in provincia di Brescia e va da Sirmione a Limone, ovvero dai resti archeologici della romana Sirmio, passando per gli hotel Liberty di Gardone Riviera, fino ai porticcioli di Bogliaco, Campione, Limone, amati da velisti e surfisti. Paesaggi mutevoli e affascinanti (le ampie spiagge del basso lago, le colline della Valtenesi con viti e olivi, punteggiate di castelli, i golfi di Manerba e Salò, i dirupi della Gardesana occidentale) e stazioni di villeggiature di antica tradizione, come la nota località termale di Sirmione con le Grotte di Catullo (fra i principali siti archeologici del Nord Italia), il castello Scaligero, l’incantevole centro storico; Desenzano, con il caratteristico porto e i resti della villa romana ; Salò con il suo profondo golfo, sede, dal 1943 al 1945, di alcuni Ministeri della Repubblica Sociale Italiana (che per questo fu impropriamente definita “di Salò”);

Gardone Riviera con la sua magica atmosfera liberty, il Vittoriale, dimora di Gabriele d’Annunzio, e il Giardino Botanico Hruska, con le oltre 2000 varietà di piante; Limone, che deve il suo nome alla storica produzione di questi agrumi e che ancora oggi regala uno scenario impagabile di limonaie.
Sulla costa trentina, a nord, il paesaggio si fa più aspro, con i monti che arrivano fino all’acqua: è il regno della vela e del surf, grazie ai venti che vi spirano forti e costanti. Le principali località turistiche sono Riva del Garda e Torbole-Nago. Da Malcesine a Peschiera, in provincia di Verona, la sponda torna dolce e mediterranea. E’ la Riviera degli olivi, una cinquantina di km costellati da spiagge ben attrezzate, antiche rocche, caratteristici paesi regno dello sport, della vacanza attiva e del divertimento estivo. Qui si sorgono Gardaland e altri parchi divertimento. Il bacino meridionale del Garda è interessato dalla provincia di Mantova che non ha, però, località che si affacciano direttamente sul lago.

Di giorno e di notte
Il Garda è perfettamente attrezzato per permettere a ciascuno di ritagliarsi una vacanza su misura. Sulle sue sponde si trovano borghi pittoreschi per chi cerca una vacanza lontano dalla folla, grandi centri pieni di vita per chi invece ama tuffarsi fra la gente, lidi ideali per le famiglie con bambini, parchi divertimento, acquasplash, discoteche fra le più gettonate d’Italia, Parchi e Riserve naturali. La zona è ricchissima di scuole di vela, terme (famose quelle di Sirmione e il Parco termale di Lazise). Il lago e il suo entroterra sono una sorta di palestra ideale, che parte dalle acque del lago fino ad arrivare a cime di oltre 2000 m di altezza. Vi si può trovare di tutto: l’acqua per il nuoto, il vento che sospinge le vele, le montagne da scalare con la mountain-bike o con la picozza, i sentieri per il trekking, gli itinerari da percorrere a cavallo, le alture da dove lanciarsi col deltaplano, le rocce per il freeclimbing, i torrenti per il rafting e hydrobob, i campi da golf. Le colline dell’entroterra sono l’ideale per fare tranquille passeggiate, magari in bicicletta o in sella al cavallo.

Camera con vista
Il Garda, che vanta una prestigiosa tradizione di ospitalità, è attrezzato per ospitare turisti in strutture adatte ad ogni esigenza e ad ogni fascia di possibilità di spesa. Si va dai Grand hotel a confortevoli pensioni adatte alle famiglie, a alberghi pensati per un turismo giovane, fino a agriturismo, villaggi turistici e campeggi,molto frequentati, anche perché sono generalmente molto ben attrezzati.

Sulla tavola
Pesce, olio, agrumi, vino: questi gli ingredienti base della gastronomia gardesana. Prodotti tipici e genuini che, nelle mille varianti proposte dalle quattro cucine che si affacciano sul Garda, abbinati a verdure di stagione, ottimi insaccati, formaggi prelibati , non possono che fare la gioia dei buongustai. Una cucina apparentemente povera, ma ricca di gusto, leggera e genuina. Re della tavola è il pesce di lago, fra cui primeggiano il raro carpione, il coregone (lavarello), la trota lacustre, l'anguilla, il luccio, la tinca, la carpa e il persico. Fra i primi, gnocchi di patate, spinaci o zucca, ravioli in mille versioni, zuppe; fra i secondi, anche carne, con grigliate miste, cacciagione e funghi, accompagnati dall’immancabile polenta. L’olio extra vergine d’oliva del Garda - con eccellenti proprietà nutritive, a bassa acidità - è fra i più pregiati d’Italia. Altrettanto famosi i suoi vini Doc, dal Chiaretto al Bardolino, dal Lugana agli aromatici vini della zona trentina.

Come turista, sarei insoddisfatto di queste informazioni
  1. la struttura mi ricorda un testo scolastico, mentre io voglio informazioni per organizzare le mie vacanze
  2. le informazioni sono strutturate male, ritengo troppo lungo ciò che non mi interessa e ciò che invece mi interessa è poco approfondito
  3. le informazioni generiche non aggiungono nulla a ciò che già so sull'argomento (anche se la mia conoscenza fosse ridottissima), la forma non è convincente, ma volete insegnarmi qualcosa o persuadermi ad organizzare una vacanza?
  4. Frasi come "Il Garda è perfettamente attrezzato per permettere a ciascuno di ritagliarsi una vacanza su misura, poi non trovano riscontro nella descrizione successiva, se sostituissi a Garda, il lago Balaton sicuramente non cambierebbe poi molto.
  5. I riferimenti storici devono essere contestualizzati, al windsurfer non interessa poi molto di D'Annunzio, allora perchè ammorbarlo, non sarebbe meglio permettere ad ogni utente una maggiore libertà nella scelta dei contenuti?
La progettazione strategica dei contenuti digitali per il turismo è un'attività che richiede una professionalità specifica. Un sito non è una brochure, non è un magazine necessità una focalizzazione molto attenta sulle caratteristiche del mezzo utilizzato, ma soprattutto su quella dei fruitori.

domenica, marzo 18, 2007

Succede anche nei brief 


Un'altra brillante vignetta di Doug Savage

La velocità dell'innovazione 

Proseguo il discorso sull'innovazione, argomento per me molto importante.

E' difficile comprendere a fondo che cosa sia realmente un'innovazione. Quello che non dobbiamo fare è considerare come innovazione la tendenza ad abbracciare acriticamente il nuovo per passare da novità in novità.

Ritengo che l'immobilismo e l'ipervelocità, siano i due lati della stessa medaglia.

Chi vuole essere "immobile" si protegge erigendo barriere attraverso regole, pratiche, procedure e cercando di confrontarsi con l'esterno il meno possibile. E' immobile chi usa l'autorità come scudo.

Ma anche l'iperveloce si protegge attraverso l'illusione della velocità.

Ralph Waldo Emerson
, faceva notare che quando si "pattina sul ghiaccio sottile, la salvezza sta nella velocità."

Spesso il ghiaccio su cui cercano di muoversi gli iperveloci è veramente poco saldo. La vera innovazione necessità dei suoi tempi.

E' anche innovatore chi trasforma un'idea innovativa in un modello, in un prodotto o servizio o chi la rende disponibile creando valore.

sabato, marzo 17, 2007

Tu perchè sei un blogger? 


Adesso basta con le definizioni generiche di blogosfera, lo sappiamo bene che le persone aprono un blog per i motivi più diversi.

Tutti i blog hanno in comune una forte esigenza di comunicare, ma come dicevo, le motivazioni sono differenti.

Roger Von Oech, propone una tassonomia interessante e divide idealmente i blog in quattro generi, in funzione del valore che creano per chi scrive o per chi legge ed interagisce.

  1. I blog di evasione - hanno un effetto liberatorio come un diario, sono una valvola di sfogo, oppure vengono tenuti per puro divertimento (it's all about me)
  2. I blog di testimonianza (archive), servono a condividere esperienze, mostrare competenza, fornire soluzioni o suggerimenti volti a risolvere problemi concreti
  3. I blog conversazionali, hanno l'obiettivo di contribuire alla conoscenza collettiva, partecipare ad una discussione su uno o più temi
  4. I blog democratici, si propongono di provocare dinamiche di cambiamento
E' ovviamente una tassonomia non esaustiva, ma sicuramente interessante, perchè ci fa riflettere sull'esigenza di non fare di tutta l'erba un fascio, quando si parla di blog e blogosfera.

L'effetto wow 


Come è noto, Microsoft ha lanciato la campagna "wow" per il lancio di Vista.

Personalmente la trovo una campagna poco interessante, ma non vorrei esprimere giudizi estetici.

Lo stupore ha una durata molto breve e deve essere costantemente rinnovato, una tendenza più interessante è il tentativo di creare "microsensazioni", concetto molto vago, che cercherò di definire in qualche prossimo post.

giovedì, marzo 15, 2007

Grazie 

Non so cosa stia succedendo, ma in questi ultimi tre giorni siete cresciuti tantissimo.

State seguendo questo blog sempre più numerosi, non me lo aspettavo.

Questo piccolo regalo è per voi.

Grazie.

Media e consulenti dopo l'hpye del web 2.0 

Si lo so bene che questa presentazione è "biased", ma gli interrogativi che vengono posti sono molto seri.

Queste sono le mie conclusioni personali:
  1. gli user generated contents sono una grande cosa, ma alla fine contribuiscono anch'essi all'overload informativo (è vero che il desiderio di informazione è insaziabile, ma ci vuole anche un po' d'ordine)
  2. gli utenti stanno già cominciando a selezionare i contenuti che preferiscono
  3. i media torneranno a fare il loro mestiere, quello di organizzare l'informazione e cercare di ridurre il caos ( non è detto che ci riusciranno bene)


Per quello che mi riguarda, continuerò a lavorare come interfaccia tra i creativi, gli esperti di tecnologia e le figure professionali che si occupano di marketing strategico, visto che allo stato attuale continuano a parlare lingue differenti.

Apple, come tutti gli altri? 



Si celebra Apple, i suoi prodotti, le sue campagne di pubblicità, così innovative e cult.

Io non ho prodotti Mac e non mi risulta di essermi iscritto ad alcuna lista, poi tutto può essere nella vita, ma questa mail promozionale che ho ricevuto non mi è piaciuta poi tanto, mi sembra una caduta di stile, ma è questione di gusti.

Think Different, but be consistent

Dal citizen journalist al citizen activist 


Si dice che la blogosfera sia autoreferenziale, può essere vero, una buona parte di blogstar* ama ancora guardarsi l'ombelico e credere che se non postano per qualche giorno tutto il mondo se ne accorgerà.

Esistono tanti modi di intendere e "fare" i blog, che rendono estremamente difficile oltrechè profondamente errato fare di tutta l'erba un fascio.

C'è chi tiene blog professionali, chi scrive per passione, divertimento o per impegno civile.

Non è una novità il fatto che gruppi di persone si riuniscano, manifestino o organizzino raccolte di firme per cambiare una legge o per attirare l'attenzione su problemi specifici.

Oggi le tecnologie digitali collaborative consentono ai gruppi di discutere, organizzarsi ed esercitare un'influenza a livello esteso (locale, o globale che sia) grazie al tam tam mediale che internet permette di creare e amplificare.

Il progetto rItaliaCamp ne è un esempio.

Questa tendenza è in forte crescita ed è stata definita da trendwatching "Crowd Clout".

CROWD CLOUT: “Online grouping of citizens/consumers for a specific cause, be it political, civic or commercial, aimed at everything from bringing down politicians to forcing suppliers to fork over discounts.”

Come emerge nel report , è la specificità e la concretezza degli obiettivi oltre che l'utilizzo di strumenti digitali di comunicazione a contraddistinguere il crowd clout.

E' un'ulteriore manifestazione del crescente potere dei consumatori o cittadini, secondo come si vedono le cose.
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